• Calendario/Archivio

  • dicembre: 2018
    L M M G V S D
    « Nov    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    Spunti di programma per le aree interne

    Posted on venerdì 7 dicembre 2018

    Pubblichiamo in sintesi la nostra proposta programmatica per le prossime elezioni regionali…in attesa di ufficializzazione del candidato presidente del centro-destra

     

    Il “Movimento per L’Aquila – Per le Aree Interne” ha avviato (5 ottobre) una campagna di ascolto per la costruzione  di un programma politico da presentare al candidato presidente di centro-destra (Abruzzo – elezioni regionali del 10.2.2019). La campagna di ascolto ha permesso di acquisire  52 contributi, di vario spessore e livello di approfondimento,   espressione delle esigenze dei  territori interni e delle diverse sensibilità della coalizione.  Ora siamo nella fase della sintesi e, non appena sarà individuato il candidato presidente, le linee di  programma  così elaborate confluiranno nel programma della coalizione.

    Lo scopo è quello di fornire supporto metodologico e programmatico alla definizione del programma di mandato del futuro presidente della regione Abruzzo.     Nel documento saranno in particolare declinate le priorità programmatiche da affrontare da parte del prossimo governo regionale e la coerente allocazione delle risorse. E’ inutile sottolineare, lo dice la realtà non smentibile dei crudi numeri, che i cinque anni di governo regionale a guida D’Alfonso e Partito Democratico hanno ulteriormente divaricato l’Abruzzo e penalizzato le aree interne, in termini di minore sviluppo, perdita di occupazione soprattutto giovanile, caduta del prodotto interno lordo  e drastica riduzione degli investimenti pubblici. La responsabilità della progressiva emarginazione dei territori interni e montani è anche di una parte della classe dirigente e politica di questi territori, che hanno subito le politiche “costacentriche” del PD o addirittura le hanno agevolate, se non altro con il loro silenzio colpevole.

    Con D’Alfonso presidente,  l’Abruzzo è tornato ad essere gli Abruzzi. E’ ora di dire basta!  

    Molti sindaci e molti amministratori vivono con crescente disagio l’emarginazione politica dei territori interni e montani. L’Abruzzo è sempre più duale: una costa forte, attrattore di buona parte degli investimenti pubblici europei, statali e regionali, ed il resto del territorio sempre più emarginato, spopolato, abbandonato.

    E’ giunto il tempo di tornare a far sentire la nostra voce, a riconquistare la nostra dignità, a rivendicare le responsabilità che il nostro ruolo ci assegna. Rifiutiamo ogni becero campanilismo che fa il gioco dei nemici delle aree interne: l’Abruzzo è uno ed uno solo –  è la costa, è l’area interna teramana, è l’aquilano, è la Marsica, è Sulmona, è la montagna del chietino ed è Castel di Sangro – e deve crescere nel quadro di un progetto coerente e in ottica di valorizzazione delle suscettività del complesso e variegato articolato delle comunità locali che lo compongono.

    Lo faremo con il prossimo governo regionale che, quasi sicuramente,  non sarà guidato dal PD (almeno è questo è il nostro impegno).

    Avviamo oggi la pubblicazione, in estrema sintesi,  delle priorità programmatiche individuate da MpL e costruite grazie ai contributi a noi pervenuti in queste settimane.

     

    *******

     

    Programma elettorale – Elezioni regionali 10 febbraio 2019 – contributo MpL

    1.Scenario di riferimento: il contesto macro-economico

    Nel 2017 la ripresa dell’economia italiana si è consolidata: il prodotto è cresciuto rispetto al 2016 (+1,5%).  Il recupero appare però lento, se confrontato con l’Area dell’Euro, dove la crescita è stata quasi doppia (2,7%).  Nel 2017 il PIL abruzzese, dopo il buon risultato del 2016, registra un andamento deludente. Sotto il profilo settoriale esso è addebitabile al negativo andamento della manifattura e dell’agricoltura non compensato dal positivo risultato dell’edilizia e dalla sostanziale stagnazione dei servizi.

    Fatta 100 la media del PIL dell’UE, il PIL Abruzzo si attesta al valore di 90, la Lombardia è a 140, la Calabria a 70.  Solo sei regioni italiane stanno peggio di noi, e sono tutte del Sud.

    Sul fronte occupazionale i dati pubblicati dall’ISTAT paiono maggiormente confortanti. Nel primo trimestre del 2018 gli occupati in Abruzzo toccano quota 501mila unità.  Rispetto allo stesso periodo del 2017 si registra un incremento del 7,9% contro lo 0,6% dell’Italia. In proposito valgono due considerazioni. La prima è che la regione sembra essere uscita sia dalla crisi finanziaria del 2008 che dalle difficoltà provocate dalle calamità naturali (terremoti e alluvioni) che l’avevano colpita nel 2016-2017. La seconda è che l’Abruzzo conferma ancora una volta come il suo apparato produttivo sia collegato all’andamento positivo del ciclo economico nazionale ed europeo.

