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    Usare bene arma voto

    Posted on domenica 14 settembre 2008

    Alcuni inviati speciali dei grandi giornali nazionali, presenti a Pescara in occasione dell’incidente probatorio voluto dalla locale Procura nella vicenda ormai nota come “sanitopoli abruzzese …

    a dimostrare anche l’alta valenza mediatica – politica che ha questa vicenda per via della presenza di un personaggio di primo piano come Ottaviano Del Turco, hanno messo in risalto, nei loro servizi, come la reazione ai gravi fatti di corruzione emersi sia stata per lo più l’indifferenza da parte dei cittadini. Non c’è stata indignazione sbandierata con fatti clamorosi, a parte qualche sporadico cartello, contro gli imputati e per inneggiare ai magistrati, e la solitaria contestazione di alcuni cittadini della zona di Navelli. Diciamo subito che per il fatto che non ci siano state manifestazioni clamorose, magari con lancio di monetine o cose simili, suonano ad onore del popolo abruzzese e non può essere visto come una mancanza di sensibilità democratica. Non serve a nulla insolentire chi si trova in difficoltà, mentre magari quando era potente ci si è sempre prostrati, ma serve ragionare e chiedere che si faccia totale luce sui comportamenti. Gli abruzzesi vogliono ora la verità, per capire se dando fiducia a Del Turco e ciò che rappresentava quando si è presentato alle elezioni, hanno sbagliato. Pretendono che si faccia luce anche per capire come e dove sono stati ingannati. Poi si regoleranno, come sempre hanno fatto, punendo con il voto i reprobi, i disonesti e coloro che non mantengono le parole date. E’ sempre accaduto così negli ultimi tempi. Le alternanze alla guida della Regione, ed anche in altri enti, determinati dal voto degli elettori stanno a testimoniare questa realtà, che ha messo da parte bandiere ideologiche e militanze partitiche, per premiare o bocciare le azioni dei rappresentanti politici. Il voto, dunque, come arma, ben più efficace delle monetine e degli insulti che gli abruzzesi hanno evitato di lanciare in occasione delle udienze al Tribunale di Pescara.Una prova di maturità, non di ignavia. E siamo certi che si capirà bene che così stanno davvero le cose al momento in cui, il 30 novembre e il 1 dicembre, con il voto si eleggerà il nuovo consiglio regionale. I partiti sappiano che non verranno concessi sconti a chi non avrà capito che il cambiamento, per come le cose sono andate, è diventato scelta obbligata. Presentarsi con i vecchi metodi, con le solite facce, con le conosciute logiche legate a clientelismi o potentati economici, significherà correre rischi di colossali bocciature. Nel popolo abruzzese, nella sua saggezza e, ripetiamo, maturità, grazie anche a tante traversie purtroppo passate, noi contiamo molto. E siamo certi che non saremo delusi.

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 20:08
    Filed under: News MpL

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