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    Molinari: andiamo a votare, no all’astensionismo

    Posted on sabato 5 maggio 2012

    Gianpaolo Pansa nel suo ultimo libro (“Tipi sinistri”) ha scritto qualcosa che mi ha colpito: «Ormai non vado più al seggio elettorale. E se mi capita di andarci, metto nell’urna una scheda bianca. Non sono né di destra né di sinistra né di centro. Insomma non sono più di nessuno».

    Questa affermazione mi fa pensare a quei sedici milioni di italiani che sembra abbiano deciso di non andare a votare. Il partito degli astenuti cresce sempre di più. E rischia di diventare il maggior partito. E questo non è bene.

    La strada che porta ad una vera società democratica è sempre lunga e difficile. Ed è una strada costruita non solo con i sacrifici di tanti uomini e donne amanti della libertà ma anche con il sacrificio della vita di molti che si sono spesi per una società più giusta e democratica.

    Il “voto” è un momento importante nella vita di ogni democrazia. Anche in Italia. Anche nella nostra città e nel nostro territorio, in questi giorni.

    Avevo scritto alcuni mesi fa una preghiera per il sindaco, con il chiaro proposito di non ritornare più sull’argomento. Ma il susseguirsi degli scandali che riguardano i partiti fa crescere paurosamente l’antipolitica. E i partiti, purtroppo, sembrano non accorgersene. C’è stato in passato un referendum, nel quale i cittadini si sono espressi chiaramente contro il finanziamento pubblico dei partiti. Ed ora che era capitata un’occasione storica per rinunciare a questo finanziamento essi hanno inventato tanti sofismi per mantenere in pieno questi esagerati rimborsi alla politica. Come giustamente ha scritto un quotidiano, dovendo scegliere tra i soldi e gli elettori, ancora una volta i partiti hanno scelto i soldi.

    Sì, è vero tutto questo. La politica ha perduto dignità e credibilità. Ma una vera democrazia non può fare a meno della politica. Ed esiste, almeno per i cristiani,  una politica che è autentica ricerca del bene comune. Anzi, per dirla con Pio XI (ricordato poi da Paolo VI e Giovanni Paolo II) per il cristiano la politica è la forma più attuale, moderna, ampia ed efficace della carità.

    Ecco perché il cristiano non è uno che si astiene. Ma uno che entra nell’impegno politico con determinazione, competenza, con passione e con la certezza che una società più giusta si costruisce con il contributo di ognuno.

    Perciò non andare a votare o votare scheda bianca sono scelte che non si addicono al cristiano.

    Forse non è superfluo ricordare che dall’unica fede non necessariamente deriva un’unica scelta politica.

    Il cristiano è libero di scegliere il partito che vuole a condizione però che questo partito rispetti i valori della vita, della libertà, della famiglia, della giustizia sociale e della dignità di ogni persona umana.

    Purtroppo ci sono formazioni politiche che hanno una visione della vita e della società in netto contrasto con la visione cristiana.

    Ma mi piace concludere con una riflessione di Adriano Olivetti (1901-1960), industriale di fama internazionale, intellettuale, politico, riformatore, urbanista, editore, che ha sognato una società aldilà del capitalismo e del socialismo.

    Scrive Olivetti: «Se teorizzo qualcosa di apparentemente irrealizzabile, incontro sicuramente il consenso di qualche salotto. Se vado oltre, spiegando come realizzarlo tecnicamente, nel dettaglio, rischio di rendermi ridicolo. Se poi lo realizzo, vengo trattato con ostilità».

    Il rifiuto della politica e dei partiti, e quindi la fuga dal voto, nascono quando i politici si presentano come coloro che rendono complicate le cose più semplici e si rifiutano di realizzare i progetti più semplici e chiari.

    Signore donaci uomini e donne che sanno dire  parole comprensibili e realizzare ciò che tutti vedono che è facilmente realizzabile. Uomini e donne che, soprattutto, conservino buon senso, onestà e tanta speranza.

    Mons. Giuseppe Molinari
    Arcivescovo Metropolita dell’Aquila 

    MpL Comunicazione @ 11:00
    Filed under: News MpL

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