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    Sce(m)eggiata finita?

    Posted on domenica 27 marzo 2011

    Come avevamo ampiamente previsto, è finita nel ridicolo  l’ennesima sceneggiata di Cialente. Un mese di polemiche e chiacchiere che non ha fatto fare un solo passo avanti alla ricostruzione. Cialente risponderà di queste ridicole parti di fronte agli aquilani, prima ancora che di fronte alla sua coscienza (ammesso che ne abbia una).  Il sindaco dunque ha ritirato le dimissioni  fasulle di fronte al segretario generale del Comune. Ufficializza la notizia una nota dell’ufficio stampa del Comune: “Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha ritirato formalmente le proprie dimissioni, consegnando l’atto relativo al segretario generale Vincenzo Montillo. Il primo cittadino si era dimesso lo scorso 8 marzo.  Domani, lunedì 28 marzo, in apertura dei lavori del consiglio comunale, che si terrà alle ore 16 nella sala “Sandro Spagnoli” di palazzo dell’Emiciclo, il sindaco darà le proprie comunicazioni all’assemblea.  Cosa ha ottenuto Cialente con questa scemeggiata? Nulla di nulla.  Nell’incontro con Letta, presenti Chiodi e Cicchetti,  gli è stato garantito – esattamente come per l’anno passato –  che le risorse per il bilancio comunale ci saranno.  Una cosa ovvia e scontata per la quale non erano certo necessarie le dimissioni finte.   Letta non ha ceduto di un millimetro sull’assetto della ricostruzione, con Chiodi saldamente al comando e  Cicchetti  vice commissario.  Il Comune ed il sindaco dell’Aquila sono inadempienti, perché non redigono il piano di ricostruzione obbligatorio per legge. E fino a quando non adempierenna, così come stanno facendo tutti i comuni del cratere, i 3miliardi di euro disponibili dormiranno nelle casse dello Stato. Chissà se Cialente capirà ora che la deve fare finita e trovare le sintonie necessarie con i commissari per far partire la ricostruzione pesante. Ma nonostante il sindaco che-non-c’è non abbia ottenuto nulla, oggi si dichiara "soddisfatto". Ma soddisfatto di che?  Cialente è andato a Roma a chiedere la testa di Chiodi, e non ha ottenuto nulla. Questa è la verità. Per fortuna che tra un anno si vota, e gli aquilani potranno mandare a casa i tristi pagliacci che affollano la politica locale (senza offesa per i pagliacci).

    Molte le reazioni sulla sceneggiata (per ora finita) di Cialente. Scrivono Alfonso Magliocco (PDL) e Roberto Santangelo (vice coordinatore comunale PDL-L’Aquila): “Il ritiro delle dimissioni di Cialente oltre che scontate, come abbiamo piú volte ribadito, rappresenta l’ennesima farsa di questa amministrazione. Le motivazioni che avevano spinto Cialente erano prettamente legate ad una assoluta mancanza di una maggioranza. Oggi, con quella stessa maggioranza (risicata) e qualche soldo in piú dato dal Governo si vogliono riproporre gli errori e gli orrori che hanno caratterizzato l’amministrazione di centro sinistra. 

    “Il Sindaco chieda scusa alla Citta’ per la presa in giro a cui l’ha costretta ad assistere. Il PD abbia il coraggio di annunciare che Cialente non sara’ il prossimo candidato Sindaco, cosi eviteremo che tra un mese riparleremo di crisi e dimissioni”. E’ quanto dichiara il Capogruppo de La Destra Luigi D’Eramo che aggiunge “La pagliacciata delle finte dimissioni di Cialente si e’ conclusa. Nulla e’ cambiato rispetto a 20 giorni fa. Le dimissioni del Sindaco sono state una minaccia esplicita nei confronti del vertice locale del PD che da tempo lavora su un nuovo candidato sindaco, altro che problemi di bilancio e di governance. Cialente ha utilizzato il suo ruolo istituzionale per risolvere i gravi problemi interni al PD. L’incontro di ieri con il sottosegretario Letta e’ stata la certificazione della sconfitta di Cialente che, per fortuna, nulla ha ottenuto delle sue confuse richieste (il risanamento del Bilancio era un dato scontato). Ora seguira’ un altro anno di immobilismo amministrativo, di Consiglio Comunale incapace di deliberare, di mancanza del numero legale, di liti interne alla maggioranza, di una Giunta distratta da “altro”. Le dimissioni di Cialente avrebbero potuto azzerare gran parte di quella classe politica aquilana non all’altezza della grande sfida che stiamo vivendo. Cialente l’ha voluta stringere a se, decidendo di farsi utilizzare dai consiglieri di sempre, quelli che in cambio del loro voto in aula ti chiedono il dazio da pagare. E Cialente paghera’.”

