• Calendario/Archivio

  • gennaio: 2020
    L M M G V S D
    « Dic    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    Terremoto&processi

    Posted on lunedì 16 maggio 2011

    Non ci stanno gli scienziati ad essere processati, ed il tam-tam su quello che viene vissuto ormai come il "processo alla scienza" diventa argomento di discussione in tutti i convegni del mondo. Il salto logico è avvenuto: il processo alle persone è diventato il processo alla scienza, dopo che oltre 5000 ricercatori di tutto il mondo hanno definito “ingenua ed ingiusta” l’accusa agli scienziati della Commissione Grandi Rischi formulata dalla Magistratura aquilana. "I terremoti non si possono prevedere", è la parola d’ordine degli scienziati, lanciata tra l’altro in un documento al Presidente Napolitano. Spropositata appare l’accusa di omicidio colposo ai componenti scientifici della commissione Grandi Rischi, ad alcuni dirigenti della Protezione civile e al direttore del centro nazionale terremoti dell’Ingv per non aver promulgato uno stato di allarme dopo la riunione della Commissione tenuta all’Aquila sei giorni prima del terremoto.

    In verità, per mitigare gli effetti devastanti di questi fenomeni naturali, le Istituzioni dovrebbero intervenire con opportune azioni di prevenzione, informazione ed educazione della società. L’alternativa, del tutto impraticabile, è forse quella di evacuare la popolazione ad ogni sequenza? Sarebbe la morte dell’Aquila e di troppe città. Ci si chiede allora se debba essere l’analisi scientifica a guidare l’azione dello Stato o i nuovi stregoni o le voci di probabili sciagure che da sempre vengono annunciate come imminenti. Ed è pure successo che quando l’evacuazione preventiva è stata fatta, gli esperti sono stati messi sotto accusa per “procurato allarme”.

    Che fare allora? Come osserva uno scienziato del calibro internazionale di Guido Visconti (vedi precedente articolo) il processo alla Commissione grandi rischi mette in evidenza come sia difficile comunicare le incertezze legate alle previsioni di un evento naturale. Il Principio della Universalità della Scienza garantisce la libertà di ricerca in relazione: 1.all’espressione di idee scientifiche, ipotesi e previsioni; 2.allo sviluppo delle ricerche usando dati, esperimenti e teorie; 3.alla comunicazione al pubblico. L’azione della Magistratura rischia di de-responsabilizzare, per il timore di gravi conseguenze, gli scienziati ed i politici. E’ quanto sta accadendo pure negli ospedali: la paura di incorrere in reati, spinge sempre più i medici a praticare la cosiddetta "medicina difensiva". Meglio non fare nulla, esagerare in esami ed accertamenti, prendere tempo, piuttosto che intervenire e prendersi una denuncia dei parenti. 


    MpL Comunicazione @ 18:37
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *