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    Transcom chiude

    Posted on lunedì 8 giugno 2009

    Dopo il terremoto, anche la fuga delle aziende. La Transcom chiude la sua sede dell’Aquila e licenzia tutti (365 addetti). L’azienda ha spiegato di aver perso competitività e che il terremoto del 6 aprile ha reso inagibile l’edificio dov’é ospitata, dando il colpo di grazia. Il direttore di Confindustria Antonio Cappelli convocati qusta mattina i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ne ha dato comunicazione riferendo quanto appreso dall’azienda.

    "In sostanza – ha detto la Cgil – la Transcom sarà dismessa anche se ci avevano dato rassicurazioni diverse. Per settantasette persone c’è la possibilità di trasferirsi altrove, tipo nelle sedi di Milano, Bari o Lecce, per citarne alcune. Valuteremo ogni possibile azione di contrasto – ha annunciato il sindacato – perché di certo 360 posti di lavoro, in una città come L’Aquila, non si possono perdere da un giorno all’altro".

    Per i dipendenti aquilani sarà avviata la procedura di mobilità. “Purtroppo – spiega in una nota il direttore generale di Transcom, Roberto Boggio – non ci sono le condizioni di mercato per riuscire a pagare gli stipendi dei nostri dipendenti e siamo di fatto costretti ad avviare la mobilità. Oggi abbiamo consegnato la comunicazione ai sindacati e alle istituzioni, ma faremo il possibile per contenere l’impatto sociale, e ci adopereremo in ogni modo per individuare eventuali soluzioni alternative per i nostri dipendenti”. Boggio spiega anche le motivazioni che hanno portato alla drastica decisione, mettendo “in cima alla lista l’impossibilità di competere nella folle corsa al ribasso, stanti le attuali rigidità nel mercato italiano e l’ingiustificata disparità di applicazione delle regole esistenti.

    “A questo punto – conclude  Confindustria L’Aquila – è doveroso richiamare alla responsabilità indiretta anche il sindacato, ancora alla ricerca delle soluzioni definitive più appropriate per la più efficace tutela dei diritti di chi lavora e produce. Prima o poi tutti dovranno prendere coscienza che il problema dei «lavoratori precari» potrà essere eliminato solo risolvendo prima il problema delle «aziende precarie»”.

    Ora ci attende la solita passerella della Pezzopane e di Cialente che faranno un pò di rumore ed un pò di interviste a TV1. Poi, il nulla.

    MpL Comunicazione @ 14:18
    Filed under: News MpL

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