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    Properzi, ombra di Chiodi e pari di Cialente

    Posted on domenica 15 aprile 2012

    All’Aquila è tutto fermo. In compenso Cialente e Chiodi continuano a litigare. Cialente si è pure ricandidato (che faccia di bronzo questo Cialente!), mentre Chiodi ci prova con il suo candidato del Pdl, l’urbanista Properzi (che faccia di bronzo questo Chiodi!).  Se gli aquilani sono contenti (trovate un aquilano contento!) di come sta andando la ricostruzione possono scegliere e, a seconda della loro sensibilità, possono votare o Cialente (sindaco uscente) o Properzi (sponsorizzato dal commissario Chiodi).  Aquilani fate voi, ma pensateci bene. Un’altra considerazione: non abbiamo sinora udito una parola di critica di questo Properzi nei confronti di Cialente. L’inciucio è dietro l’angolo, è nelle cose, è nella loro comune opposizione a De Matteis, un’opposizione personale, volgare, del tutto priva di argomenti…. Insomma Cialente e Properzi, negli esiti pari sono. Meditate gente, meditate.

    Tre anni dopo, tutto (o quasi) uguale.  Gli aquilani sono stanchi dei quotidiani litigi tra Cialente e Chiodi, dal continuo rimpallo di responsabilità senza costrutto. Dopo gli squilli di tromba iniziali e le 27 visite di Berlusconi e le 30 di Letta e le 5 di Barca  s’è perso il conto delle apparizioni mediatiche, ma un numero solo resta fisso: lo zero. Centro storico, sta a zero. Palazzi antichi, stanno a zero. Aree a breve, zero. Consorzi partiti, zero. Chiese restaurate, quasi zero.  Macerie rimosse, quasi zero. Case “E” ristrutturate, quasi zero.
    È tutto fermo. In compenso Cialente e Chiodi continuano a litigare. Cialente si è pure ricandidato (che coraggio!), mentre Chiodi ci prova con il suo candidato del Pdl, l’urbanista Properzi (che coraggio!). Se gli aquilani sono contenti di come sta andando la ricostruzione possono scegliere e, a seconda della loro sensibilità, votare o Cialente (sindaco uscente) o Properzi (l’uomo di Chiodi il commissario).

    Intanto in centro storico, i vestiti sono ancora appesi alle grucce degli armadi spalancati nelle case sventrate, gli scaffali sono in bilico sul vuoto, le canottiere sventolano ingiallite, stese ad asciugare su fili rimasti stranamente tesi.  Decine e decine di ordinanze, centinaia di interpretazioni autentiche, filiere contorte, giri di walzer burocratici inutili, una pletora di commissari e vice e portaborse,  disposizioni parziali, puntualizzazioni oscure, rettifiche contraddittorie, commissioni mai partite, consulenti a go-go, soldi bloccati o mai arrivati  …  un groviglio insensato e abnorme di carte e chiacchiere.

    E Cialente e Chiodi continuano a litigare.

    “Nessuno può pensare che l’Italia dimentichi di ricostruire L’Aquila: è un debito d’onore per tutti gli italiani”.  Il Presidente Napolitano richiama spesso  la classe politica sulla mancata ricostruzione dell’Aquila. Parole forti che stridono con la realtà dei fatti.  Il Governo Monti ha fatto sinora poco, anzi nulla, a parte un paio di ordinanze peggiori delle precedenti. Vuole solo tagliare i fondi per l’emergenza per decreto, come se l’emergenza si possa “terminare” per editto e non per la via propria che è quella della ricostruzione. Ha emanato due ordinanze che non prevedono risorse aggiuntive né per le seconde case né  per la ripresa delle attività produttive.  Appare poi inaccettabile la mancanza di risorse specifiche per la ripresa economica della città che, tra l’altro,  non ha beneficiato neppure di un trattamento di minimo favore in sede di maxi manovra.  L’Aquila è allo stremo, i cantieri sono chiusi, i giovani vanno via.

    A fronte di tali problematiche appare un “pannicello caldo“  la nomina, da parte di Monti, del ministro Barca con compiti di “inviato speciale”  con il compito di “integrare le iniziative” per la ricostruzione. Ma dopo tre anni dal sisma siamo ancora a questo punto? Alle chiacchiere sulla smart city ed alla costituzione dei soliti tavoli di lavoro buoni solo a retribuire consulenti ed a perdere tempo?  Siamo molto, ma molto preoccupati.  Occorre la totale riformulazione della governance per la ricostruzione, conferendo poteri reali a Provincia e Comuni. Occorre snellire e velocizzare la burocrazia ed incrementare le risorse per la  “ricostruzione 100%”.

     “Non sarete lasciati soli” – ha detto più volte il Presidente Napolitano. Ed invece soli siamo. E’ tutto fermo: i cantieri non partono, il centro è chiuso, l’economia cittadina è in coma.  La cosa più grave è che il Governo appare indifferente se non ostile nella sostanza. La politica tace, è come rassegnata, sottovalutando la rabbia che cresce negli aquilani ogni giorno di più. E si sono candidati pure Cialente (sindaco uscente) e lo sponsorizzato dal commissario Chiodi (Properzi).

    Eppure Cialente e Chiodi, che continuano a litigare, hanno la loro bella responsabilità sullo stato delle cose.  Elettori, fate voi, ma mettetevi una mano sulla coscienza e  fate bene…

    MpL Comunicazione @ 14:02
    Filed under: News MpL

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