• Calendario/Archivio

  • aprile: 2021
    L M M G V S D
    « Mar    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
    Tecnici contro Universit

    Posted on venerdì 17 giugno 2011

    Forse qualche tribuno travestito da ingegnere aspira ad una carriera politica. Altrimenti non capiamo il tono delle quotidiane declamazioni dei tecnici che ormai sembrano debordare ampiamente dall’esercizio del ruolo. La disputa nota: i tecnici non vogliono le Universit in mezzo ai piedi a disturbare mentre si spartiscono la ricca torta della ricostruzione. E se qualcuno prova ad avvicinarsi alla greppia, allora fuoco e fiamme, scattano diffide, ricorsi e carte bollate. Oggetto del contendere il ruolo che le Universit dovrebbero giocare come partner progettuali dei sindaci del cratere. Un ruolo richiesto e preteso a gran voce dagli stessi sindaci, che non dispongono di strutture tecniche sufficienti a gestire la ricostruzione.
    Ma gli ingegneri temono le Universit e, com’ noto, hanno presentato ricorso al TAR. Pochi giorni orsono la reazione dei sindaci: Se il commissario Gianni Chiodi non prender posizione a nostra difesa, dopo i ricorsi al Tar del Consiglio nazionale degli ingegneri contro laffidamento dei piani di ricostruzione dei Comuni alle universit, riconsegneremo le nostre fasce di sindaci. Queste le parole dei primi cittadini del cratere in una conferenza stampa. Un atto gravissimo. Cos ha definito il ricorso degli ingegneri Emilio Nusca, rappresentante delle Aree omogenee nonch sindaco di Rocca di Mezzo, che si fatto portavoce delle istanze dei suoi colleghi. La molla che ha fatto scattare la collaborazione con gli atenei ha spiegato stata la consapevolezza di poter mettere i loro saperi a disposizione delle nostre comunit. Latteggiamento degli ingegneri nei nostri confronti ha sbottato Nusca non trova giustificazioni. Spero che abbiano capito la gravit dellatto che hanno compiuto. Se disgraziatamente il Tar dovesse concedere la sospensiva, cosa succeder ai nostri centri?
    Ieri una nuova incredibile presa di posizione dei tecnici che hanno definito inutili e pura perdita di tempo i piani per la ricostruzione nei piccoli comuni. Insomma, i tecnici si impicciano di scelte urbanistiche che non gli competono, si sostituiscono ai sindaci ed al legislatore, e discettano su cosa utile e su cosa inutile. Posizione che a noi sembra da politici, estranea al ruolo dei tecnici.

    Il fatto che i nervi delle corporazioni sono tesi. Il piatto ricco: soldi, soldi, soldi, parcelle fino a non poterne pi, fino a soddisfare un’ingordigia senza limiti. Il sisma l’occasione della vita di ingegneri e architetti di provincia, la tragedia troppo ghiotta e va monopolizzata, gli affari sono d’oro, mai visti, mai si rivedranno, e non vanno spartiti con nessuno. E per chi prova ad avvicinarsi prima insulti, poi carta bollata. E se questo modo di fare ostacola e ritarda la ricostruzione, chi se ne frega, l’importante difendere l’interesse corporativo, ad ogni costo, costi quel che costi.

    L’avidit dei tecnici blocca la ricostruzione? Il portavoce dei sindaci, Nusca, prega Chiodi di intervenire per evitare che i comportamenti dei tecnici blocchino la ricostruzione. L’Ordine degli ingegneri s’ via via indurito, a partire dal 6 aprile, diffidando tutto il mondo pur di difendere il grande affare e far prendere tutto il possibile ai suoi iscritti. Siamo arrivati al paradosso, al punto che un Comune non pu servirsi di una Universit per farsi assistere nella redazione dei piani di ricostruzione. L’Italia dei monopoli e delle corporazioni rischia di provocare danni immensi alla ricostruzione, ma nessuno dice nulla, solo Nusca ed un manipolo di sindaci stanno combattendo contro queste assurdit. Un Comune non pu scegliere per i criteri dell’efficacia e dell’efficienza, preferendo per questo le Universit, e dovrebbe invece essere obbligato – a sentire i tecnici – a pagare liberi professionisti per fare i Piani di ricostruzione. E se i comuni non si comportano bene, stiano attenti, perch saranno seppelliti da quintali di carta bollata, diffide e ricorsi, possibili danni erariali a carico dei consiglieri, e magari il Tar blocca pure tutto perch i Tar sono capaci di tutto. I Comuni, violentati e sviliti, si appellano a Chiodi perch prenda una posizione forte. Tra interessi famelici e smodati delle corporazioni, leggi confuse e malfatte, ingordigia senza limiti, ai comuni terremotati resta solo di affondare. Il terremoto sempre pi la metafora di un’Italia alla deriva, dove il “particulare” e l’egoismo corporativo hanno ormai sopraffatto l’interesse collettivo. Amen.

    MpL Comunicazione @ 17:14
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com