    L’Abruzzo è regione esportatrice, ed il suo futuro è strettamente legato alla sua capacità di essere presente e competitiva sui mercati internazionali. Le esportazioni abruzzesi sono state contraddistinte nel 2017 e nel primo semestre 2018  da un andamento positivo: le vendite estere dei prodotti manifatturieri hanno visto un incremento (+10%) assai più consistente di quello medio nazionale (+3%). L’Abruzzo rappresenta il 2,1% dell’export nazionale e negli ultimi due anni è la terza regione italiana per tasso di incremento dell’export. A ben vedere tale risultato è riconducibile alle performance brillanti di pochi settori a direzionalità esogena (ovvero con i centri di comando fuori regione), mezzi di trasporto e macchine ed apparecchiature in primis. La dipendenza dall’estero pone problemi in termini di tenuta futura dell’export: i dazi di Trump (gli USA assorbono il 23% dell’export abruzzese) ed il rallentamento dell’Asia (che assorbe un ulteriore 21%) impongono una riflessione sulla futura capacità di presenza sui mercati internazionali. Il 50% dell’export regionale, inoltre, è assorbito dai paesi dell’area euro per cui l’appartenenza al mercato europeo è, per la nostra economia, di essenziale importanza.

    Grosse opportunità di sviluppo presenta l’export nell’agroalimentare, che presenta variazioni positive ma inferiori alla media nazionale. In definitiva la struttura dell’export ali caratteristiche si riflettono nel modello di specializzazione internazionale dell’economia abruzzese, che presenta rispetto all’Italia vantaggi comparati concentrati nei mezzi di trasporto, nelle lavorazioni plastiche e nell’agroalimentare (la vera risorsa del futuro se il settore viene adeguatamente sostenuto, soprattutto in aree come la Marsica ancora posizionate su filiere a basso valore aggiunto).

    L’emigrazione dei giovani ed il veloce incremento della popolazione anziana, l’aumento della sopravvivenza e il contenimento della fecondità, ben al di sotto del livello di sostituzione delle generazioni, sono ulteriore problema dell’Abruzzo. La dinamica demografica negativa (aumento della popolazione anziana) fa sì che il carico sociale ed economico stia aumentando velocemente, il che significa che una quota importante delle risorse pubbliche saranno assorbite in futuro dalle spese mediche e dalle spese previdenziali ed assistenziali.

    Un fattore di particolare arretratezza dell’Abruzzo riguarda la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione. Il 65% della popolazione abruzzese possiede ed usa regolarmente un personal computer. Un valore deludente. L’Abruzzo si colloca a circa 10 punti percentuali di distanza rispetto alle migliori regioni del Nord (Lombardia e Trentino-Alto Adige entrambe con 75). Oltre alla minore diffusione dell’hardware, le motivazioni che impediscono alle famiglie abruzzesi l’accesso al WEB sono principalmente il fatto che non si hanno le competenze necessarie per utilizzare la rete. Incide poi la mancanza nella zona di residenza della connessione alla banda larga, soprattutto nelle aree montane, dovuto principalmente alla scarsità di investimenti effettuati finora dalle compagnie di telecomunicazioni e dai soggetti pubblici. Le imprese abruzzesi che hanno un sito web o una pagina su Internet sono il 75% rispetto al 85% italiano. Considerando che nel 2012 erano il 60% in Abruzzo e il 65% in Italia, si può dire che nonostante l’utilizzo sia aumentato, si è allargato il divario rispetto alla situazione nazionale.

    L’arretratezza sul WEB ed in particolare sulla banda larga rappresenta la maggiore ipoteca sul futuro sviluppo della Regione. Gli aspetti maggiormente preoccupanti sono rappresentati dal fatto che in Abruzzo il minore uso del WEB è causato dall’assenza della connessione a banda larga in misura doppia rispetto alla media italiana (e peggiore tra tutti i valori regionali), e dal minore livello qualitativo delle attività svolte sul WEB, considerando che quelle meno banali, come l’utilizzo dei servizi bancari e finanziari, quelli legati alla ricerca e studio, quelli legati a viaggi e soggiorni, registrano una frequenza nettamente inferiore a quella nazionale.

    Ancora più grave il rapporto dei cittadini abruzzesi con la Pubblica Amministrazione mediata dal WEB, nettamente inferiore alla media nazionale. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, in Abruzzo, è ancora un obiettivo molto lontano, con poche eccezioni.

