• Calendario/Archivio

  • febbraio: 2020
    L M M G V S D
    « Gen    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    242526272829  
    Situazione insopportabile

    Posted on giovedì 12 maggio 2011

    La ricostruzione leggera è finita,  ma quella pesante non è iniziata. Aumenta vertiginosamente la Cassa Integrazione per gli operatori dell’edilizia. Un paradosso difficile da spiegare nella città "cantiere d’Europa".    La governance multilivello non sta funzionando: ordinanze confuse confliggono con leggi ordinarie e direttive barocche partorite da menti confuse. Ne deriva un rumore di fondo, un ginepraio di norme contraddittorie che dovrebbero stabilire le competenze dei troppi Enti e commissioni e consulenti e consorzi – tutti lautamente pagati – che dovrebbero occuparsi della questione.
     
    Dopo due anni il centro storico è ancora ingombro di macerie ed a questi ritmi, per liberarlo, occoreranno 20 anni.  Ognuno procede per la propria strada, coltivando un meschino tornaconto, senza un coordinamento e senza una bussola. Gli aquilani sono stufi, la situazione è  inaccettabile. Continua l’andazzo di sempre, che genera l’insicurezza come figlia della superficialità e del malaffare. Un andazzo, secondo i tecnici, che nei fatti sussiste tuttora, in quanto le direttive per la ricostruzione non terrebbero conto a sufficienza della sicurezza e della applicazione del principio di prevenzione.

    Gli aquilani che sbattono la testa ogni giorno contro il muro di gomma della "ricostruzione impossibile" vogliono sapere quali siano i reali impedimenti che impediscono di aprire i cantieri.   Siamo nella stagione ideale per i lavori, ma i lavori sono fermi.  Dopo le sgridate di Gianni Letta ("Datevi tutti una mossa per la ricostruzione"), speravamo in un cambio di passo.  La scossa è stata benefica, ma qui c’è qualcosa di profondo che non funziona. Il meccanismo che non gira, ed alcune persone che fanno di tutto pure per mettere sabbia negli ingranaggi.  Ci sono interessi ormai evidenti che spingono a dilatare i tempi della ricostruzione, per continuare a vendere chiacchiere  ben retribuite. Al Comune in molti giocano a fare l’ostruzionismo,  per ciniche finalità personali, né il Sindaco ha dimostrato di essere in grado di gestire le complessità del periodo post-sisma. Tra commissari e Comune i conflitti paralizzanti sono all’ordine del giorno, mentre una burocrazia ottusa ed arrogante fa il resto, fa disperare la gente e perdere soltanto tempo. Sono disponibili miliardi che il territorio non riesce a spendere, o perché è incapace, oppure perché le attuali ordinanze e direttive, sono davvero ideate, perché tutto quanto ruoti intorno alla ricostruzione, si muova il più lentamente possibile.

    E’ arrivato giugno. Perdere l’estate significa perdere un altro anno e rimandare l’apertura dei cantieri al 2012. Scongiurare questa ipotesi dovrebbe essere l’impegno di  tutti, ciascuno per le proprie responsabilità.   Per garantire la cantierizzazione dei progetti è indispensabile dunque semplificare la governance della ricostruzione. Occorre tagliare commissioni e consulenti, occorre una sensibile ed immediata semplificazione delle procedure.  Non è possibile affrontare  la ricostruzione pesante con i ritmi messicani ed i metodi arzigogolati adottati finora.  
     
    Troppo facile, per Cialente, gettare la croce sui commissari. E troppo facile, per i commissari, gettare la croce solo sul Comune. Manca concretezza ed operatività, mentre tutti sono diventati abilissimi nello scaricabarile.  Sarebbe bene cominciare a far saltare qualche testa, se si è incapaci di cambiare le regole del gioco.  La ricostruzione non riesce a partire, è un fatto.  O sono sbagliate le regole o sono incapaci le persone, o tutte e due le cose.  Se difettano le regole,  Chiodi avrebbe già dovuto modificarle, se difettano le persone, si trovi la maniera di sterilizzarle, sostituirle, scavalcarle. 

    Questa palude e questi miasmi non sono più sopportabili.

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 12:38
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *