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    Scandalo Ial-Cisl

    Posted on sabato 28 giugno 2008

    Si spera soltanto nella Magistratura per fare chiarezza sullo scandalo Ial-Cisl. Intanto i 48 dipendenti dell’Ente di formazione ed i collaboratori sono stati licenziati. A rimetterci sono sempre i più deboli.  "Siamo stati convocati a tranche nei giorni scorsi – confermano alcuni lavoratori –, ci hanno versato gli arretrati e ci hanno annunciato la fine dello Ial. Ci hanno pagato stipendi, tredicesime e persino i buoni pasto. E ci hanno dato il benservito"…
    Dal 2000 – momento in cui è iniziato la gestione sfascita – nelle casse Ial è piovuta una marea di fondi pubblici arrivati dall’Unione Europea, che gli sono stati assegnati da Abruzzo e Molise e sono svaniti.  Sono tanti i corsi “di orientamento e di assistenza all’inserimento lavorativo e di creazione d’impresa, o finalizzati a favorire l’accesso al mondo occupazionale dei giovani e delle categorie svantaggiate”  tenuti negli ultimi sei-sette anni. Per ognuno di essi sono stati introitati, mediamente, 60-70 mila euro.  Il trucco? Semplice: fai il corso, incassa i soldi e non paghi i docenti e gli allievi. Sono circa 1.600 insegnanti che non sono stati pagati.  Una miriade di allievi che hanno seguito i corsi reclamano i rimborsi previsti dalla legge.
    Milioni di euro dissipati: dov’erano li organi di controllo regionali? Dov’era l’assessore al lavoro? Dove la direzione lavoro? Dove le pompose strutture di controllo della formazione professionale? Risorse enormi sono state dissipate nell’omertà.

    Il maxi buco nei conti – si parla da 15 a 35 milioni di euro, un balletto di cifre in cui inquirenti e investigatori stanno tentando di raccapezzarsi – è stato così portato all’attenzione della Procura di Pescara e della Finanza che, a seguire, ha effettuato blitz e perquisizioni nelle varie sedi Ial. Da quella regionale di Pescara, alle altre di Teramo e della provincia dell’Aquila.  E sono partiti gli avvisi di garanzia: gli indagati sarebbero almeno quattro, sospettati di aver dissipato un patrimonio in maniera anche truffaldina, ma l’elenco è destinato ad infoltirsi. Consuntivi fasulli, manipolati e costruiti ad arte, che hanno avuto l’ok dell’ex segretario regionale della Cisl, Gianni Tiburzi e del consiglio di amministrazione. Anche Gaetano Pace, che è stato presidente dell’istituto, ha sempre dato il nulla osta a quegli atti, che approdavano successivamente in Regione.  E poi ci sono stati Francesco Gizzi, di L’Aquila, ex amministratore delegato dell’istituto, e il suo successore, Bruno Colombini. Nomi ricorrenti nella formazione professionale abruzzese, un’idrovora tanto costosa quanto inutile.

    Tra le spese folli sulle quali la Magistratura indaga ci sono viaggi, acquisti di auto di lusso, finanziamenti a politici e squadre di calcio, spese per campagne elettorali, arredamenti lussuosi, dirigenti inutili e spendaccioni. 

    Quarantotto persone hanno perso il posto di lavoro. Speriamo che la Magistratura faccia luce. Su questa e su tante altre inchieste: Fira, Del Verde, acqua tossica, Montesilvano, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc…..Qualcuno pagherà? Permettetici di esprimere qualche dubbio.

    MpL Comunicazione @ 11:30
    Filed under: News MpL

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