• Calendario/Archivio

  • dicembre: 2020
    L M M G V S D
    « Nov    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    Veltroni critica magistrati

    Posted on martedì 13 gennaio 2009

    «Io credo che le vicende di cronaca anche di questi ultimi giorni abbiamo mostrato i rischi di errori, anche gravi, da parte di singoli magistrati. Sono cose che sostengo non da oggi». Le vicende di Potenza, Napoli e Pescara, dove la magistratura ha osato toccare alti dirigenti del PD, spianano la strada alla riforma bipartisan della giustizia.

    Una riforma molto contestata dai giudici, per il pericolo di porre sotto tutela politica le carriere dei magistrati. Veltroni ha assicurato che il suo pensiero non è legato ai problemi giudiziari che in tutta Italia stanno minando la credibilità di suoi uomini («queste cose le dico dai tempi di Tangentopoli, sono le stesse che scrivevo sull’Unità di cui ero allora direttore»). Ma la coincidenza tra la svolta del PD in materia di giustizia e le inchieste in corso è quantomeno sospetta.

    «Mi ha profondamente colpito – osserva il segretario del Pd – il caso di Margiotta per il quale la richiesta di arresto è stata bocciata anche dal tribunale del riesame oltre che dalla Camera, o quella del sindaco di Pescara D’Alfonso. Ho parlato di situazione grave perché colpisce la libertà delle persona e anche la solidità delle istituzioni. Ma ripeto, non ho mai pensato a complotti e neppure ad un vero e proprio conflitto di poteri. E poi, insisto, credo che la questione del funzionamento della giustizia, di decisioni non ponderate e sbagliate sia una questione che riguarda tutti i cittadini, cominciando da quelli più deboli e finendo con i politici. Non il contrario».

    Alla domanda se la ‘questione morale’ non stia condizionando le scelte politiche del partito, Veltroni risponde: «No. Io ho parlato di un rilancio dei temi riformisti di una innovazione nei contenuti programmatici e anche nei gruppi dirigenti perché ci credo, perché si muovono nello stesso senso che ho indicato al Lingotto un anno e mezzo fa. Non sto strumentalizzando i giudici né mi sento da loro forzato. Ho detto e lo ripeto che una questione morale – o meglio una questione politica – esiste ed è rappresentata da alcune zone di opacità nel rapporto tra politica e economia, tra amministrazione ed affari. Questa opacità va rimossa nell’interesse dei cittadini ma anche nell’interesse della politica che non deve puntare alla conservazione delle proprie classi dirigenti ma a rispondere ai problemi reali, alla necessaria modernizzazione del nostro paese».

    Per quanto riguarda il caso D’Alfonso non è davvero chiaro a quale “errore” faccia riferimento il segretario del Pd se è vero che il gip De Ninis ha confermato pienamente (nella sua ultima ordinanza) l’impianto accusatorio che – dopo gli interrogatori – è uscito addirittura «rafforzato».

    MpL Comunicazione @ 13:56
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com