• Calendario/Archivio

  • settembre: 2019
    L M M G V S D
    « Ago    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
    ZES per le aree interne

    Posted on giovedì 6 giugno 2019

    Risultati immagini per foto zes

    Tutti d’accordo sul fatto che, per le bistrattate aree interne, l’istituzione e la piena operatività delle Zone Economiche Speciali (ZES) sia occasione straordinaria per rendere il territorio attrattivo per nuove imprese.  Nuovi investitori potranno infatti essere agevolati nella loro decisione ad insediarsi nella provincia interna,  grazie agli sgravi fiscali  (credito di imposta soprattutto) previsti dalla normativa in materia. Ma non basta…

    In ottica di infrastrutturazione strategica, alla questione ZES è strettamente correlato il tema della promozione della trasversalità tirreno-adriatica.  Un argomento sul quale rappresentanti politici ed istituzionali delle aree interne, a partire dai sindaci, devono muoversi all’unisono.  Scattare in avanti e riprendere il percorso dello sviluppo o precipitare all’indietro verso una zona grigia di sottosviluppo ed arretratezza.   Essere periferia dell’Abruzzo oppure sviluppare un ruolo innovativo di  snodo logistico e commerciale nell’intreccio dei flussi internazionali da Occidente verso Oriente, verso la porta dei Balcani e la reinterpretazione moderna della antichissima Via della Seta.

    Sta alla politica decidere. Sta alla politica esercitare un ruolo proattivo nei confronti di Governo e  Regione ed operare per creare nuove prospettive di crescita.

    E qui entra in gioco la fondamentale partita sulle infrastrutture materiali ed immateriali. E la prima infrastruttura di cui ha bisogno l’Abruzzo intero è un competitivo Sistema Portuale.  Molto importante il dialogo avviato dal Presidente Marsilio  per ottenere dal Governo centrale  il trasferimento dei porti di Pescara e Ortona dall’Autorità di Ancona a quella di Civitavecchia.  L’obiettivo, completamente fallito dal precedente governo regionale,  è di creare una governance unica per il  corridoio europeo  Tirreno-Adriatico tra la penisola Iberica e i Balcani, in modo da garantirne la funzionalità.  Ulteriore revisione deve riguardare i corridoi europei dei trasporti (TenT),  completando  l’iter per il riconoscimento di un corridoio “Barcellona-Civitavecchia-Pescara-Ortona-Ploce”.

    Una ipotesi suggestiva che valorizza il  Corridoio V Mediterraneo e si collega alla nuova Via della Seta.

    Un corridoio fondamentale per lo sviluppo delle aree interne. La valorizzazione della trasversalità Civitavecchia/Aree interne/Ortona avrebbe pure una notevole  valenza ambientale, dato che per tale via si ridurrebbero pure  esternalità negative dovute alle forti emissioni di CO2 ed altri inquinanti in atmosfera.

    Una ipotesi comunque da perseguire pure nel caso in cui il Governo tenesse la barra dritta sul centrare la ZES sull’autorità portuale di Ancona. In tal caso, si potrebbero attivare ulteriori strumenti  per valorizzare il corridoio europeo Civitavecchia/Aree interne/Ortona sulla falsariga dell’importante progetto che stanno portando avanti le Ferrovie dello Stato d’intesa con l’Autorità portuale di Brindisi.    L’Abruzzo potrebbe benissimo entrare in questo progetto delle Ferrovie dello Stato (la Regione ci sta lavorando) e, in tal modo, si attiverebbero ulteriori strumenti per potenziare corridoio europeo trasversale, senza perdere i benefici della ZES in quel caso puntata su Ancona.

    Al di là dei modi, che sia Civitavecchia (sarebbe meglio) o Ancona (seconda ipotesi) resta il fatto che lo sviluppo del Corridoio V è assolutamente strategico:  trova ideale prolungamento sulla nuova traiettoria trasversale che collega  la penisola iberica, tramite il Porto di Civitavecchia e l’area balcanica, dall’altro lato dell’Adriatico, tramite il sistema portuale merci/passeggeri Pescara–Ortona-Vasto.

    Una ipotesi da perseguire fermamente, nella prospettiva di una reale crescita sia delle aree interne sia del sistema portuale Pescara-Ortona-Vasto, in ottica di intermodalità, fino a poter configurare inneschi di virtuosi processi di internazionalizzazione verso le aree balcanica ed iberica dei sistemi produttivi locali. 

