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    Salva Abruzzo

    Posted on giovedì 30 aprile 2009

    Riceviamo numerose mail di protesta sul decreto del Governo. Ne pubblicheremo alcune nei prossimi giorni. Ovviamente pubblicheremo anche commenti favorevoli allo stesso decreto, ma allo stato nessuno riesce a trovare aspetti positivi.

    Riceviamo e pubblichiamo, ricordando che il contenuto dei commenti è di esclusiva responsabilità degli autori:

    "Lo hanno chiamato decreto salva Abruzzo, nel senso che è un decreto che salverà l’Abruzzo dagli aquilani, una specie destinata all’estinzione dal duo Bossi-Tremonti.  Non sappiamo se Silvio l’Imperatore sarà ancora accolto con gli applausi dagli aquilani, ma tra la gente si leva ormai la protesta dopo l’entusiasmo iniziale. Il tam-tam nelle tendopoli è univoco: siamo stati presi per il culo. Una protesta che è lamento sordo e mugugno, e non arriva per ora sulla stampa,  tutta allineata sulle posizioni del Principe.

    Ieri hanno pubblicato questo vergognoso decreto,  francamente grottesco. Ed ovviamente non lo diffonderanno integralmente a tutta la popolazione. Ed il Chiodi presidente è ovviamente muto: tiene troppo alla poltrona.

    Nei campi pochi hanno la televisione, pochissimi il computer.  Ma posso solamente immaginare cosa (non) uscirà da Vespa & Company. E’ vero che i dati sono pubblici e consultabili, ma è altrettanto vero che se non lo dici, la gente non lo saprà mai, in particolare quella fetta di popolazione che non ha possibilità di accedere ad Internet e che quindi certe notizie neanche se le può sognare.

    La propaganda batterà sul miliardo di euro che uscirà dal cilindro di Tremonti per l’anno in corso. Nessun giornale svelerà la truffa della ricostruzione in 24 anni (ridicolo, grottesco, ingiusto), e la truffa del contributo a fondo perduto trasformato in credito di imposta per 5 anni. Il che significa che, bene che va, avremo per la casa distrutta un 30-40mila euro in 5 anni.  In Umbria e nelle Marche si è ricostruito tutto, le famiglie hanno avuto circa 200mila euro per rifarsi la casa. Ma qui siamo terroni, ed i soldi da Bossi  non arrivano.

    Il futuro è una grossa incognita, e conviene a questo punto vendere i ruderi ed abbandonare L’Aquila. In questo modo salveremo l’Abruzzo dagli aquilani, che è quello che Tremonti vuole.  Il Governo Berlusconi ha svelato la maschera: in soldoni, non sa e non vuole reperire la cifra totale d’intervento di 6miliardi di euro per l’Abruzzo.

    I numeri girano come le sfere dentro la ruota delle estrazione del Lotto, ma gli strumenti necessari per porre in opera gli stanziamenti pare che non ci siano, o siano per il momento aleatori: si parla di "nuovi gratta e vinci", come di nuovi "giochi di sorte destinati al consumo" da immettere nel circolo già vizioso della quotidianità medio-italiana. Insomma, la soluzione per ricostruire le infrastrutture e gli immobili all’Aquila è una lotteria. O poco di più".

    G.C.

    MpL Comunicazione @ 06:24
    Filed under: News MpL

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