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    Posted on giovedì 27 marzo 2008

    La sostituzione nella giunta regionale di Tommaso Ginoble, assessore ai Trasporti e alla Protezione Civile (deleghe per il momento assunte ad interim dal Presidente Del Turco) rischia di diventare una operazione destinata a complicare tutti gli attuali equilibri politici alla Regione Abruzzo, con effetti traumatici di non poco conto. Una concreta avvisaglia di questo pericolo lo si può leggere nelle richieste già avanzate dai partiti, ultima quella dei Verdi, per la poltrona che si è liberata, dopo la candidatura di Ginoble. Intanto ribadiamo subito che per noi è scelta più che discutibile quella di consentire a chi è stato eletto in una pubblica amministrazione di piantare a metà percorso baracca e burattini per soddisfare altre ambizioni. Se si pensa si tratta di un tradimento nei confronti del patto stipulato con l’elettore a cui si è chiesto e ottenuto il voto, ed è un fatto che una politica seria e responsabile non dovrebbe consentire e meno che meno accettare. Le istituzioni, andrebbe ricordato, anche per il futuro, con particolare riferimento alla città di Pescara, non sono un taxi da usare per essere traghettati da una poltrona all’altra. Chiarito questo aspetto, che per noi è di assoluta importanza, veniamo al resto del discorso. Le difficoltà a cui andrà incontro Del Turco sono direttamente legate quanto sta accadendo a livello nazionale, dove il Pd ha preso nettamente le distanze dalla sinistra massimalista ed anche dai Verdi. “Mai più con Diliberto e Pecoraro Scanio”, senti affermare da più parti. Ma in Regione come la mettiamo con Melilla e Caporale? Quest’ultimo ha chiesto di entrare nella stanza dei bottoni, con l’appoggio, a quel che è stato detto, di tutta la Sinistra Arcobaleno. Ma cosa ne pensano gli uomini di Di Pietro, che invece ora sono stati recuperati alla causa del Pd, almeno nelle stanze romane? Il presidente Del Turco ha dimostrato di avere forza e autorità, in altre occasioni, per ridurre a miti consigli la sua truppa. Questa volta sarà più difficile del solito, e non per sua colpa. Se ne riparlerà dopo le elezioni del 13 e 14 aprile e probabilmente scatterà di nuovo la minaccia del tutti a casa, se non si troverà la maniera di continuare la marcia insieme fino al termine della legislatura. Non si parli però di ricatto: è legittima difesa, anche degli interessi veri dei cittadini che di tutto hanno bisogno in Abruzzo, meno che di una crisi legata ad una poltrona da occupare.

    Gino Di Tizio, direttore La Cronaca d’Abruzzo

    MpL Comunicazione @ 15:19
    Filed under: News MpL

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