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    Salvare Pettino

    Posted on venerdì 12 giugno 2009

    Dal 6 aprile si aggira per L’Aquila uno spettro: lo spettro di Pettino e della sua faglia. Tutti si agitano e pontificano su Pettino e sulla sua sicurezza. Vorrei pertanto chiedere alla classe politica aquilana cosa si intende fare del quartiere cittadino più popoloso e più martoriato dal terremoto del 6 aprile 2009. Il PRG della città in vigore dalla fine degli anni ’70 stabilì che la città avrebbe avuto il suo sviluppo urbanistico su Pettino, fino ad allora costituito solamente da alcuni fabbricati, quasi tutti sulla statale 80, dalla chiesa di Pettino e da poche altre casette lì sparse, comprese la clinica per malattie polmonari.

    Si è avallata la scelta di spostare lo sviluppo della città sul fronte della montagna di Pettino. Teniamo conto che in quegli anni si decise di collocare in località Vetoio (nelle vicinanze di Pettino) l’ospedale Regionale, che avrebbe visto la luce molti anni dopo.

    Adesso, dopo l’evento sismico, si è diffusa l’isteria collettiva su Pettino. Si paventa persino la collocazione del Liceo Classico Cotugno nei locali che hanno ospitato a suo tempo il Liceo Scientifico e l’Istituto Commerciale, edificio posto nelle immediate vicinanze degli Uffici della Regione Abruzzo, della multisala MOVIEPLEX (che sta per riaprire), dell’Accademia di Belle Arti e degli Uffici della Provincia, che sembra verranno collocati in un edificio posto nelle vicinanze della Regione Abruzzo.

    Adesso qualcuno sostiene che a Pettino non ci può andare il Liceo Classico perché vicino alla faglia famigerata.

    Perciò mi domando:

    1. perché a Pettino no e a Palazzo Quinzi sì?

    2. perché a Pettino no e a Palazzo Carli si?

    3. perché a Pettino no e alla Casa dello Studente si?

    Se qualcuno pensa che l’unica soluzione per Pettino sia raderla al suolo ce lo faccia sapere. Invece di parlare di piano di recupero e riqualificazione del quartiere, tutti parlano di demolire tutto quello che c’è a Pettino.

    Questo modo di ragionare mi sembra francamente isterico e dettato dall’agitazione e dall’ansia provocataci dal sisma. Cerchiamo invece di ragionare con la testa (non con altro organo ) e partiamo dall’idea di trasformare Pettino, dal quartiere dormitorio che era, al quartiere – città che dovrebbe diventare, ripensandolo completamente, aumentando le aree a verde, aumentando gli spazi di socializzazione, aumentando e creando ulteriori momenti di aggregazione per i suoi abitanti.

    Così dovrebbe ragionare una classe politica seria e non isterica.

    Se invece si dovesse abbandonare Pettino al suo triste destino, chiamo in causa tutta la classe politica aquilana (Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali) che hanno approvato il PRG vigente, i vari PEEP e Varianti al Piano, tutti i tecnici che hanno lavorati nell’Ufficio del Piano dal 1970 ad oggi, tutta la classe imprenditoriale che ha costruito a Pettino, tutti gli ingegneri, architetti e geometri che hanno progettato a Pettino, tutti coloro che hanno visto i propri terreni passare da agricoli ad edificabili e che pertanto in tal modo si sono arricchiti.

    Invito Vespa ad approfondire questo aspetto e a fare i nomi (si fa per dire) dei responsabili di tale disastro.

    Cerchiamo invece di ragionare seriamente e di affidare la rinascita di Pettino a tecnici seri (a livello nazionale) e di non abbandonare il quartiere a se stesso.

    Roberto Angelantoni

    MpL Comunicazione @ 16:19
    Filed under: News MpL

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