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    Ricostruzione difficile

    Posted on martedì 9 agosto 2011

    Il tempo passa lento e inesorabile. Molti nodi e intoppi della rinascita socio economica del territorio aquilano restano irrisolti e per certi versi si aggravano. Non mi pare che qualcuno ci metta ordine e stia fornendo le necessarie direttive che facciano presumere che a breve le cose cambieranno in meglio. Ho la certezza che non solo non si stia facendo il dovuto, ma che non si abbia neppure la percezione della vastit del problema. Basti dire che la spesa prevista di circa 14 miliardi di euro nei prossimi 10 anni comporterebbe la capacit di progettare e spendere circa100 milioni di euro ogni mese (ripeto: cento milioni di euro al mese).

    Una sconfitta cocente per chi avrebbe dovuto capire e agire tempestivamente e ancora non lo fa. a 28 mesi dal sisma che comporta una perdita di credibilit e di stima di tutto il sistema politico che dovrebbe governare il fenomeno! Per prima cosa bisogna dire che il sisma non ha provocato solo danni alle cose e ai beni degli Abruzzesi, ma ha soprattutto messo in ginocchio leconomia locale e soprattutto le piccole realt artigianali e commerciali.

    A mio avviso, da qui si dovrebbe partire per affrontare il problema nel modo corretto. Le case vengono dopo. Leconomia delle zone deve essere subito rivitalizzata e sostenuta in un quadro di prospettiva perch a sua volta generi subito risorse spendibili. Ne va del futuro di queste zone. Quali le eccellenze presenti da potenziare subito? Quali le attivit su cui puntare quando la bolla della ricostruzione fisica dei luoghi sar finita? Certo che in questo contesto bisogna pur tenere presente il forte impulso che prima o poi deriver dal settore edilizio, ma bisogna anche rendersi conto che sar uno sviluppo transitorio e che prima o poi il settore si fermer riportando queste popolazioni davanti al reale problema del loro sviluppo socio economico.

    A che serviranno le case nuove se i nostri figli non sapranno che lavoro fare? Guardo troppo in la? Pensare alloggi forse giusto, ma la Politica dovrebbe guardare lontano altrimenti che politica ? Quella dellarraffa arraffa, o quella che vede solo davanti al proprio naso o ai propri interessi elettorali? Allora, fissato che il problema principale stabilire come sostenere leconomia locale, bisogna definire tra le forze politiche e i diretti interessati, un piano di sviluppo coordinato e condiviso per organizzare il futuro di queste zone.

    Le filiere su cui lavorare sono parecchie, ma devono essere valutate in forma integrata perch luna sostenga e non confligga con laltra (essere messe a sistema come si dice in gergo). Vogliamo puntare sul potenziamento delle zone a valenza turistico naturalista e le attivit connesse? Bene allora poniamo dei vincoli perch si mantenga nelle zone rurali la loro valenza originaria potenziando le caratteristiche specifiche dei luoghi e aiutando riconvertire le attivit degli abitanti affinch non le abbandonino. Vogliamo potenziare invece la cultura? Allora si diano direttive o incentivi perch si valorizzino luoghi i palazzi, le chiese e ogni monumento perch ritorni a rivivere in un contesto storicamente accettabile. Imponiamo che le commissioni edilizie siano elastiche e sensibili alleliminazione delle storture architettoniche e urbanistiche seppure congruenti con le disposizioni di piano e di regolamento edilizio. Sarebbe un peccato non tener conto di questa opportunit quando si debbano effettuare interventi per i consolidamenti sismici sugli edifici circostanti.

    La riposta il turismo? Allora rimbocchiamoci le maniche. Perch mai i nostri borghi distrutti dal terremoto non potrebbero diventare dei veri falsi richiamandosi allestetica delle architetture povere locali, o ai contesti medioevali o a quelli degli anni tremila. Immaginate ad esempio limpatto mediatico che avrebbe uno scenario futuribile ove i piccoli borghi distrutti dal sisma venissero ricostruiti ex novo con materiali innovativi modernissimi, magari posti sotto enormi cupole di vetro con aria condizionata. Grandi spazi si potrebbero aprire per la sperimentazione di habitat nuovi e sicuri.

    la filiera enogastronomica invece la via giusta?Come sostenere le aziende agricole che producono vino? O prodotti tipici locali? Quali manifestazioni inventarci per aiutarle? Perch non mettere a rete i nostri ristoranti e trattorie, magari potenziando lo sviluppo di agriturismi e residenze di campagna? LAquila citt della scienza? Per riconvertire i villaggi C.A.S.A. quali residenze per i ricercatori di moderni college internazionali di specializzazione post universitari? Bisogna riconvertire anche le nove sedi, do ve farle, in centro o in periferia? Recuperare e riconvertire contenitori storici?

    Puntiamo sullindustria? Bene, con qualche incentivo molte imprese sarebbero disposte a trasferirsi qui se vi fossero zone attrezzate e le amministrazioni locali ben disposte ad accoglierle. Bisogna dare loro spazi gratuiti e servizi costosi, ma che importa portano lavoro per i nostri giovani e uomini intelligenti che gli apriranno le menti. Vogliamo chiedere loro anche di pagare per portarci tutto questo? Ogni idea buona, ma bisogna decidere e bisogna farlo in fretta. le ferie possono attendere. Le filiere su cui puntare sono tante come pure le mediazioni tra opposti interessi. Ogni piano di ricostruzione economica deve trovare uomini capaci di dare loro attuazione. Anche questo un grave problema.

    Le decisioni assunte impongono di spostare tutte le risorse statali e comunitarie nella direzione utile alla loro realizzazione. La formazione deve essere orientata a formare i giovani verso i punti di eccellenza da perseguire, Quali professionalit serviranno? Guide turistiche, cuochi, restauratori, animatori, istruttori di golf, operai che sanno usare nuove macchine, o ricercatori super specializzati? LUniversit e le scuole locali sono in grado di farlo, o devono essere riconvertite o potenziate? La riconversione deve essere congruente con i piani di sviluppo decisi dagli organi politici rappresentativi. Anche le ingenti risorse comunitarie dovrebbero essere orientate sapientemente verso scopi sinergici e lungimiranti con le decisioni politiche assunte per lo sviluppo.

    Ora si pensa solo a ricostruire le case dei centri storici. In questo contesto confuso non si pu decidere neppure verso quale funzione potenziare i recuperi edilizi (piccole o grandi abitazioni, alberghi, uffici, ospizi o locali commerciali?) non si deciso neppure quale colore imporre perch la citt affinch sia almeno rispettosa del buon gusto. Quanta strada c da percorrere! La gente e alcuni politici chiedono i soldi. Non comprendono che non sono i soldi che servono, ma le idee e gli uomini che sappiano realizzarle!

    Qualcuno pensa persino che con la ricostruzione tutto torner magicamente come prima. Non cos. Devo ricordare che nei villaggi Case sono state costruite centinaia di nuove abitazioni che hanno saturato il fabbisogno edilizio Aquilano per i prossimi venti anni. Chi pensa ancora di affittare la sua casa del centro storico ad uno studente si sbaglia di grosso. La mentalit degli aquilani e anche i valori della societ del prima terremoto stanno cambiando e ancor pi cambieranno nei prossimi anni con larrivo di qualche migliaio di lavoratori extracomunitari che lavoreranno nelledilizia e qualche centinaio di malavitosi richiamati qui dalla mancanza di regole di garanzia.

    Altro che ricostruire le case. Ricostruire lAquila non cos semplice.

    Giampaolo Ceci

    MpL Comunicazione @ 20:00
    Filed under: News MpL

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