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    PSR: Facolt di Medicina

    Posted on sabato 8 marzo 2008

    La mancata aziendalizzazione comporta una inaccettabile incertezza didattica e gestionale per la Facoltà di Medicina. Sulla questione è facile prevedere che si aprirà un aspro contenzioso – in sede civile, penale e di Corte dei Conti –  tra Università  dell’Aquila e governo regionale dall’esito del tutto imprevedibile.

    E’ attesa nei prossimi giorni la formale reazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila.  La Preside, Prof.ssa Maria Grazia Cifone, non ha nascosto nelle scorse settimane la sua profonda delusione nei confronti del Piano Sanitario Regionale che, come si temeva, non ha ottemperato a precisi obblighi di legge sulla costituzione dell’azienda integrata Ospedale-Università, rinviando la questione dell’aziendalizzazione al 31.12.2009.  

    Si attende la decisione degli organi universitari, ma è ovvio che la mancata costituzione dell’Azienda integrata  avvia nei fatti il depotenziamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia aquilana. La mancata aziendalizzazione sarà gravida di conseguenze per la Sanità aquilana.  Il Piano Sanitario Regionale ha deliberato di rinviare i termini dell’aziendalizzazione dal 31.12.2008 al 31.12.2009.  Evidentemente la Regione Abruzzo pensa che gli aquilani hanno la sveglia al collo e l’anello al naso: infatti ad aprile 2010 si vota, e nessuna giunta regionale affronterà la questione dell’aziendalizzazione nei mesi precedenti le elezioni. In definitiva, la questione aziendalizzazione è stata definitivamente accantonata dalla Giunta del Turco, e rinviata al prossimo Presidente della Regione.

    Perché il Consiglio ha rinviato (ed affossato) la questione? Il motivo formale è la sterile ed infruttuosa polemica sui presunti costi aggiuntivi della aziendalizzazione.  Polemiche più volte definite "pretestuose" e "strumentali" dalla Preside di Medicina.

    Perché l’aziendalizzazione è vitale per la Facoltà di medicina aquilana?  In primo luogo, perché permette di accedere a ulteriori finanziamenti di fonte ministeriale, quindi aggiuntivi rispetto a quelli regionali. Inoltre, l’azienda integrata Asl-Università deve avviarsi al più presto perché garantisce ai docenti universitari il diritto-dovere allo svolgimento di attività assistenziale inscindibile dall’attività didattica (DPR n. 761/79; PPR 382/80; DL 502/92). Inoltre, l’azienda integrata permetterà lo svolgimento dell’assistenza, della ricerca e della didattica, risultando indispensabile ai fini di un miglioramento della formazione, con rafforzamento del carattere professionalizzante dei corsi di studio della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

    Al contrario, la mancata aziendalizzazione comporta di necessità azioni legali da parte di numerosi Professori e Ricercatori Universitari nei confronti dell’Università, e dell’Università nei confronti della Regione. Infatti ai docenti verrebbe negato il diritto sancito dalla legge allo svolgimento dell’attività assistenziale. Ulteriore sciagura sarà l’inevitabile chiusura a questo punto di Scuole di Specializzazione e di Corsi di Laurea Professionalizzanti delle Università di Chieti e L’Aquila, con relativo gravissimo danno non solo per l’istituzione universitaria ma per tutto il territorio e la popolazione regionale.

    Da fonti universitarie attendibili apprendiamo che la reazione dell’Università sul piano legale ci sarà. La Facoltà di Medicina aquilana viene posta, da questo PSR, sul piano del progressivo decadimento della qualità della formazione e dell’illegalità operativa.

    Quindi la Facoltà di Medicina è costretta, in autotutela, a prendere l’iniziativa legale contro la Regione.  Possiamo immaginare tre linee di risposta:
    -denuncia alla Procura della Repubblica per il mancato rispetto della normativa vigente da parte della Regione Abruzzo;
    -denuncia alla Corte dei Conti per il danno erariale conseguente alla mancata aziendalizzazione;
    -esposto al Ministero della Salute. Nell’esposto l’Università potrà chiedere il commissariamento dell’assessorato alla sanità regionale, per mancato rispetto del Piano di Rientro siglato dalla regione Abruzzo con lo stesso Ministero. In effetti, il Piano di Rientro prevede che l’aziendalizzazione debba essere "pienamente operativa" al 31.12.2009, mentre il PSR prende in tal senso un generico impegno senza predisporre gli atti e le risorse affinché la cosa avvenga. Si è già in forte e colpevole ritardo da parte della Regione, e la data del 31.12.2009 è stata apposta sul PSR tentando il solo rispetto formale ma non sostanziale del Piano di Rientro.



    MpL Comunicazione @ 15:38
    Filed under: News MpL

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