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    Questione a-morale

    Posted on giovedì 18 settembre 2008

    Prende sempre più quota il dibattito sulla “questione morale” in questa anomala vigilia elettorale. Si capisce anche perché, dopo il terremoto che ha devastato la Regione portandola al voto anticipato…

    Ma davvero la strada per uscirne, per riguadagnare un po’ della perduta credibilità è quella di chiudere le porte, come insistono nel dire i dipietristi e i rappresentanti della sinistra, con un no senza se e senza ma a chi è indagato, anche se oggetto soltanto di un avviso di garanzia? Il dibattito è aperto e sta generando anche vivaci scontri che interessano soprattutto il Pd. Per far capire bene qual è la situazione basta citare le parole pronunciate da Giorgio D’Ambrosio, sindaco di Pianella ed ex parlamentare del Pd, che ha accusato il suo partito di star portando avanti una “posizione ipocrita”. Perché “si sta facendo processare oltre che nelle aule giudiziarie e nelle piazze anche dagli alleati che non sono meglio di noi”. C’è del vero in questa accusa. Prevale l’ipocrisia. Quando, ad esempio, il presidente della Provincia dell’Aquila ha detto nell’assemblea del Pd di giovedì scorso che “bisogna avere l’onestà di dire, a chi viene ritenuto “ingombrante” di fare un passo indietro”, anche per evitare di creare regole che poi possono diventare strumento “per tagliare fuori qualcuno”, si è resa conto che quel discorso poteva essere rivolto innanzitutto al segretario regionale del suo partito? Quindi anche Luciano D’Alfonso, per via dei problemi giudiziari insorti a Pescara, dovrebbe fare un passo indietro? E con quali effetti devastanti per l’appena costituito Partito Democratico? Cosa vogliamo dire, in conclusione di ragionamento? Ribadire che è pericolosissima la china su cui si è avviato il centro sinistra proprio sulla cosiddetta questione morale, perché rischia di farsi un gran male da solo, senza riuscire a produrre quella pulizia che sembra l’assillo di tutti in queste ore. Certo la politica ha il dovere di tenere in gran conto questioni etiche, ma non può affidarle solo ad un avviso di garanzia o ad una qualsiasi altra iniziativa dei giudici. Deve avere il coraggio e la responsabilità di entrare nel merito di comportamenti e questioni che sorgono per dare poi giudizi che tengano conto di tutto il quadro, non solo di una parte. Invece il modo come si sta portando avanti il confronto sulla questione morale offre sempre di più l’impressione che tutto si riduca alla solita guerra per bande, dove vince il più furbo, non il più onesto ed affidabile. Dice d’Ambrosio che la politica in Abruzzo “è alla follia”. Di più, è in una fase di autodistruzione che speriamo, nell’interesse di tutti, che venga bloccata prima che produca danni irreversibili alla società abruzzese.

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 11:29
    Filed under: News MpL

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