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    Scandalo dell’acqua

    Posted on venerdì 23 maggio 2008

    Dopo poco più di un anno dalla scoperta della discarica di Bussi e poco meno di 12 mesi dallo scoppio dello scandalo dell’acqua inquinata arriva il primo atto importante e pubblico della procura di Pescara che ha inviato nei giorni scorsi 33 avvisi di garanzia. I reati contestati sono avvelenamento delle acque, disastro doloso, commercio di sostanze contraffatte ed adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti e pure truffa.   Gli avvisi di garanzia – che non significano colpevolezza, ma soltanto la comunicazione agli indagati di essere sotto accertamento della magistratura – metteranno in condizione i presunti responsabili di compiere i primi atti difensivi e, dunque, di conoscere nel dettaglio le prove raccolte in molti mesi di indagine.  L’indagine  della Procura, coordinata dal pm Aldo Aceto, ruota attorno alle responsabilità che hanno portato alla creazione di quella che è stata definita la «discarica tossica più grande d’Europa»  e sulla scoperta nel 2004 (ma resa pubblica nel 2007) di veleni contenuti nell’acqua degli acquedotti gestiti dall’Aca.
    Il sito raccoglie  tonnellate di sostanze pericolose per la salute che hanno inquinato i pozzi che servono l’area metropolitana Chieti-Pescara.
    Tra i reati contestati a dirigenti Aca, Ato, industria chimica e enti pubblici, passati e presenti, c’è l’avvelenamento dell’acqua, il disastro doloso, la turbativa e la truffa.  Le analisi scoprirono la presenza di sostanze tossiche e cancerogene come tetracloruro di carbonio, esacloroetano, meta-crilonitrile sostanze che –secondo la medicina- possono provocare seri danni agli organi interni come fegato, reni, colon.
    Fra i 33 destinatari di avvisi di garanzia vi sono Giorgio D’Ambrosio (Pd), in qualità di presidente dell’Ato, Bartolomeo Donato Di Matteo (Pd), presidente del Cda dell’Aca, Bruno Catena (Pd) presidente dell’Aca, Bartolomeo Di Giovanni direttore generale dell’Aca, Lorenzo Livello, direttore tecnico dell’Aca, Roberto Rongione responsabile Sian della Asl di Pescara e Roberto Angelucci (Pdl) ex sindaco di Francavilla.
    I 33 indagati devono rispondere a vario titolo di reati quali avvelenamento delle acque, disastro doloso, commercio di sostanze contraffatte ed adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti e truffa.
    Quello della discarica e dell’acqua avvelenata è uno degli scandali più grossi dell’Abruzzo venuto alla luce grazie alla tenacia del WWFregionale.

    MpL Comunicazione @ 13:18
    Filed under: News MpL

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