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    Rilanciare i Parchi

    Posted on lunedì 24 luglio 2006

    L’Abruzzo non più "regione verde", ma regione "al verde"

    La dura denuncia di Giovanni Damiani (vedi articolo precedente) sollecita una riflessione sui parchi in Abruzzo. Non tutti sanno che il Parco Sirente-Velino (l’unico Parco Regionale d’Abruzzo) è, da un punto di vista territoriale, addirittura più esteso del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM).  Ma il Parco regionale del Sirente-Velino non è mai veramente decollato, e nell’ultimo anno è stato abbandonato alla sua sorte. Il Parco è nell’impossibilità di svolgere pure l’ordinaria amministrazione: soltanto sei dipendenti, nessuna guardia, entrate annuali per 700mila euro per sostenere tutta la baracca: funzionamento, gestione, investimenti e promozione. Come dire, quisquilie, briciole, pinzillacchere.

    Una situazione di inefficienza operativa ed inefficacia strategica alla quale deve porre rimedio la Regione, che deve attivarsi per l’elezione del nuovo Presidente e provvedere affinché il Parco possa disporre degli opportuni strumenti amministrativi e gestionali per poter bene operare. In alternativa sarebbe bene chiuderlo, questo Parco, se non si è capaci o non si vuole farlo funzionare. Oppure, come è stato proposto in queste settimane,  farlo rientrare tra i Parchi nazionali che, pur tra mille difficoltà, sono certamente meglio gestiti e meglio governati.

    Differenti invece i problemi del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Un  Parco anche questo molto esteso, del quale subiamo i vincoli ma non vediamo i risultati: eppure dopo ben 15 anni di attività qualche risultato in termini di sviluppo per le popolazioni locali dovrebbe essere percepibile, ove esistesse. Ogni settimana assistiamo alla rituale apparizione in Tv dell’onnipresente Presidente, ma lo sviluppo non si fa né con le apparizioni mediatiche né con la carta stampata. Il massiccio del Gran Sasso è una grande risorsa abruzzese che resta allo stato "potenziale" e non viene idoneamente valorizzata dal Parco Nazionale.

    In definitiva, in Abruzzo si è lanciato lo slogan "Regione cuore verde d’Europa", ma poi la Regione ha lasciato i parchi … al verde. Al verde di soldi ed al verde di idee e progetti. E non hanno veramente  sorretto né la politica dei parchi né quella di uno sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile. Il Parco Sirente-Velino neanche si è avviato, mentre quello del  Gran Sasso, dopo ben 15 anni di attività,  non è ancora un prodotto fruibile dal turista. Le campagne promozionali possono pure continuare a definire l’Abruzzo il cuore verde d’Europa – come si definisce con ben maggior successo anche l’Umbria – ma poi il turista non trova informazioni adeguate, non trova un minimo di infrastrutture ricettive, i sentieri segnalati, la cultura dell’accoglienza, operatori preparati, ecc.

    E purtroppo i dati parlano chiaro. Gli arrivi nei parchi dell’Abruzzo mostrano una crescita modesta ma regolare negli ultimi dieci anni. Ma negli ultimi due anni (dati Assoturismo-Confesercenti) si evidenzia un cambio di rotta tanto che nei parchi abruzzesi si è registrato un calo di presenze medio del 20%. Inoltre, la spesa media dei turisti è diminuita del 30%
    Sui parchi occorre fare qualcosa. Non si può restare a metà del guado: o si va avanti, o si torna indietro. Se sul Parco del Sirente-Velino la Regione deve prendere una definitiva decisione, il Parco del Gran Sasso deve invece farsi promotore di un modo nuovo di concepire il turismo, non meramente conservativo e porsi come intermediario tra pubblico e privato. Soprattutto deve fare meno politica e meno comunicazione inutile, costosa e tradizionale e sfruttare le potenzialità del mercato multimediale, offrendo servizi innovativi confezionati sempre di più a misura del turista. Bisognerebbe offrire dei pacchetti di soggiorno in cui il turista venga intrattenuto con attività che rimandino ai sapori, ai saperi ed alle tradizioni locali. Il pubblico dovrebbe, d’altro canto, operare in sinergia con operatori privati e proporre agevolazioni burocratiche per le iniziative imprenditoriali. Le politiche di marketing e la promozione sono fondamentali, nella scelta del target di mercato e nella comunicazione, quindi è necessario puntare su personale qualificato che sappia anche scegliere le priorità e il giusto collocamento delle risorse finanziarie. Certo non si può pensare di migliorare le infrastrutture ed incrementare le strutture turistiche dall’oggi al domani ma, almeno, si potrebbe cominciare a considerare il Gran Sasso come una risorsa da valorizzare – senza deturpare – a fini economici.


    MpL/Comunicazione

    MpL Comunicazione @ 07:00
    Filed under: News MpL

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