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    Ssistemazione autonoma?

    Posted on mercoledì 17 giugno 2009

    Gradirei porre l’attenzione sulla questione riguardante le famiglie colpite dal sisma in abruzzo che  hanno scelto la sistemazione autonoma. Si parla spesso e si discute principalmente di migliaia di persone che sono ospitate in tenda e negli hotel, assistiti giustamente dalla protezione civile e dalle organizzazioni di volontariato. Non dimentichiamoci però che, ad oggi, come riferiscono le autorità comunali, sono 14.000 le persone che hanno presentato domanda di indennità per autonoma sistemazione. Che, quindi, si sono trovate, loro malgrado, costrette ad organizzarsi/accamparsi presso abitazioni di parenti, conoscenti, amici e/o addirittura in affitto anche in zone distanti da L’Aquila. Ebbene, di queste famiglie si parla di rado. Famiglie che si stanno sostenendo a proprie spese, con mille difficoltà giornaliere e stanno risolvendo i vari problemi burocratici (scuola per i figli, problemi con i datori di lavoro, assistenza sanitaria, spese per trasporti, integrazione in nuovi ambienti e territori italiani senza alcun supporto sociale e psicologico) solo e soltanto attraverso le proprie forze. E’ sicuramente giusto pensare a coloro che vivono nelle tendopoli o che sono ospitati nelle strutture alberghiere della costa, ma, ripeto, ci sono altri 14.000 ( in maggior parte aquilani) di cui non si occupa nessuno. Da lontano non è possibile raggiungere telefonicamente le strutture di soccorso, di assistenza  e di protezione civile. Tutte le disposizioni dello stesso dipartimento e delle autorità comunali, provinciali e regionali ignorano i 14.000. Del resto l’evidenza è che, a distanza di 2 mesi e mezzo, nonostante le famiglie abbiano comunicato nella scheda presentata al Comune la propria posizione di sistemazione autonoma e domicilio temporaneo, comunicazioni spesso confermate da fax e telex ufficiali di sindaci e prefetti delle città ospitanti, non sono mai state contattate ne raggiunte da alcun avviso pubblico o minima informazione che li potesse riguardare. Per non parlare, poi,  della ormai famosa "indennità" che ad oggi non si è vista e che forse verrà erogata non si sa quando (notizia dal Municipio) solo per il mese di Aprile. Ricordo che l’indennità non è una elemosina per le famiglie cui la stessa è diretta, ma un diritto alla pari della tenda, dell’Hotel, dei pasti giornalieri e dell’assistenza diretta. E mi pare evidente, senza alcuna polemica, che oltretutto non compensa tutto ciò. Nonostante questo breve sfogo, vorrei comunque che fosse posta maggiore attenzione sul problema di queste 14.000 persone che, vista anche l’indifferenza delle varie autorità, potrebbero decidere di non tornare più a L’Aquila e stabilirsi negli attuali luoghi di domicilio temporaneo. Faccio notare che la scelta di non stare a carico diretto dello Stato è dipesa soprattutto dal problema di tipo lavorativo (occupazione fuori provincia e/o regione) e scolastico (dei figli studenti per continuare la scuola e dei genitori spesso insegnanti o addetti scolastici). Ciò significa che sono famiglie attive, che producono lavoro e reddito e che rappresentano la forza lavorativa e scolastica del territorio Aquilano, senza le quali si perderebbero non solo ingenti entrate reddituali per il territorio, ma anche una cospicua forza  scolastica giovanile che fino al 6 aprile scorso rappresentava una parte importante della struttura formativa aquilana, alimentando e permettendo di tenere in piedi tale struttura, sostenendo altresì il lavoro di tanti altri impiegati del settore scuola che potrebbe ro non trovare più, a partire dal prossimo settembre, i tanti bambini oggi fuori L’Aquila. In ragione di ciò e di tutte le altre considerazioni che potrebbe scaturire da queste brevi parole, chiedo fortemente alle istituzioni di comprendere che occorre attivare una piccola struttura che possa gestire tali famiglie e le loro problematiche, magari attivando un apposito numero telefonico che permetta alle stesse di rappresentare le loro istanze affinché sia loro riconosciuta attenzione e possa far sentire dette famiglie ancora partecipi del territorio che hanno temporaneamente lasciato e che, soprattutto, non le faccia definitivamente cadere nella più totale indifferenza.

    Luca DI ZITTI  

    MpL Comunicazione @ 14:41
    Filed under: News MpL

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