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    Strategia Aree Interne. Marsilio nella Marsica

    Posted on mercoledì 10 aprile 2019

    Risultati immagini per foto di gabriele de angelis e marsilio

    Il Presidente della Regione, Marco Marsilio, ed il Sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, hanno animato il dibattito tra 37 sindaci sulla “Strategia Aree Interne: Marsica Obiettivo Crescita”

    Su invito del Sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha incontrato ieri (9 aprile) i Sindaci della Marsica.  Un evento affollato e ricco di contenuti, nel corso del quale i Sindaci hanno rappresentato al Presidente le maggiori criticità e le priorità di un territorio molto trascurato dal precedente governo regionale. All’evento hanno partecipato i consiglieri regionali espressione del territorio. De Angelis ha consegnato a Marsilio un articolato documento (vedi poi) che illustra una serie di proposte realistiche e rilevanti finalizzate al riequilibrio territoriale ed  alla crescita delle aree interne, con particolare riferimento alla vasta area della Marsica (37 comuni per 135mila abitanti, pari al 45% degli abitanti della provincia dell’Aquila).  La Strategia per le Aree Interne è uno dei punti focali del programma del Presidente Marsilio che, nel suo intervento finale, ha dimostrato puntuale conoscenza dei temi e volontà politica nell’affrontarli nei tempi più rapidi possibili.  

    Dopo anni di stasi ora occorre recuperare, e Marsilio ha promesso molto: sbloccare le opere del Masterplan,  selettività degli interventi di politica, puntare sull’economia della conoscenza,  pretendere la messa in sicurezza delle autostrade, valorizzare il trinomio ambiente-cultura-turismo, migliorare le infrastrutture (a partire dall’impianto irriguo del Fucino) ed i servizi (soprattutto sanitari),  affrontare seriamente la questione del Tribunale, velocizzare l’iter delle ZES, valorizzare il corridoio Civitavecchia/Adriatico, diffondere la banda larga, affrontare concretamente la velocizzazione della ferrovia Pescara/Avezzano/Roma.  Alcune azioni sono di competenza regionale, come lo sblocco dei cantieri Masterplan, altre richiedono necessariamente l’intervento del Governo (come l’annosa questione della velocizzazione della ferrovia). Ma la volontà di fare, finalmente, c’è, ed è stata molto apprezzata dai Sindaci e dagli stakeholder intervenuti numerosi all’incontro.

    Una consapevolezza è acquisita: il dualismo territoriale danneggia tutti, ed affrontare  la questione del riequilibrio significa salvaguardare l’interesse generale dell’Abruzzo. In effetti, gli squilibri territoriali danneggiano indubbiamente le aree interne  ma anche le fasce costiere. L’area di Pescara-Chieti si sviluppa a ritmi accelerati, ma pure soffre  in termini di eccessiva conurbazione e saturazione del territorio, per i costi impossibili delle aree industriali ed edificabili, per il crescente inquinamento e diseconomie varie.

    Se le infrastrutture fossero migliori  e  se le aree interne fossero come contesto istituzionale più favorevoli all’iniziativa economica,  molti imprenditori della costa (e pure di altre regioni)  troverebbero conveniente investire nelle aree interne, molto meno congestionate del corridoio adriatico e ben  dotate di risorse umane di qualità.  Del resto, le eccellenze imprenditoriali presenti nella provincia dell’Aquila dimostrano che anche nelle aree a ritardo di sviluppo, nonostante le indubbie difficoltà di contesto e l’assenza di specifiche politiche regionali,  è possibile attrarre imprese innovative e realizzare manifatture di altissima tecnologia e qualità.

    Se l’obiettivo è, come si legge nel documento dei 37 Sindaci, quello di una “crescita armonica”, in ottica di complementarietà,  di tutta la Regione, occorre lavorare per la valorizzazione congiunta delle diverse vocazioni dei territori.   E’ compito della politica indicare le priorità ed assumersi responsabilità. La situazione richiede uno sforzo straordinario e nuovi investimenti, quantomeno  per iniziare a colmare squilibri non più tollerabili.    E tutti hanno apprezzato le concretezze dei sindaci capitanati da De Angelis e le puntuali risposte del presidente Marsilio.  Se son rose, fioriranno.

    Di seguito il documento integrale consegnato dai Sindaci al Presidente Marsilio.

