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    Riflettere sulla ricostruzione

    Posted on martedì 23 giugno 2009

    In occasione della conversione in legge del Decreto Salva Abruzzo, riproduciamo un articolo di Piero Carducci dell’8 giugno:

    "Alle 3.32 del 6 Aprile un terremoto di inaudita violenza devasta L’Aquila e decine di paesi limitrofi. Uccide più di 300 persone, ne ferisce 2000, distrugge l’enorme patrimonio artistico della città e priva della casa 68.000 aquilani. Il Terremoto dell’Aquila (e non dell’Abruzzo come erroneamente si dice) non ha eguali nella storia recente, perché ha devastato un’importante città antica ed un Capoluogo di Regione, sede di vitali funzioni direzionali. Non è come in Umbria e non è come in Friuli. E’ un evento singolare nella sua drammaticità. L’unico  termine di paragone  è il terremoto che distrusse il centro storico di Lisbona nel lontano 1755.


    Dopo questa immane catastrofe,  il dibattito a due mesi dalla tragedia si pone comprensibilmente un doppio punto di vista. I problemi sono, da un lato, “fare qui ed ora”, dall’altro l’individuazione di strategie di lungo periodo che, oltre a risolvere l’emergenza, disegnino un progetto di ricostruzione in un’area soggetta a grandi disastri.

    Come sempre l’urgente (o presunto tale) prevale sul necessario, la burocrazia sui bisogni reali degli sfollati.

    In tale situazione di obiettiva emergenza, si stanno assumendo con leggerezza decisioni che determineranno il futuro urbanistico e sociale dell’Aquila per i prossimi cinquanta anni. L’urgente esigenza dell’abitare,  risolta in maniera provvisoria seppure parzialmente con le “casette”, rischia invece di diventare una condizione stabile per decenni. 

    Allo stesso modo rischiano di essere fatte, con poca chiarezza di fondo, altre scelte fondamentali: 

    -la scelta tra la “ricostruzione in loco” o la “nuova edificazione in altro loco”;
    -il ricostruire “com’era e dov’era” e la necessità  di darne una nuova versione con progetti e materiali più “attuali” ed antisismici;
    -la scelta di dover stabilire i nuovi poli (più o meno provvisori) di aggregazione della città distrutta, il nuovo tessuto di relazioni della vita collettiva e domestica;
    -le scelte relative al modello produttivo preesistente contrapposto ad evoluzioni secondo nuovi modelli;
    -le scelte relative allo sviluppo della città, prima centrato sul terziario, sull’amministrazione, sull’Università….ed ora?
    -le scelte sulla tempistica, perché la ricostruzione ha senso nell’ambito di un orizzonte temporale certo e limitato (non oltre i 10 anni).

    Si tratta di scelte che fanno tremare i polsi.

    Al fondo delle forti incertezze che caratterizza il dibattito attuale sulle decisioni da prendere,  è  certamente una difficoltà oggettiva dettata dalla complessità dei problemi ma pure una impreparazione di fondo nei confronti di un evento distruttivo unico.  Ecco perché il modello scelto dal Governo è quello pragmatico dello “step by step”, rinunciando da subito a teorici scenari onnicomprensivi e alle vetuste pianificazioni sovietiche che tanto piacciono al Sindaco dell’Aquila.

    Ma se il pragmatismo è utile a gestire l’emergenza non è però sufficiente a disegnare L’Aquila del futuro. Il “fare comunque purché si faccia” di questo momento deve essere indirizzato da una stella polare e da  scelte strategiche di lungo termine.

    Occorre aprire un grande confronto sui temi della ricostruzione, partendo da un’analisi documentata delle esperienze in tema di terremoti e di grandi disastri.  Si può partire con una giornata di studio all’Aquila, ben preparata  e strutturata, che giunga alla definizione di un repertorio ragionato delle varie possibilità di fronte al dilemma “ricostruzione o nuova costruzione” e relative modalità di attuazione.  Siamo concretamente impegnati nell’obiettivo di definire tale evento, ed abbiamo in tal senso acquisito già la disponibilità di istituti prestigiosi. Riuscire ad avviare un dibattito serio, e non superficiale come quello di oggi, sulla ricostruzione sarebbe una buona cosa per L’Aquila e per l’Abruzzo".
    Piero Carducci



    MpL Comunicazione @ 18:20
    Filed under: News MpL

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