    Nel ringraziare il sottosegretario Gianni Letta per l’attenzione, ancora una volta dimostrata nei confronti dell’Aquila, vorremmo sottolineare – scrive ancora D’Eramo de La Destra – come tutta la linea portata avanti dal Sindaco sia stata di fatto bocciata. Nessun cambio nella governance della ricostruzione e il bilancio comunale sotto l’attenta supervisione della Ragioneria di Stato, dimostrano scarsa efficienza ed efficacia della macchina comunale. Vedremo già da lunedí, data del prossimo consiglio comunale, e nelle prossime settimane, se Cialente avrà una maggioranza vera e in caso negativo se ne trarrà le dovute conseguenze. I cittadini aquilani stiano tranquilli, il Popolo della Libertà dell’Aquila avrà sempre un atteggiamento costruttivo sui temi della ricostruzione. Ma, avvisiamo sin da oggi l’amministrazione di centro sinistra che non faremo sconti rispetto ad operazioni poco trasparenti e che poco hanno a che fare con il bene della comunità aquilana”.

    Fine della sceneggiata, ma non dei problemi che attanagliano la città. Dopo l’andata a Roma del Sindaco Cialente ed il ritiro delle pseudo dimissioni si possono trarre due conclusioni: la conferma che è stata tutta una sceneggiata (lo avevamo anticipato l’8 marzo) e nulla di nuovo all’orizzonte. Lo scrive Corrado Ruggeri del MPA, che continua: “E’ a tutti noto che il Sindaco aveva dato clamorosamente (nel senso che ne ha parlato tutta la stampa nazionale) le dimissioni, a sua detta irrevocabili, perché non aveva più né un partito, né una maggioranza, cercando poi, il giorno dopo, di aggiustare maldestramente il tiro, aggiungendo anche che era necessario apportare diversi cambiamenti.
    Riassumiamo i cambiamenti richiesti:
    – Una radicale revisione della Governance, che a detta sua è la madre di tutti i mali,
    – La richiesta di 32 milioni di Euro per chiudere il bilancio.
    – L’”eliminazione” dei commissari.
    Parto da quest’ultimo punto: non solo non ha cambiato una virgola nei “commissari” che il Sindaco non voleva più (Gianni Chiodi, Antonio Cicchetti, Gaetano Fontana), ma di fatto ha ottenuto il “Commissariamento” del suo Assessore al Bilancio, visto che la redazione del bilancio stesso dovrà avvenire sotto il rigido controllo della Ragioneria dello Stato, ovvero leggasi: di Cialente non ci fidiamo e quindi ci mettiamo un tudor .
    Dei 32 milioni richiesti ne sono stati confermati 25 cioè gli stessi che ufficialmente erano già stati garantiti ai primi di marzo, quindi nessuna novità. La Governace resta così come era. Sindaco ci faccia capire da dove proviene la soddisfazione che ha sventolato al rientro e, anche, quali cambiamenti ci sono stati che l’hanno “Convinta” a ritirare le dimissioni. Non possiamo che ribadire che poteva benissimo risparmiare, ad una città gravemente ferita, una ennesima penosa figuraccia. Purtroppo siamo al punto di partenza: un Capoluogo governato da un primo cittadino e da una maggioranza totalmente incapaci di affrontare e risolvere i problemi. Che Dio ce la mandi buona”.

    MpL Comunicazione @ 20:09
    Filed under: News MpL

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