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    Tagliente a Chiodi

    Posted on venerdì 27 febbraio 2009

    Il consigliere Tagliente ha scritto, anche questa settimana, la sua letterina a Chiodi. Evidentemente Tagliente non ha altro modo di impegnare il tempo, dato che è "solo" consigliere regionale (per lo più eletto nel listino, senza fatica) e non è riuscito ad agguantare l’agognato assessorato. Di qui il dispiacere di Tagliente che, ogni settimana, si esplicita nella letterina a Chiodi. Per quanto tempo andrà avanti questa farsa?

     
    Caro Chiodi,
    Abuso della Tua pazienza, lo so, ma non posso farne a meno, perché scrivendoTi so di adempiere ad un mio preciso dovere di consigliere regionale ed al dovere che mi sono imposto di ricorrere alla provocazione a fin di bene per il centrodestra, nel senso etimologico del termine (vocatio pro) che ho richiamato nella mia prima lettera. Non temere, non tornerò a chiederTi di poter conoscere i criteri che Ti hanno portato alla individuazione di una Giunta Regionale anomala sotto il profilo della rappresentatività o quanto meno sbilanciata; su questo argomento tornerò in altra occasione invitandoTi ad un pubblico confronto a Chieti o magari anche a L’Aquila o a Sulmona. Ciò che mi sembra giusto stavolta rappresentarTi (e rappresentare ai colleghi) è il mio personale sconcerto all’esito della riunione del Consiglio Regionale di giovedì scorso a Pescara, che ha di nuovo evidenziato il garibaldinismo d’una maggioranza che continua (dopo le figuracce rimediate in sede di votazione del consigliere segretario e dei presidenti di commissione) a muoversi a vista, senza contenuti e senza metodo soprattutto. Ma come? Si va ad un appuntamento importante come il confronto con la minoranza sui problemi della crisi economica ed occupazionale e non ci si premura di riunire la maggioranza ed i suoi consiglieri per coinvolgerli su questi problemi e sulle strategie che l’esecutivo dovrebbe aver quanto mai chiare? Si va a questo rendezvous senza nemmeno un documento che evidenzi le differenze d’analisi, d’impostazione e le soluzioni ipotizzate? Ci si limita a rincorrere la sinistra, anzi le logore argomentazioni della sinistra e dei sindacati più estremisti ( che hanno responsabilità colossali nel disastro
    economico dell’Abruzzo) rabberciando soltanto a fine seduta un documentino di cui si chiede persino il rinvio della votazione?
    Non è certamente questo l’atteggiamento che la società abruzzese, le forze della produzione e del lavoro, i soggetti politici e sociali si aspettavano dalla Tua Giunta alla prima importante prova in Aula. Non è stata una bella figura aver offerto all’opinione pubblica il quadro che n’è scaturito il giorno dopo sui giornali, i quali giustamente hanno parlato di "rinvio delle scelte", mentre contestualmente riportavano a lettere cubitali la protesta dei precari e soprattutto le affermazioni preoccupate del Cresa e di Confindustria sul crollo della produzione e sul calo dell’occupazione nella nostra regione. Così come, consentimi, non è stato edificante, sotto il profilo dell’immagine e non solo, rifiutare la richiesta dei presidenti delle Province e dei sindaci per un incontro intorno alle varie situazioni di crisi industriale e bollarlo come demagogico e strumentale. Soprattutto quando non si è stati in grado di palesare gli intendimenti ed i progetti del governo regionale riguardo ad esse e nello specifico riguardo alla soppressione del distretto Eni di Ortona. Potrai obiettarmi, caro Chiodi, ma soltanto per amor di polemica, che non ero in Aula quel giorno, ma non c’ero di proposito, avendo per tempo segnalato nella conferenza dei capigruppo l’inopportunità di un consiglio straordinario (che di straordinario non aveva le premesse normative) anche in assenza di uno schema di proposta e di comportamento. Mi fermo qui, confidando di aver ancora dato un contributo costruttivo (pro- vocatio, appunto) di cui spero Tu, la Giunta ed il gruppo consiliare vorrete tener conto per il prosieguo.
    Peppino Tagliente

    MpL Comunicazione @ 22:07
    Filed under: News MpL

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