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    Verini e Mancini su SGE

    Posted on giovedì 26 maggio 2011

    Sono ancora troppi, i casi di cittadini che lamentano trattamenti incredibili da parte dell’Assistenza alla popolazione, il servizio della Struttura per la Gestione dell’Emergenza, cui fa capo Paola Giuliani, una dirigente del Comune dell’Aquila. Cos questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, i consiglieri Angelo Mancini ed Enrico Verini, sono tornati a sottolineare il fatto che le cose, cos non vanno. Verini, ha chiesto la rimozione della Giuliani da quel ruolo, c’ comunque un intero servizio, di cui responsabile il vice di Chiodi, Cicchetti, che non funziona, ci lavora personale del Comune dell’Aquila e dipendenti della Protezione civile, ed difficile per il cittadino trovare per questo un referente preciso, com’ confusa l’interpretazione delle ordinanze. Secondo Verini, sempre troppo restrittiva da parte della Giuliani “si dovrebbe permettere tutto ci che non espressamente vietato – ha osservato – invece la responsabile aggiunge divieti, sempre a svantaggio del cittadino, costretto ogni volta a dimostrare la propria onest”.
    Snodi interpretativi fondamentali, per affrontare i quali Mancini suggerisce che le ordinanze siano prima concordate con il Comune, e che il cittadino abbia un punto di riferimento “unico, sicuro e individuabile”, che sia della Protezione civile o solo dell’amministrazione. I consiglieri hanno riportato casi incredibili, come la notifica a due minorenni, per lasciare un albergo nelle successive 48 ore, un caso a cui Petull, il responsabile della Sge, ha cercato poi di rimediare, ma non cos che si pu continuare a gestire un’emergenza, secondo Mancini “in quella Struttura non hanno la pi pallida idea delle situazioni da affrontare”.
    Il guaio che le posizioni in due anni sono cambiate, ci sono dei casi che non sono mai stati contemplati nelle ordinanze, o di disagio sociale, per il quale non mai stato fatto il punto. Emblematica resta la questione dei diritti ereditari, bloccata al Ministero dell’Economia e delle Finanze, perch Tremonti vuole che la spesa sia quantificata, ignorando invece la necessit di garantire l’indennizzo per il diritto ereditario, cio per il fatto che si eredita il diritto, appunto, a riparare una prima abitazione, anche se il proprietario morto e a prescindere dal fatto che per l’erede sia la seconda o la terza casa, dunque non quella principale.
    Le questioni vengono poste al tavolo del gioved di Cicchetti, ma molte non trovano mai soluzione “il Comune – ha commentato Mancini – non pu giocare al ribasso per questioni politiche, le situazioni dei cittadini che hanno diritto all’assistenza, sono quelle del 6 aprile”. Stabilito questo principio sacrosanto, inutile per il consigliere perdersi nei cambi di residenza all’interno o fuori del Comune, o in un’altra citt per avere l’assistenza sanitaria in una casa di cura, togliendo per questo diritti e contributi all’autonoma sistemazione “non certo garantendoli solo a chi rimane nell’ambito comunale – ha concluso Mancini – che le persone non abbandoneranno il territorio” come avrebbe invece proposto l’amministrazione, pensando in questo modo di trattenere la gente all’Aquila.
    La citt, secondo quanto riportato dai consiglieri, registra situazioni pesantemente disagiate, non previste in alcuna ordinanza e a cui bisogner dare una risposta, l’allora assessore Masciocco chiese ed ottenne risorse utili a garantire un alloggio a queste famiglie o situazioni, il cui bisogno sta emergendo con estrema urgenza, ma attualmente non ci sono ancora risposte. L’assistenza potrebbe diventare anche per questo esplosiva, al di l di chi la gestisce o la gestir, devono cambiare regole e sistemi, bisogna individuare nuove priorit ed esigenze, non ancora prese in considerazione e forse sfuggite ad un confronto, tra il Comune e la Sge, nient’affatto quotidiano e serrato.
    Alessandra Cococcetta per L’Editoriale

    MpL Comunicazione @ 07:06
    Filed under: News MpL

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