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    Semplicatore a parole

    Posted on mercoledì 12 gennaio 2011

    Aveva giurato battaglia, Calderoli, alla burocrazia romana.  Il chiacchierone ministro leghista della Semplificazione Normativa aveva annunciato: «Taglierò 50 mila poltrone! 34 mila enti impropri! 39 mila leggi inutili!».  Tutto ovviamente nell’interesse di imprese e cittadini, esausti di passare giorni e giorni a combattere con la burocrazia. Ma le poltrone, stanno quasi tutte lì, insieme agli enti ed alle leggi  inutili. La lista degli enti da tagliare era lunga:  consorzi di di bonifica, bacini imbriferi, difensori civici, enti per gli invalidi di guerra, enti per le guerre in Libia ed Abissinia,  tribunali delle acque, enti parco, piccole province, piccoli comuni, enti regionali a iosa, ecc. ecc.  Poi la lista degli enti da abolire è scomparsa, a parte qualche taglio di facciata qua e là.  Tutto rinviato, tutto slittato, tutto in perenne discussione, all’italiana maniera.  Roma ladrona ha inghiottito l’Alberto da Giussano milanese? Oppure anche al Nord fa comodo il potere e le poltrone degli Enti inutili?   Anche gli enti pubblici non economici che dovevano finire sotto la mannaia  del Calderoli irruente hanno ottenuto la  scappatoia per la sopravvivenza: è stato sufficiente presentare un piano riordino. E chi s’è visto s’è visto…

    E la semplificazione amministrativa?  Anche quella al palo. Anzi, quando si disegnano nuove procedure amministrative per eventi imprevisti (come il terremoto dell’Aquila) vige la regola della "complicazione amministrativa" e non quella della "semplificazione amministrativa". Ne sanno qualcosa gli aquilani alle prese con la ristrutturazione delle loro case….

    La semplificazione, almeno finora, è fallita. Miseramente fallita. Tragicamente fallita.   Anche le nuove leggi  non sono né chiare né comprensibili a tutti i cittadini.   Un esempio? Eccolo: articolo 19 del DLGS 17.9.07, comma 14:  "Fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di cui all’articolo 18 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del medesimo decreto sono sostituite dalle seguenti fino al 31 dicembre 2010, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.  Eccole le leggi del nostro Parlamento. Alla faccia della "semplificazione".  Se poi volete piangere davvero, leggete le ordinanze e le "linee guida" per la ricostruzione dell’Aquila. Un mix di gergo ministeriale ed ermetismo urbanistico, una vera chicca per gli amanti del burocratese, una vera croce per i cittadini che provano a capirci qualcosa.

    Poveri noi.    Se questo è il risultato sarebbe stato meglio chiamare il  dicastero Calderoli in un altro modo:  "Ministero  per la Semplificazione normativa.  La vorremmo fare ma non sappiamo farla o non vogliamo farla perché siamo in altre faccende affaccendati".

    MpL Comunicazione @ 12:43
    Filed under: News MpL

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