    Allegato – Il documento integrale redatto dai Sindaci della Marsica e consegnato al Presidente Marsilio (9 aprile 2019)

    STRATEGIA AREE INTERNE

     Marsica Obiettivo Crescita

    Documento dei Sindaci della Marsica redatto in occasione dell’incontro con il

    Presidente della Regione Abruzzo, Sen.Marco Marsilio

    (Comune di Avezzano, 9 aprile 2019)

    1.I Sindaci della Marsica convengono sulla necessità di realizzare azioni condivise  volte ad affrontare le  irrisolte criticità del territorio,  ed a supportare un  modello di sviluppo centrato sulle specifiche suscettività e competenze distintive, con la finalità di promuovere l’attrattività dell’area per nuove iniziative industriali e incrementare  la competitività delle imprese. Nell’attuale fase della congiuntura internazionale la competitività  dipende  dai legami che le imprese sviluppano con l’ambiente;  le attività  più innovative nascono e si sviluppano solo dove si attivano i reali fattori distintivi del territorio, innescando una spirale virtuosa di crescita economica e stabilità sociale;

    2.La valorizzazione delle risorse tipiche del territorio – tra le priorità  del “Programma di mandato 2019/2024” della Regione Abruzzo –  richiede  un modello di programmazione dello sviluppo locale centrato sulla valorizzazione dei Sindaci e sulla coesione territoriale nonché sulla cooperazione tra attori pubblici e privati a tutti i livelli istituzionali. Fare sistema significa accelerare un cambiamento culturale profondo nella gestione della cosa pubblica e nel management dell’impresa privata per ricondurre a fattore comune le potenzialità della Marsica;

    3.la Marsica detiene in effetti un grande potenziale, a tutt’oggi scarsamente valorizzato,  che potrà sostenere il rilancio dell’economia e la crescita della Regione Abruzzo nel quadro di azioni mirate a ridurre l’intollerabile e crescente divario di sviluppo tra aree costiere ed aree interne;

    4.un processo di rilancio economico, produttivo e occupazionale delle aree interne richiede strumenti adeguati che impegnino – oltre i comuni e la Provincia – necessariamente e primariamente  la Regione, il Governo centrale e l’Europa, affinché il concerto istituzionale  possa individuare programmi  condivisi, realistici nella fattibilità e rilevanti come impatto;

    5.attualmente la Marsica risulta fortemente penalizzata nella possibilità di attivare nuovi contratti di sviluppo agevolati, aumento dei benefici pubblici dell’ulteriore percentuale previsto dalla normativa, priorità per i programmi strategici di R&S, privilegio nell’accesso ai fondi BEI ed in generale maggiore facilità nell’accesso ai finanziamenti infrastrutturali, come diretta conseguenza della Delibera di Giunta Regionale n. 468 dell’8.7.2014, con cui è stato escluso il territorio locale dagli Aiuti di Stato, ovvero dalle c.d. zone qualificabili come 107-3c (ex 87-3c). Il provvedimento discriminatorio ha gravemente colpito il territorio non solo perché escluso da significative iniziative politiche in materia di infrastrutturazione, ma anche per aver privato la comunità di interventi significativi nell’ambito degli ulteriori interventi regionali. Il tutto nonostante le note e dolorose crisi industriali locali, con caduta dei livelli occupazionali (oltre 3.000 posti di lavoro persi nel solo settore manifatturiero negli ultimi anni), accrescimento del disagio sociale e conseguente incremento dei fenomeni di micro criminalità;

    6.i Sindaci  hanno più volte convenuto sulla necessità di mettere in campo incisive azioni comuni volte a supportare un nuovo modello di sviluppo  centrato sulle peculiarità del territorio.  In tal senso fu redatto dai Sindaci e consegnato al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, nel lontano Ottobre 2014,  l’ambizioso ed importante  “Progetto Marsica 2014/2020”,  restato per buona parte lettera morta;

     

    7.le priorità di intervento e relativi ambiti sono in sintesi le seguenti:

    7.1.Infrastrutture. Gli interventi che rientrano in questo ambito di essenziale importanza hanno l’obiettivo di migliorare la mobilità extraurbana e sviluppare la società digitale. Colmare il deficit infrastrutturale ed abbattere il “digital divide” deve costituire impegno prioritario. La Marsica soffre di un grave e riconosciuto deficit infrastrutturale materiale ed immateriale, soprattutto per quanto riguarda la ferrovia, le reti idriche ed i servizi digitali avanzati. In molti comuni sono carenti servizi essenziali come la banda larga, senza i quali è impossibile fare impresa e usufruire di un valore aggiunto sulla domanda dei servizi. Particolarmente grave e nota  la situazione della ferrovia Pescara/Roma, essenziale per il futuro della Marsica intera, sulla quale sinora si è fatto ben poco.  Lo sblocco delle opere del Masterplan e, più in generale, la ripresa degli investimenti infrastrutturali è azione imprescindibile, in quanto fattore di attrattività che incrementa la competitività locale, per via del miglioramento dell’accessibilità sulle medie e lunghe distanze tra Marsica e le varie direttrici di interesse strategico ( Roma, Rieti, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Napoli) per via delle autostrade A24 e 25; della Rieti-Camagna-Valle del Salto; la SS 690 Avezzano-Sora; la Ferrovia.  Tra le ulteriori priorità infrastrutturali: la rapida realizzazione del Nuovo Ospedale al servizio dell’intero territorio, la messa in sicurezza delle autostrade (con la connessa questione dei pedaggi troppo onerosi),  il completamento della rete in banda larga,  la realizzazione di un Hub di scambio ferro/gomma ad Avezzano e l’apertura dell’Interporto, che può diventare nodo logistico al servizio della ZES per il trasporto merci tra il Tirreno e l’Adriatico, porta d’Oriente verso l’Est Europa (Corridoio V dell’UE – Ten T). Ulteriore e grave debolezza strutturale è rappresentato dalla SS 690 Avezzano/Sora (dove transitano più Tir della A24/25), esclusa da ogni investimento strategico regionale, pur essendo fondamentale per il collegamento tra Marsica e Lazio Sud, quindi per Napoli. In tema di infrastrutture, di primaria importanza è il progetto di soppressione di 25 passaggi a livello della tratta ferroviaria che va da Tagliacozzo a Celano, con la realizzazione contestuale di barriere anti-rumore nelle aree urbane. L’opera è di fondamentale importanza per lo sviluppo della Marsica in quanto, oltre a innalzare i parametri della sicurezza riguardante gli attraversamenti, favorirà un  miglioramento del sistema viario dei nostri centri e una significativa velocizzazione dei tempi di percorrenza (circa 20 minuti) dei treni della linea Pescara-Roma. Sono previsti nove sottopassi e opere accessorie di riqualificazione delle strade limitrofe. Venti milioni di euro è il costo complessivo del progetto,  di cui circa 50% sono già stati messi a disposizione dalla Direzione investimenti di Rfi e la restante parte, secondo gli accordi sottoscritti anche dai Sindaci, restano a carico della Regione e di Anas che devono rapidamente permettere con il loro contributo l’attuazione all’opera.  Il tema infrastrutturale, in sintesi,  è assolutamente cruciale: la Marsica deve ri-disegnare il modello di crescita puntando sui vantaggi comparati del territorio. E’ questo il circolo virtuoso del futuro: la presenza di infrastrutture efficienti e di risorse umane di qualità potrà permettere di attrarre nuovi investitori e nuovi investimenti ad alto valore aggiunto. Se non parteciperemo da protagonisti a questo scenario la nostra Regione, e non solo la Marsica,  resteranno marginali nel corridoio strategico  Ovest-Est.

