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    Querele e denunce

    Posted on mercoledì 23 settembre 2009

    Ieri una signora residente all’Aquila, madre di quattro figli piccoli, presa dalla disperazione e dalla rabbia, per non aver visto il nome di suo marito, nella graduatoria formulata dalla Protezione Civile, si è rivolta alla Procura della Repubblica presso il tribunale dell’Aquila, per inoltrare una denuncia-querela, nei confronti di quanti, con i loro comportamenti, avessero impedito al coniuge di figurare nella graduatoria di assegnazione. Ma quello del marito della signora, Di Norcia Pierluigi, non è l’unico caso di "non inclusione" in graduatoria; è capitato anche ad altri cittadini che, pur avendo inoltrato domanda, con tanto di raccomandata con ricevuta di ritorno, hanno dovuto constatare, con comprensibile ribellione, l’esclusione, "poiché la domanda, sarebbe andata smarrita". Bene, direte voi, portando copia dell’originale, il problema potrebbe risolversi, con l’inclusione nella graduatoria dei legittimi beneficiari, facendo così slittare i nominativi in essa inclusi.
    Ed invece…no. La dott.ssa Sicoli della Protezione civile, non è dello stesso avviso, per cui "secondo lei", gli esclusi saranno inseriti nella graduatoria di "quelle famiglie, che saranno collocate nel tempo". Non è possibile che siano i cittadini a pagare per le disfunzioni di quanti, avrebbero dovuto prestare tutta la loro attenzione in un momento così delicato, per ogni aquilano che vive i momenti terribili del dopo-terremoto.
    Non si capisce infatti come mai, non si sia "pensato" ad una prima stesura di una graduatoria provvisoria, da non rendere ufficiosamente pubblica, che desse la possibilità ai cittadini di presentare in breve termine, le loro eventuali osservazioni; per predisporre poi, la graduatoria definitiva.
    Fummo facili profeti quando dicemmo che, non appena fossimo arrivati alle assegnazioni degli alloggi ai terremotati, sarebbe scoppiata inevitabilmente una guerra fra poveri, al fine di vedersene assegnata una.
    I malumori iniziarono sin da quando furono stabiliti i criteri di selezione, che non hanno potuto accontentare tutti; né chi avrebbe voluto maggior punteggio, per il numero dei figli in età scolare, né chi ha genitori anziani a carico e neanche chi ha perso congiunti, a causa del sisma.
    La disorganizzazione della Protezione Civile, sommata all’incapacità organizzativa del Comune, ha innescato l’ennesima guerra tra poveri, che avrebbe potuto essere evitata, se le regole ed il sistema di protocollo e controllo, delle domande inoltrate, fossero stati più attenti e precisi, data la delicatezza della materia.
    Non vorremmo però, che la "disorganizzazione" di cui abbiamo parlato sopra, nascondesse ben peggiori intenti, che sarà compito della magistratura, eventualmente, perseguire con fermezza.
    Sicuramente la protesta non sarà fine agli episodi riportati; le disfunzioni sono tali e tante che porteranno ad episodi ben più gravi, che si sarebbero senz’altro potuti evitare.
    Peppe Vespa per L’Editoriale
    MpL Comunicazione @ 08:24
    Filed under: News MpL

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