    La trasversalità tirreno-adriatica come occasione di sviluppo delle aree interne è un progetto possibile e necessario, come osservato puntualmente dalle associazioni dei produttori,  proprio per la piena valorizzazione delle Zone Economiche Speciali (ZES).  La funzionalità delle ZES è strettamente relata al disegno di mobilità a monte, oltre che alla creazione di un regolamento di attuazione in termini di gestione delle aree di adeguamento delle stesse (reti, impianti, logistica).  Ovviamente le ZES possono operare efficacemente se sarà attuata una reale semplificazione amministrativa delle procedure autorizzatorie nonché un adeguato sistema di defiscalizzazione.

    Collegare i sistemi produttivi abruzzesi e laziali, attraverso un corridoio trasversale di scambio, che utilizzi il sistema portuale regionale, verso i Balcani e Civitavecchia verso la penisola iberica ed il resto del Mediterraneo:  questo  valorizza pure il sistema interporti, alcuni dei quali, come quello di Avezzano,  allo stato inattivi o parzialmente attivi, posti in posizione baricentrica naturale, rispetto ai due gate, nell’ipotesi di integrazione tra i sistemi portuali abruzzese e laziale.

    La partita delle infrastrutture è essenziale pure in chiave turistica. La politica di trasporto intermodale richiede misure specifiche per il graduale spostamento da gomma a ferro;  quindi sul non più procrastinabile miglioramento della linea ferroviaria Pescara/Sulmona/Avezzano/Roma,  dove, ad Avezzano, l’hub connetterà l’interporto e le attività legate alle merci, mentre quello di Sulmona, consentirà la connessione con la realtà industriale peligna, attualmente in difficoltà ed il collegamento secondario con la tratta, che RFI intende elettrificare, Sulmona/L’Aquila/Rieti/Orte.

    Il sistema insediativo L’Aquila/Avezzano/Sulmona/Teramo/Rieti, costituisce, in questo scenario, il Territorio Snodo Due (MIT 2015), che raccorda i flussi trasversali con quelli longitudinali, realizzando l’integrazione infrastrutturale dei territori e delle economie ed il superamento dell’antistorico dualismo costa-interno.

    Si tratta di progetti che giacciono da anni presso  Regione e Governo centrale: occorre ora la volontà politica che li renda esecutivi.

    Non meno rilevante è la questione della rete autostradale, per buona parte vetusta, cara nei pedaggi  e da riqualificare con urgenza sotto il profilo della sicurezza e del modello di governance non più adeguato. In Abruzzo l’ammodernamento della rete è fermo da anni, è mancata al precedente governo regionale un’idea della funzione della rete autostradale in ottica intermodale, ivi compreso il complesso di snodi, reti secondarie, connettività con i corridoi europei, funzionalità di servizio alle ZES.  Anche per quanto concerne le autostrade, le aree interne soffrono di carenze pesanti, situazione che si ripercuote pesantemente sullo sviluppo economico, occupazionale e turistico della regione.

    Occorre fare la ZES ed invogliare gli investitori a venire da noi, ma pure dobbiamo essere consapevoli che non è la ZES la panacea di tutti i mali. Il treno più veloce che collega Roma a Pescara (circa 210 km) ha un tempo di percorrenza di tre ore e mezzo (con alcuni treni arriva anche a oltre cinque ore); la rete Internet nelle aree interne è assolutamente inadeguata per la banda larga, figuriamoci per fare Industria 4.0; i pendolari sono spesso costretti ad alzarsi prima dell’alba per raggiungere scuola e lavoro;  molti abruzzesi impiegano più di un’ora per giungere nel più vicino ospedale; i viaggiatori e turisti in arrivo e partenza affrontano molte difficoltà per raggiungere aeroporto, residenze o luoghi di vacanza.

    Quella delle infrastrutture nelle aree interne è una questione da affrontare con urgenza. La ZES ne è un tassello, pure importante, ma non l’unico.

    Lo sviluppo dell’intermodalità aria/mare/ferro/gomma, con il potenziamento delle strutture di servizio alla ZES, il sistema degli Interporti e degli hub di scambio ferro/gomma  saranno comunque importanti al fine di posizionare l’Abruzzo al centro dei flussi merci/persone internazionali.

    In tal senso le società regionali e partecipate (TUA, ARAP e nuova FIRA in primis), da allargare al partenariato con altri soggetti pubblici o privati, dovranno svolgere un ruolo essenziale per lo sviluppo di un modello integrato di  mobilità sostenibile al servizio dello sviluppo.

    Piero Carducci, economista

    MpL Comunicazione @ 13:05
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *