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    Ricostruzione, idee strane

    Posted on mercoledì 12 gennaio 2011

    Un intervento straordinario del Governo, per ristrutturare entro un anno, gli assi del centro storico che vanno da Corso Federico II a Corso Vittorio Emanuele II, e dalla Villa comunale alla Fontana Luminosa, comprensivi dei Portici, di Piazza Duomo e di Piazza Palazzo, con Palazzo Margherita e le vie di congiunzione tra le due piazze, nonché via San Bernardino, è quanto chiederà il Consiglio comunale a Roma, votando una mozione lunedì prossimo in Aula, sottoscritta dal presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, dal presidente della commissione Controllo e Garanzia, Enzo Lombardi, e dai capigruppo consiliari di maggioranza e d’opposizione, rispettivamente Vito Albano e Franco Mucciante. Entro i dieci giorni successivi all’approvazione, Cialente e la sua Giunta dovrebbero muoversi, per avere gli atti conseguenti da parte del Governo e del Parlamento, mentre il documento sarà inviato a Berlusconi, al sottosegretario Letta ed al commissario Chiodi. Che evidentemente dovrebbe rinunciare alla sua pianificazione, cioè alle sei aree a fattibilità breve previste dal consulente Fontana, per sostituirle con questa grande area, definita invece a fattibilità immediata, per restituire entro un anno al massimo, una prima e vera identità agli aquilani. I promotori chiedono deroghe, chiedono straordinarietà, non importa più nulla il rispetto della legalità, invocato a gran voce mesi fa contro i metodi della Protezione civile, vorrebbero che si procedesse come con il Piano Case, in emergenza perché in una profonda emergenza la città sta affondando, i proprietari potranno mettersi d’accordo come in un grande aggregato, scegliersi le imprese e partire subito con i restauri. Va tutto troppo a rilento, la Lauretana, il quartiere Banca d’Italia, Santa Maria di Farfa, la Villa comunale, l’ex San Salvatore e Porta Napoli, le famose sei aree, non sono ancora partite, non si sa a che punto sono i sottoservizi, non restituiranno mai agli aquilani la loro identità ed il loro centro storico, la cui rinascita, dovrebbe invece partire dagli assi indicati, e senza la necessità dei piani di ricostruzione, prioritari invece per il commissario Chiodi, perché non c’è niente da pianificare, il centro storico sta bene così, va solo ristrutturato, si potrà pensare poi, in un secondo momento, cosa fare dopo le demolizioni. La cui entità, non la conosce però ancora nessuno, né si sollecita un quadro della situazione agli uffici tecnici del Comune. Una voglia di agire subito, da imbastire già dalla prossima settimana, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa Lombardi e Benedetti, che cercheranno di coinvolgere le associazioni di categoria, gli istituti di credito, le forze sindacali e la cittadinanza, perché ci sia uno sforzo collettivo senza steccati. Con un miliardo di euro ce se la potrebbe fare, nelle intenzioni dei firmatari si potrebbe ricorrere alla Cassa Depositi e Prestiti. Sembra di assistere ad un atto disperato di chi vede la propria città morire, e non sa più che pesci prendere, ma non fa i conti con il quadro finanziario, con le intenzioni romane e con le decisioni dei commissari di governo, né con il fatto che riaprire attività ed uffici, solo in quegli assi incrociati, significherebbe riservare disparità di trattamento ad altri cittadini o professionisti, che hanno le stesse aspettative. Ma il punto sembra essere anche un altro. Chiodi e Fontana hanno seguito indisturbati la loro strada per mesi, forti della presenza del Sindaco Cialente, già vice commissario, che ha assecondato e condiviso la loro pianificazione, oggi, che Cialente è stato smollato, ognuno a casa sua, con un Consiglio comunale da ignorare, perché questo sta facendo ormai da due anni il Sindaco. Con l’aggravante che l’assessore alla ricostruzione Di Stefano, un paio di settimane fa annunciava invece, con il Sindaco Cialente, di partire subito con Santa Maria di Farfa, quindi con una delle sei aree a breve di Fontana. Si mettessero d’accordo, la città eviterebbe almeno di essere snobbata da Chiodi e Fontana, che non hanno più tempo per partecipare ai confusissimi ed inconcludenti Consigli comunali, del capoluogo di Regione. E non si può certo per questo dargli torto.

    Alessandra Cococcetta

    MpL Comunicazione @ 19:22
    Filed under: News MpL

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