    In termini di programma si può dire che moltissimo è ancora da fare: in primo luogo occorre investire sulla banda larga e ultralarga. Oltre a quelle generalmente identificate come cause del digital divide, cioè che impediscono l’uso di internet ad alcune fasce di popolazione, quali le condizioni economico-professionali e le competenze generalmente legate all’età e al livello di istruzione, in Abruzzo incide in maniera considerevole lo stato insoddisfacente delle infrastrutture digitali. Nel territorio regionale sono presenti estese aree non coperte, in genere interne o rurali e risulta dispersa in innumerevoli piccoli centri abitati nelle quali l’opera di infrastrutturazione impone costi considerevoli e non è garantita da sufficienti profitti futuri. E’ il caso classico della necessità dell’intervento pubblico. Tali lavori sarebbero necessari per onorare gli impegni fissati nell’Agenda digitale per l’Europa, una delle sette iniziative nell’ambito della Strategia Europa 2020, e per rendere possibile anche in Abruzzo le attività alla base previste dal piano Industria 4.0. Scarsi i risultati ottenuti dalla Regione negli ultimi 5 anni, anche su questo fronte della promozione dell’economia digitale.

    In sintesi.

    Nel I semestre 2018 l’occupazione dà segnali di risveglio: più 37 mila occupati rispetto al I sem. 2017. Ma si tratta per lo più di lavoro precario ed inoltre siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi (mancano all’appello 15mila occupati). I primi dati disponibili per il 2018 (I semestre) danno un tasso di occupazione al 58,0% (+4% rispetto al I sem. 2017) ma ancora una volta siamo lontani dai valori pre-crisi (59,6% nel 2008). L’incremento occupazionale riguarda agroalimentare, alberghi e ristorazione. Anche le costruzioni mostrano una leggera ripresa come l’industria in senso stretto, mentre resta pesante il commercio.

    La ripresa occupazionale è legata essenzialmente all’aumento dei contratti a tempo determinato, una occupazione non di qualità e precaria.

    Il tessuto produttivo abruzzese è ancora in forti difficoltà, nonostante il boom dell’export (+8,0% nel I sem 2018).

    L’Abruzzo resta un territorio poco competitivo e quindi scarsamente attrattivo per gli investimenti di nuova imprenditoria. Sostanzialmente falliti gli obiettivi della programmazione regionale degli ultimi cinque anni. Ne è prova il tasso di crescita delle imprese rilevato dalle Camere di commercio abruzzesi che continua ad avere un segno negativo, superiore anche alla media italiana. In Abruzzo abbiamo un sistema economico produttivo a macchia di leopardo con poche grandi imprese e una miriade di piccole e piccolissime imprese e di artigiani. Solo le grandi aziende puntano all’innovazione e alle ricerca, mentre le altre non fanno ricerca, sono sottocapitalizzate e sottodimensionate e rappresentano comunque oltre l’85% del nostro sistema produttivo. Sono queste le imprese sulle quali dovrebbero concentrarsi le politiche economiche.

    La lieve crescita economica registrata è imputabile solo agli sforzi dell’apparato produttivo delle grandi imprese ed agli investimenti da queste operati. Gli investimenti pubblici, a partire dal Masterplan, sono ancora solo sulla carta, in larga parte ancora non operativi e non cantierati.

    L’Abruzzo non può reggersi solo sulla grande impresa manifatturiera, che pure, ha bisogno di infrastrutture (ferrovie, porti e banda larga), di sistema creditizio efficiente e di abbattimento dei costi dell’energia.

    Ciò che deve essere assolutamente rafforzato è il sistema delle PMI.

    Già da tale analisi sintetica emergono proposte e suggestioni forti di politica economica.  L’Abruzzo è una regione in mezzo al guado. L’evoluzione dei mercati internazionali intacca nel profondo i pilastri sui quali si era costruito lo sviluppo passato ed ora mette in evidenza le aree critiche della sua economia sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.

    Sono quattro le criticità irrisolte:

    1) la estrema parcellizzazione del tessuto produttivo delle PMI e dell’artigianato, spesso contoterzisti, senza marchio e con un modesto profilo tecnologico e commerciale;

    2) l’elevata dipendenza produttiva ed occupazionale dalla grande impresa di proprietà esterna, tale da determinare ricadute negative su tutto il territorio in caso di difficoltà di mercato e di autonome scelte aziendali (si pensi alla sostanziale liquidazione dell’industria elettronica nell’area aquilana dovuta a scelte scellerate e totalmente esogene);

    3) il modesto livello di internazionalizzazione delle imprese locali, soprattutto di piccole dimensioni;

    4) la presenza di gravissimi squilibri territoriali (tra costa e aree interne in termini di dotazione infrastrutturale, dotazione banda larga e diffusione applicazioni WEB, ecc) intesi come elemento di fragilità di tutto il sistema economico.

    ….segue……

    MpL Comunicazione @ 13:26
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *