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    Stranezze alla San Giovanni Bosco – 4

    Posted on lunedì 3 luglio 2006

    riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore

    IMMOTA MANET – Sì, proprio così, “Immota manet” sempre e comunque, sempre e di fronte ad ogni “perché”. E’ il motto della nostra bella città, che restava un tempo immota di fronte agli attacchi dei nemici, che riusciva cioè a difendersi, avendo come baluardo solidi principi di difesa…un tempo, quando il singolo cittadino operava per il bene di tutti. Oggi, purtroppo è l’esatto contrario. Al di là di ogni retorica, ciò che di bello, buono e giusto abbiamo (o meglio avevamo), sta morendo lentamente. Ma lo sconcerto nasce dalla riflessione sul fatto che ciò che ci viene tolto, non viene poi sostituito da qualcosa di migliore o più utile o più giusto, ma viene annullato punto e basta, sic et simpliciter.
    Quello dell’asilo “Don Bosco” è uno dei mille casi delle prepotenze più dichiaratamente autentiche e sfacciate degli ultimi tempi. Collocata nel cuore della città, scuola bellissima, perfettamente funzionante, dalle aule calde, assolate ed accoglienti per le nostre future generazioni, priva di barriere architettoniche, il che è rarissimo altrove, un ampio giardino intorno, zona tranquilla, facilmente raggiungibile, struttura moderna, studiata secondo i criteri di sicurezza, tutta su un livello, personale ottimo, cortesia, gentilezza e professionalità, puntualità negli impegni, ebbene tutto ciò crea fastidio a qualcuno.

    La scuola “Don Bosco” è l’unico asilo situato in un punto strategico della città, utile e prezioso, per le mamme dei quartieri di San Silvestro, San Pietro, via Roma, via Garibaldi, viale Duca degli Abruzzi e dintorni, ora bersagliato da scuse pretestuose che vanno al di là dell’interesse e del bene comune.

    La cosa pubblica, la res pubblica, non esiste in questa città, non esiste il rispetto del bene pubblico, ma predomina ormai come tendenza generalizzata l’interesse privato. Può un singolo cittadino, una singola famiglia, un semplice privato boicottare una struttura pubblica, a tal punto da scoraggiarne le iscrizioni? E i bambini? Siamo andati ad intervistarli. Forse qualcuno avrà rispetto di loro. I bimbi dell’asilo “Don Bosco” sono entusiasti, a loro quella struttura piace tantissimo e ancor di più piace il giardino che permette di stare fuori un po’ all’aria aperta ai primi caldi in compagnia dei simpatici gattini della zona. E’ impossibile pensare di vivere in un centro cittadino senza avere alcun fastidio. Chi ha esigenze di totale silenzio, chi ha bisogno di spazio verde a proprio uso e consumo, forse dovrebbe indirizzare il proprio domicilio altrove. Come madri, perciò, chiediamo che i diritti dei nostri bambini vengano rispettati. L’asilo “Don Bosco” è prima di tutto una scuola comunale, che come dice la parole è in comune, cioè è di tutti e come tale va rispettata. Risale agli ormai lontani anni ’60, la decisione da parte dell’allora giunta comunale di destinare a demanio pubblico l’area verde privata della famiglia Vicentini, allo scopo di costruirvi appunto un asilo e offrire così ai cittadini un bene comune, che rispondesse ad importantissime esigenze. E centinaia sono stati i bimbi che hanno frequentato con successo quella scuola. Non vi è mai stato alcuno screzio, né è stato mai rilevato alcun problema da parte dei residenti.
    Con questo documento, tuttavia, conserviamo una recondita speranza: vogliamo, sì raccogliere le firme e contare sull’appoggio della cittadinanza, perché venga fatta chiarezza una volta per tutte sulla reale motivazione che ha portato ad un calo delle iscrizioni, ma soprattutto ci auguriamo che il buon senso e un miracoloso esame di coscienza porti una volta per tutte a modificare lo atteggiamento di chi ha dimenticato completamente il valore del rispetto per il prossimo, soprattutto se questo prossimo è rappresentato dalla categoria dei più piccoli, e come tali indifesi: i bambini. Ciò spingerà i genitori a verificare personalmente la cura dell’ambiente e l’accoglienza di un asilo, sicuramente tra i migliori del centro storico.

    MpL Comunicazione @ 19:57
    Filed under: News MpL

    One thought on “Stranezze alla San Giovanni Bosco – 4”

    1. Chicco ha detto:

      Non posso che complimentarmi vivamente con l’autore o l’autrice di questo articolo, che con parole estremamente chiare, mette a fuoco aspetti diversi di una condizione sociale a dir poco scandalosa e sempre meno efficiente in tutti i suoi aspetti. Ma le autorit, anzi le Autorit con la A maiuscola dove sono? Come possono accadere cose di questo genere? Come pu un asilo, dico una scuola di primaria importanza, che fino a prova contraria dovrebbe ospitare le generazioni del futuro, il nostro futuro, rischiare di chiudere solamente perch dei vicini presuntuosi e bisbetici scoraggiano in tutti i modi le iscrizioni di nuovi bambini? Qualche giorno dopo la lettura dell’articolo di cui sopra, mi sono recato personalmente a visitare l’edificio scolastico, con lo scopo di prendere atto della situazione in generale; dunque mi interessava vedere la sua posizione, il quartiere, la zona circostante insomma in una parola tutto ci che un genitore va normalmente a visionare prima di iscrivere un figlio in questa o quella struttura, in questo o quell’istituto. Ebbene vi posso assicurare che ho trovato, e ci lo dico senza alcun interesse, che la scuola d’infanzia “D. Bosco”, oltre all’accoglienza oltremodo cordiale che tutto il personale riserva a chiunque vi capiti, davvero una scuola modello soprattutto dal punto di vista architettonico. Ed io che di architettura mi intendo per via del mio lavoro, ho constatato che questo asilo uno dei pochissimi in citt in grado di accogliere tutti i bambini e con ci intendo riferirmi soprattutto a quelli svantaggiati, visto che non esistono barrieri architettoniche, appunto, di nessun genere. E poi che dire del prato-giardino oggi quasi un parco giochi? Io non sono un genitore n un nonno, n un vicino di casa della scuola, n un insegnante dello stesso, ma un esperto di un settore particolare e non voglio aggiungere altro. E che dire di quei paletti messi a casaccio? Bo! Dico un grande Bo! Anzi scrivo un grande BO! E con lo stupore nel cuore mi viene solamente da incitare gli aquilani ad andare a vedere, soltanto a vedere questa bella struttura. Poi, quanto a me, mi dar da fare, perch chi di competenza faccia rispettare i diritti di tutti, soprattutto degli indifesi.

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