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    Rigopiano fu abbandonata? Partono avvisi di garanzia

    Posted on giovedì 7 giugno 2018

    Tragedia di Rigopiano. Prefetto: "Nulla da rimproverarmi"

    Rigopiano, the day after

     

    Quattordici avvisi di garanzia sulla tragedia di Rigopiano.  I carabinieri hanno notificato l’avviso di garanzia a 14 indagati nell’inchiesta sulla incredibile tragedia dell’Hotel Rigopiano, travolto il 18 gennaio 2017 da una valanga che ha provocato 29 morti.  Contestualmente gli indagati hanno ricevuto anche l’invito a comparire per essere interrogati dal procuratore di Pescara.  Gli interrogatori si terranno dal 19 al 27 giugno prossimo.

    Tra gli indagati eccellenti  il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.  Al governatore e ad altri tre indagati, ossia il sottosegretario regionale Mario Mazzocca, il responsabile della sala operativa della Protezione civile Silvio Liberatore, il dirigente del servizio di Programmazione di attività della protezione civile Antonio Iovino, viene contestata la tardiva convocazione del Comitato operativo regionale per le emergenze. Secondo la Procura sarebbero inoltre stati “consapevoli dell’emergenza neve riguardante”, in particolare, l’area montana della Provincia di Pescara, sulla base delle previsioni meteo, ma anche di segnalazioni e richieste d’intervento.

    Negli avvisi di garanzia, la Procura di Pescara fa riferimento “agli avvisi di condizioni meteorologiche avverse, diffusi dal centro funzionale Abruzzo” e ai “bollettini valanghe emessi dal servizio Meteomont”, che in particolare nell’ultimo, quello del 17 gennaio alle 14, evidenziava “pericolo valanghe di grado tra 3 e 4 per la giornata, e di grado 4, cioè forte, per i successivi tre giorni”.  Al riguardo sono citate diverse evidenze: la nota del capo di gabinetto della prefettura di Pescara inviata il 16 gennaio 2017 a presidenza del Consiglio dei ministri, ministro dell’Interno e Regione Abruzzo e il messaggio multiplo inviato nel pomeriggio del 17 gennaio, alle 19:29, dal sindaco di Farindola  al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al sottosegretario Mario Mazzocca e al presidente della Provincia, Antonio Di Marco, con urgente richiesta di mezzi spazzaneve per la mattina del 18 gennaio per “liberare contrade già isolate.  Infine la Procura parla di “ulteriore consapevolezza della mancata adozione e quindi della totale carenza dei piani di Emergenza Regionale”.

    Dura l’ipotesi accusatoria: secondo la Procura  la Regione Abruzzo  “determinò le condizioni per il totale isolamento dell’hotel Rigopiano”.

    Notificati gli avvisi di garanzia anche agli ex governatori abruzzesi Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi; all’ex vice presidente della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, e agli assessori alla protezione civile che si sono susseguiti dal 2007 al 2017, Tommaso Ginoble, Mimmo Srour, Daniela Stati, Gianfranco Giuliante e, come detto, Mario Mazzocca. E ancora,  ai direttori e dirigenti del dipartimento di Protezione civile di quegli stessi anni.

    Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Questo filone dell’inchiesta punta a ricostruire la gestione della prevenzione e, nello specifico, a individuare eventuali responsabilità nella mancata realizzazione della Carta di localizzazione del pericolo da valanghe richiesta dalla legge regionale del 1992.

    Di seguito il commento di Lilli Mandara: “La Regione abbandonò Rigopiano”

    La Regione abbandonò Rigopiano

    MpL Comunicazione @ 13:00
    Filed under: News MpL

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