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    Servizio pessimo, acqua salata

    Posted on domenica 8 ottobre 2006

    articolo tratto da www.primadanoi.it

    <Non si placa la polemica relativa agli aumenti delle tariffe acqua, decisa dall’Ato in occasione di un’assemblea svoltasi lo scorso 4 ottobre. Sul piede di guerra un folto numero di comuni tra cui quello di Pescara, Chieti, San Giovanni Teatino, Francavilla al Mare, Penne, Manoppello, Caramanico, Ripa Teatina, Sant’Eufemia a Majella, Brittoli, Bucchianico, Carpineto della Nora, Civitaquana, Elice, Fara Filiorum Petri, Miglianico e Rapino, i quali hanno deciso d’intervenire duramente sulla proposta di aumentare dal 15 al 19% le bollette dell’acqua.   «Quello che si è consumato lo scorso 4 ottobre – ha affermato Enzo Del Vecchio, delegato del Comune di Pescara dell’Ente d’Ambito Pescarese – è stato uno dei peggiori atti di democrazia partecipata. Prima di deliberare la decisione dei rincari, il comune di Pescara aveva presentato una proposta in cui si confermava, anche per l’anno 2006, la tariffa per il servizio idrico integrato di 90 centesimi con il solo adeguamento Istat dal 2004 con un importo pari a 93 centesimi. A tali aspetti – ha proseguito Del Vecchio – si proponeva all’assemblea di riconsiderare la spesa che la Società sostiene per quanto concerne il personale, il quale è palesemente al di fuori dei normali parametri di riferimento per la gestione dei servizi espletati. Allo stesso tempo», continua Del Vecchio, «si chiedeva di riconsiderare e valutare la spesa che annualmente è sostenuta per consulenze e collaborazioni. La proposta non è stata accolta nonostante la presenza di tre maggioranze determinate dal parere favorevole dei presenti, 25 contro 19, delle quote, 52 su 82 e del numero dei comuni consorziali, 52 su 100. A non rendere valida l’approvazione di una simile proposta, – ha concluso il consigliere comunale – è stata una quarta maggioranza venuta a mancare anche in occasione della votazione che ha deciso l’aumento delle tariffe. In questo caso, infatti, non sono stati considerati il numero degli abitanti per comune, i quali sono i diretti interessati dei rincari».
    Sindaci quindi, pronti a tutto per bloccare una decisione ritenuta fuori luogo e priva di fondamento. La proposta del comune di Pescara, infatti, avrebbe determinato un fatturato pari a 28 milioni di euro; un ricavo addirittura superiore a quello ottenuto dall’Ato nel 2005 con un fatturato pari a 27 milioni di euro.
    Con l’aumento delle tariffe si raggiungerebbe un incasso di 32 milioni di euro; una somma spropositata per un servizio che funziona molto spesso poco e male.
    La proposta realizzata dal Comune di Pescara, avrebbe mantenuto gli stessi fatturati e prevedeva anche un miglioramento del servizio.
    La nuova “lega antirincaro”, capitanata dai vari sindaci, si è subito mobilitata e ha inviato all’assemblea Ato e Aca una richiesta di sospensione dell’atto deliberativo. Allo stesso tempo è stato richiesto di revisionare lo statuto che caratterizza la gestione dell’acqua e di ricondurlo, una volta per tutte, ai veri valori del consorzio.>

    Ivan D’Alberto per www.primadanoi.it
     

    MpL Comunicazione @ 02:44
    Filed under: News MpL

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