     7.2.Zona Economica Speciale. Non è questa la sede per entrare nel merito dell’ampio dibattito in corso sulle ZES Abruzzo; è peraltro evidente che i Sindaci non accetteranno alcuna proposta volta alla riduzione delle aree interessate alla ZES ricadenti nella Marsica, rispetto al progetto già approvato dalla Giunta Regionale (DGR n. 122 del 07/02/2019). L’infrastrutturazione del  Corridoio V (Civitavecchia / Nucleo Carsoli / Interporto Marsica / Ortona-Vasto)  è assolutamente strategico per tutto l’Abruzzo:  trova ideale prolungamento sulla traiettoria trasversale che collega la penisola iberica – tramite il Porto di Civitavecchia e l’area balcanica – dall’altro lato dell’Adriatico, tramite il sistema portuale merci/passeggeri Pescara–Ortona-Vasto. Una ipotesi tra l’altro necessaria, come osservato dalle organizzazioni dei produttori, per la funzionalità delle Zone Economiche Speciali (ZES) e del relato Interporto Marsica.  La funzionalità delle ZES è strettamente connessa al disegno di mobilità a monte, oltre che alla creazione di un regolamento di attuazione in termini di gestione delle aree di adeguamento delle stesse (reti, impianti, logistica).  In funzione di tale disegno strategico, coerente ai programmi comunitari, i Sindaci della Marsica invitano la Regione ad associare alla ZES ulteriori strumenti di politica economica coordinata che possano aumentare l’attrattività dei poli industriali della Marsica e con essi di tutto l’Abruzzo. Ci si riferisce in particolare a due strumenti: la riammissione della Marsica nel regime degli Aiuti di Stato (vedi  punti 5 e 7.4, del presente documento) e la valorizzazione del trasporto intermodale trasversale, in particolare Ro-Ro, tra la penisola iberica e quella balcanica, che conferirebbe al nostro territorio un ruolo di importante snodo logistico. Si invita quindi il Presidente Marsilio ad avviare un tavolo di lavoro con l’autorità portuale di Cvitavecchia e le Ferrovie dello Stato, promuovendo congiuntamente programmi volti a rendere ancora più competitivo il trasporto intermodale tra il porto di Civitavecchia e quelli abruzzesi    Finalità del programma, con il quale verrebbe accresciuto il ruolo di Porto gateway di Civitavecchia rispetto ai corridoi intermodali trasversali, sarebbe quello di promuovere la Marsica come “land bridge”  ed assicurare la naturale estensione via terra delle Autostrade del Mare nonché l’integrazione di queste ultime con le catene logistiche non solo del versante tirrenico e di quello adriatico ma anche della Spagna, della Croazia, dei Balcani, della Grecia e da qui anche con la Turchia;

    7.3.Ambiente e Territorio. Ulteriore infrastruttura  deve  riguardare  la gestione integrata delle risorse idriche, essenziale per la salute pubblica e la crescita della filiera agroalimentare: dalla captazione delle acque (ma non dalla falda), al loro uso per la produzione di energia idroelettrica, all’uso potabile, alla corretta depurazione da parte dei comuni, al riuso per un moderno sistema di irrigazione dei campi nel rispetto dei parametri di legge.  Occorre rivedere profondamente la governance ed accelerare le procedure per la progettazione definitiva ed esecutiva delle opere – si prevede un investimento complessivo di 50 milioni di euro a valere sui fondi del Masterplan –  per la realizzazione della rete irrigua a pressione nella piana del Fucino.  L’Autorità di Bacino Liri, Garigliano e Volturno, inoltre,  ha concluso da tempo il compito avuto dalla Regione di arrivare a un progetto preliminare della soluzione di tutta la problematica relativa alla regolazione idraulica del Fucino. Si tratta del noto “Programma di azioni strutturali e non strutturali connesse alla salvaguardia, uso e governo della risorsa idrica superficiale e sotterranea della piana del Fucino”, un progetto strategico di valore nazionale per il quale è possibile ottenere finanziamenti come  Grande Opera ben oltre quanto previsto dal Masterplan (i ricordati 50mln di euro). In questo programma dell’Autorità di Bacino  sono compresi  interventi che risolvono  annose problematiche relative alla depurazione delle acque reflue, alla bonifica delle acque di falda, alla irrigimentazione delle piene  nonché indirizzi sulla adeguata gestione degli impianti di depurazione. Problematiche connesse alla filiera “ambiente e territorio”  riguardano: la lotta ai dissesti idrogeologici che affliggono ampie aree del territorio;   l’ottimizzazione dell’ambito di raccolta dei rifiuti (ed in tal senso va attivata rapidamente l’AGIR);  la realizzazione di biodigestori per la produzione di gas e compost, la valorizzazione delle risorse ambientali/naturalistiche/culturali (come, ad esempio, la riserva del Salviano, Alba Fucens, i cunicoli di Claudio, la Torre delle Stelle…).  In tale asse vanno ricompresi gli interventi per la sicurezza sismica (Road Map Sismabonus), nonché la riqualificazione con adeguamento sismico degli edifici pubblici e scolastici. Urgente la definitiva sistemazione della governance ed il rilancio di Enti importanti per l’incidenza delle loro funzioni (Parco Sirente Velino, Comunità montane, Arap, ecc.).

     7.4.Sviluppo economico. La Marsica deve essere riammessa a godere, al più presto possibile, delle agevolazioni previste dagli aiuti di Stato (107-3c, ex 87-3c) dalle quali è stata esclusa da una assurda decisione del precedente Governo regionale. Ulteriore priorità è lo sviluppo della filiera agroalimentare, ed anche su questo asset fondamentale si sono registrate contraddizioni e ritardi. La Marsica produce una quota importante del Pil regionale agricolo (tra il 25 ed il 30%), ma assorbe una quota dei fondi regionali per il settore non superiore al 10%. Risultano assolutamente carenti le funzioni di ricerca (si veda lo stato in cui versano i centri di ricerca, come l’ex CRAB ora CRUA), innovazione, commercializzazione, trasformazione dei prodotti agricoli, diversamente da ciò che avviene in altre aree privilegiate dalle politiche regionali.  Lo sviluppo di una filiera agricola di qualità, la ricerca nelle biotecnologie e la loro diffusione nei campi, la riscoperta delle proprietà terapeutiche dei prodotti alimentari (nutraceutica), la trasformazione industriale in loco, l’apertura dell’Interporto nel quadro del progetto ZES anche al servizio dell’agroalimentare, la salvaguardia dell’ambiente, lo sviluppo del turismo collegato ai distretti agro-industriali: sono tra le principali priorità della Marsica.   Il potenziamento della filiera agroalimentare deve avvenire nella logica sistemica di distretto, un modello molto diffuso nel Paese e chiave del successo del Made in Italy,  e può divenire il motore di una catena del valore integrata, tipica di tutti i distretti agroindustriali europei: ricerca in bioscienze – produzioni agricole – commercializzazione e/o trasformazione industriale – tutela dell’ambiente e delle risorse idriche – servizi amministrativi e tecnici alla filiera – recupero e valorizzazione delle tipicità – turismo e cultura. Per riappropriarsi del “valore aggiunto” prodotto, la Marsica deve puntare decisamente sulla  trasformazione dei prodotti  in loco,  ma il salto di qualità dell’agricoltura  non avverrà certamente da solo. Un ruolo deve essere giocato pure dal mondo accademico (UNITE e UNIVAQ) e della ricerca. Il CRUA, centro di ricerca e diffusione sulle biotecnologie agricole,  è stato notevolmente depotenziato dalla Regione e dovrà tornare al centro dei processi di diffusione dell’innovazione nel territorio in collaborazione con le Università e i principali stakeholder territoriali.

     7.5.Difesa del Tribunale e Rafforzamento della Pubblica Amministrazione. La difesa del Tribunale di Avezzano, fondamentale presidio di legalità per l’intero territorio, rappresenta una  priorità per tutti i sindaci della Marsica. Si tratta di questione da affrontare immediatamente perché, come è noto, il Tribunale è stato soppresso ed il periodo di proroga scade nel 2021. I Sindaci della Marsica hanno già proposto alla Regione uno ipotesi di lavoro che consente, nel quadro della normativa sulla sperimentazione, una concreta soluzione della problematica, rendendosi disponibili a sostenere  il relativo onere economico in concorso con la stessa Regione.  Un territorio non può essere attrattivo e competitivo senza qualità della vita, e tra gli ingredienti essenziali della qualità della vita è la buona governance istituzionale che assicura i necessari servizi, missione che non può prescindere da una efficace Pubblica Amministrazione, sia per quanto concerne l’erogazione di servizi essenziali alle imprese (aqiuti di Stato e ZES, semplificazione burocratica, aree industriali attrezzate, reti energetiche, banda larga,  nodi logistici, contenziosi veloci, ecc.) ed ai cittadini (servizi sanitari di qualità e diffusi, welfare, sicurezza, giustizia,  formazione, ecc.).

    Tra le criticità rilevanti, in tema di governance, è la cronica carenza di personale negli uffici per la Ricostruzione e negli uffici del Genio Civile.  Dato l’accentramento di tutte le attività negli uffici USRA di Fossa, gli UTR sono diventati di fatto degli sportelli di ricezione delle pratiche, che poi vengono trasmesse  all’USRC per le istruttorie.  Di fatto quindi gli UTR, senza più personale tecnico, sono  stati esautorati dalle attività istruttorie, rallentando non poco le attività legate alla ricostruzione in quanto l’USRC ha incrementato le attività da seguire quasi a parità di personale.  E’ necessario quindi, se si vuole veramente accelerare in maniera sostanziale l’attività di ricostruzione dei territori danneggiati dal sisma 2009, che gli uffici demandati allo svolgimento di tali attività tecniche siano incrementati di personale per dare un impulso decisivo alle attività legate alla ricostruzione. La situazione attuale non è tollerabile, sia per le lentezze istruttorie, sia per la paralisi della ricostruzione pubblica, sia infine per i forti ritardi nei pagamenti (con ovvie conseguenze sulla stabilità economico-finanziaria delle imprese).  Analogo discorso riguarda il Genio Civile, i cui Uffici sono carenti di personale ed impiegano tempi eccessivi per la gestione delle pratiche (almeno 3 mesi, molto di più per le situazioni complesse).  Per questi motivi occorre un’azione immediata da parte del Governo Regionale, con il potenziamento degli Uffici deputati alla gestione delle pratiche post-sima e degli uffici del Genio Civile.  La Regione è, tra l’altro,  Ente banditore di un concorso nazionale finalizzato alla selezione di personale da impiegare in queste situazioni (RIPAM Abruzzo), e già si dispone da tempo di graduatorie alle quali attingere personale qualificato.

    7.6.Sanità.  Le numerose problematiche dei servizi sanitari richiedono, per essere affrontate, in primo luogo l’accelerazione dell’iter per la  realizzazione del nuovo presidio ospedaliero (vedi punto 7.1) ma presenta ulteriori e peculiari criticità che, nel territorio, si sommano ai cronici problemi del  settore di rango regionale. La carenza cronica del personale di tutte le ASL oggi diventa,  nelle aree interne, vera emergenza da affrontare. Al personale in pensionamento ordinario si aggiungono le adesioni ai pensionamenti quota 100 per un totale di ca 2500 professionisti sanitari (59% infermieri). Nel nosocomio avezzanese da tempo si fa fatica a garantire i turni per le regolari sedute di sala operatoria, di alcuni servizi come il Pronto Soccorso e nelle Unità Operative; a rischio le cure e la sicurezza delle prestazioni garantite ai pazienti e la salute stessa degli operatori sanitari, costretti a turni insostenibili.  Altra criticità che riguarda l’Ospedale di Avezzano è rappresentata dal n. di posti letto, solo 222 per una popolazione di 132.000 abitanti, altri 180 posti letto distribuiti nelle cliniche, ma che non contribuiscono alle emergenze e alle esigenze del P.S. Sarebbe opportuno garantire almeno 20 posti di medicina d’urgenza. Diverse criticità sono rappresentate da carenze strumentali e dispositivi tecnologici necessari per erogare prestazioni sanitarie di qualità. La soluzione alle diverse problematiche è complessa e non può essere rappresentate nella brevità della presente nota; siamo peraltro certi che il nuovo governo regionale vorrà ascoltare i Sindaci ed i professionisti sanitari che saranno propositivi nella finalità di garantire il bene primario della salute dei cittadini (osserviamo tra l’altro che si registra il 30% di mobilità attiva).   I servizi socio-sanitari che offriamo sul territorio sono insufficienti rispetto alla domanda, occorre individuare un modello organizzativo allo scopo di fornire un adeguato servizio nei luoghi dove la popolazione vive e lavora. Dodici comuni della Marsica sono impegnati nella strategia Nazionale per le Aree Interne, sono previste specifiche risorse a favore di 4 ambiti tematici: scuola, sanità, mobilità e sviluppo locale. In tema sanità sono previste  diverse iniziative rilevanti, tra cui la realizzazione della Casa della Salute a Balsorano, che rappresenta un processo di cambiamento dell’assistenza territoriale: l’assistenza avviene attraverso l’azione congiunta non solo degli operatori sanitari ma anche delle associazioni di volontariato, con il pieno coinvolgimento del terzo settore  per  iniziative di educazione e promozione della salute. Fondamentale l’integrazione con i servizi sociali dei comuni o delle comunità montane.  Questo modello viene attuato in diverse regioni italiane, lo scopo è favorire l’integrazione e la condivisione di obiettivi tra tutti coloro che operano all’interno delle Politiche della Salute. E’ un processo che richiede un profondo cambiamento culturale e organizzativo  a cui le ASL, Sindaci  e i garanti dei bisogni della comunità non possono  sottrarsi.

    7.7.Comunità Montana “Montagna Marsicana”. Come noto, con L.R. n.20/2016 i Commissari liquidatori di tutte le Comunità Montane, sono stati “chiamati a svolgere le funzioni di Commissari straordinari”, con il compito di predisporre il “Piano di successione” entro il 31.12.2019 al fine di consentire l’emissione del decreto di estinzione delle Comunità Montane con la  conseguente decadenza dalla carica dei Commissari straordinari a far data dal 31.03.20. Disponeva inoltre che “i Commissari straordinari possono essere delegati dai comuni …omissis… per la procedure di costituzione e gestione dell’ Ambito Distrettuale Sociale”.  I trentaquattro comuni della Marsica e la Conferenza dei Sindaci del territorio,  deliberarono tutti all’unanimità affinché la Regione Abruzzo individuasse la Comunità Montana “Montagna Marsicana” quale Ente gestore dell’Ambito. A seguito di ciò, il Consiglio Regionale, con atto n.70 (09.08.2016), deliberava  la “Definizione degli Ambiti Distrettuali Sociali” costituendo – tra gli altri – l’”Ambito Distrettuale n.2 Marsica” e  individuando questo Ente quale capofila.  Tale cambio di rotta dell’Amministrazione regionale avveniva in quanto nessun comune si sentiva in grado di assumere le funzioni di capofila, per la concreta impossibilità di affrontare le ingenti anticipazioni finanziarie imposte da una corretta gestione degli interventi svolti dalla Comunità nell’ambito sociale.  Risolvere la questione si impone per urgenza: la Comunità Montana “Montagna Marsicana” gestisce ed eroga  tutti i servizi sociali per l’intera Marsica (eccettuato Avezzano), vale a dire per un territorio di trentaquattro comuni con circa 90.000 abitanti,  per un importo complessivo annuo che supera i 3.828.000 euro a fronte di un costo complessivo per il personale e per le complessive spese di funzionamento inferiore ad € 400.000.

     

    TUTTO CIO’ PREMESSO

    Il PRESENTE DOCUMENTO

     

    8.sintetizza senza pretesa di esaustività  alcune delle priorità specifiche della Marsica già individuate dai Sindaci e rappresenta una concreta base di discussione per avviare il confronto interistituzionale in primis con la Regione Abruzzo;

    9.i Sindaci attendono ormai da anni una risposta credibile e concreta alle principali ed inevase esigenze della  Marsica. Questo richiede, a monte, la volontà politica della Regione e, a valle, una efficace governance, ovvero  un coordinamento tra i diversi strumenti di programmazione e di pianificazione e tra le diverse fonti finanziarie disponibili, nonché tra i diversi soggetti istituzionali interessati. Lo sviluppo armonico del territorio richiede un percorso inclusivo di intervento, in una logica di cooperazione sistemica, finalizzato alla mobilitazione di tutte le energie  nella finalità del deciso rilancio dello sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’area. Le linee di sviluppo e le aree di intervento già condivise e sinteticamente sopraelencate richiedono necessariamente l’apertura di un confronto con il Governo centrale, lo sblocco delle opere già inswerite nel Masterplan, la rimodulazione e più veloce spesa dei fondi europei, la semplificazione drastica delle procedure PSR, nonché la condivisione delle modalità di intervento e delle fonti finanziarie da attivare, per la cui attuazione è ritenuta necessaria un’azione sinergica con il pieno coinvolgimento dei Sindaci e di tutti i soggetti interessati. L’obiettivo condiviso è la valorizzazione delle risorse disponibili, l’acquisizione di risorse aggiuntive nonché facilitare il ricorso ad altri strumenti finanziari quali fondi europei, fondi rotativi, project financing, coinvolgimento di player nazionali ed internazionali, ecc..;

    10.obiettivo da tutti condiviso è la crescita. Dopo anni di stasi se non addirittura di recessione, la Marsica può e deve tornare a crescere nei livelli del reddito, creando per tale via opportunità per i giovani ed in generale occupazione stabile e di qualità.

     

    Per l’Assemblea dei Sindaci della Marsica

    Il Sindaco di Avezzano

    dr.Gabriele De Angelis

    MpL Comunicazione @ 11:45
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