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    Primavera 2020 si vota. Scegliamo bene i candidati

    Posted on mercoledì 25 settembre 2019

    La crescita o la decrescita di una “comunità” dipendono largamente dalla sua attitudine ad individuare leader capaci di coesione e di fare sistema, nella capacità degli attori locali di non perdersi in  distruttive polemiche e tattiche di Palazzo, ma di coordinare azioni positive  verso un disegno condiviso di futuro. Una riflessione politica dell’economista Piero Carducci (pubblicato su Il Capoluogo, 26.9.2019)

    Tra pochi mesi si vota in molti comuni abruzzesi  per eleggere  sindaci e consigli comunali e, nelle aree interne, rileva certamente per importanza il Comune di Avezzano. La politica scalda i motori, si intensificano gli incontri, si apre la fase inevitabile delle tattiche e dei personalismi più o meno esasperati.  Superata questa fase, sarebbe segno di maturità se le forze in campo concentrassero gli sforzi su linee di programma convincenti e sulla scelta di candidati di spessore. Le città devono essere certamente amministrate bene,  questo è ovvio, ma devono anche avere un ruolo nel contesto territoriale, e questo è meno ovvio.

    I comuni in effetti svolgono due funzioni principali: la prima è l’amministrazione dei territori, in un quadro dettato dalle leggi dello Stato, la seconda è quella di indirizzo politico locale. Entrambe le funzioni richiedono, segnatamente per il Sindaco, doti di esperienza, innata capacità di rispetto verso i consiglieri eletti, un metodo di lavoro inclusivo, capacità di ascolto e di dialogo con la società civile e con i collaboratori tecnici.

    La politica dovrebbe ragionare più che in passato sul sistema di coerenze che opera necessariamente tra Programma, Sindaco, Consiglio comunale e comunità locale, coerenze virtuose che diventano invece devastanti “cortocircuiti” se si sbaglia la scelta del Sindaco che, invece di essere il direttore di un’orchestra composta dai migliori elementi della Città, si improvvisa magari solista senza averne né la capacità tecniche né peggio ancora le qualità umane.

    I comuni hanno un ruolo importante nel sistema istituzionale, e lo sviluppo o il declino di una Città dipende molto dalla qualità degli amministratori locali. Compito di Sindaco e consiglieri è amministrare bene ma anche suscitare speranze: indurre ottimismo nelle forze tipiche della comunità, favorire il protagonismo dei cittadini, dare prospettive ai giovani, valorizzare i corpi intermedi, attirare nuove imprese e aiutare quelle esistenti, stimolare l’impegno condiviso di tutti a costruire il migliore  futuro possibile. 

    La letteratura definisce alle volte “funzione evocativa” questa seconda faccia della medaglia dell’amministrare che, in buona sostanza, deve valorizzare lo spirito di appartenenza e la forza interiore della comunità. Quando la comunità funziona, le differenze non sono barriere ma diventano opportunità, il Sindaco non persegue interessi personali ma è coordinatore e sintesi di un disegno condiviso di sviluppo radicato nello specifico contesto locale.  Ed allora i vivaci  “corpi intermedi”, come le associazioni civiche e di categoria, interpretano un ruolo fondamentale: costruire relazioni forti tra “cittadini” e istituzioni locali. Questa è, in estrema sintesi, la vision che è alla base del successo inarrestabile di alcune comunità rispetto ad altre che, invece, declinano perché divise da politici volutamente divisivi alla ricerca di nicchie di crescita esclusivamente personale ed a danno di tutti. 

    In vista delle elezioni di primavera, il primo compito che politici illuminati dovrebbero svolgere è quello di coinvolgere i “corpi intermedi”  nell’elaborare il programma elettorale. Piano regolatore generale,  nuovi insediamenti industriali, progetti di sviluppo da proporre alla Regione, progetti europei di rilievo, piani di mobilità, opere pubbliche importanti,  progetti di qualità urbana: sono tutti argomenti che trovano nei corpi intermedi la naturale Agorà che deve coinvolgere il territorio nella discussione delle piccole e grandi scelte che faranno il futuro. 

    E’ un lavoro impegnativo ma di sicuro successo, quello di  coinvolgere i portatori di interessi  che operino per dare vita ad una qualità urbana diffusa.  E’ un lavoro impegnativo ma di sicuro successo, quello di stimolare  forme originali di partecipazione pubblico-privato, aventi ad oggetto progetti di cooperazione allo sviluppo, solidarietà sociale, progetti pubblici, eccetera.

    La crescita o la decrescita di una “comunità” da questo dipendono: dalla sua attitudine ad individuare leader capaci di coesione e di fare sistema, nella capacità degli attori locali di non perdersi in  distruttive polemiche e tattiche di Palazzo, ma di coordinare azioni positive  verso un disegno condiviso di futuro.

    Il Comune è il primo attore del territorio, partecipiamo, scegliamo bene e da subito!

    Piero Carducci, economista

    (pubblicato su Il Capoluogo, 26.9.2019)

    MpL Comunicazione @ 19:59
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