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    Prevenzione s, caccia agli untori no

    Posted on sabato 28 maggio 2011

    LAquila una zona sismica, da sempre. Lutti e rovine si sarebbero potuti evitare se solo si fossero applicati il principio di prevenzione e quello di precauzione. Molto si sarebbe potuto fare, ma poco o nulla stato fatto per impedire che la tragedia si compiesse. Poco o nulla stato fatto dai parlamenti e dai governi, che nel corso dei decenni hanno varato leggi urbanistiche inadeguate e sconsiderate; poco o nulla stato fatto dai Comuni e dagli altri enti locali, che hanno permesso lespansione delle citt in zone (come Via XX Settembre o Pettino allAquila) parzialmente inidonee alledificazione; poco o nulla stato fatto pure in tempi recenti, quando una miscela di colpevole negligenza ed inspiegabile ignavia ha portato al declassamento dellAquila seppure distrutta dal terremoto ben 4 volte negli ultimi 600 anni a zona sismica 2.

    Ma poco si sta facendo anche per evitare in futuro gli stessi lutti e le stesse rovine che ancora stiamo piangendo e che mai dimenticheremo. Il terremoto non buono n cattivo, un fenomeno naturale come le maree, il vento, i tifoni e gli tsunami. E luomo con le sue scelte scellerate e la sua smodata fame di profitto che fa diventare catastrofico un normale evento della Terra. La tragedia dellAquila non ha insegnato nulla. Si rincorrono le predizioni di maghi ed indovini, quando lunica, vera difesa dai terremoti lapplicazione rigorosa dei principi di precauzione/prevenzione, mediante ladeguamento strutturale degli edifici, le opportune scelte sui piani regolatori e leducazione delle popolazioni residenti nelle aree a rischio. Un terremoto come quello dellAquila non avrebbe quasi certamente provocato morti n feriti gravi in California o in Giappone, perch in quei paesi da sempre si applica la prevenzione, la sola via per salvaguardare vite umane e beni materiali dalla furia del sisma.

    La ricostruzione dovrebbe essere loccasione per applicare finalmente, dopo la tragica esperienza del 6 aprile, il principio della prevenzione e della precauzione. Ma si sta facendo? Abbiamo seri dubbi, ad esempio, sul fatto che le case con danni leggeri (le B) siano state ristrutturate seguendo i canoni giapponesi o americani. Peggio ancora per le case gravemente danneggiate (le E) per le quali la dotazione di risorse appare parzialmente adeguata per poter raggiungere elevati standard di sicurezza. Eppure, per il principio di prevenzione, dovremmo ricostruire le nostre case ed i nostri centri storici tenendo al primo posto la sicurezza di chi poi ci dovr tornare a vivere o lavorare. Non possiamo commettere gli stessi errori del passato quando scelte urbanistiche folli hanno permesso di costruire/ristrutturare con errate modalit e nei posti meno idonei. Per questo lo Stato, il Comune, la Regione e la Provincia, le Autorit preposte tutte, hanno enormi responsabilit.

    I segnali sul futuro che ci attende non sono incoraggianti e la formula che purtroppo ha quasi sempre vinto in questi casi che linsicurezza la figlia della ricostruzione inquinata dagli affari.

    Tocca a noi controllare, denunciare, sollecitare affinch si ricostruisca in modo adeguato. Oppure vogliamo lasciare in eredit ai nostri figli e nipoti delle case apparentemente sicure, magari pure certificate e tanto, tanto colorate, ma che alla prima scossa devastante verranno gi come castelli di carta? C invece bisogno di un Piano Urbanistico di Precauzione e Prevenzione, una vera rifondazione urbana allinsegna della sicurezza sismica di tutti i centri storici (LAquila, ma non solo). Da un lato occorre salvaguardare la storia ed i valori, dallaltro mitigare il rischio con il recupero fisico, sociale e funzionale dei centri storici, e lincremento della sicurezza per gli abitanti e le loro attivit. E se in talune zone non si potr pi edificare Via Campo di Fossa e limitrofe, ad es. , si superino gli egoismi e degli interessi particolari e si delocalizzi senza indugio una parte della citt.

    Se il pragmatismo utile a gestire lemergenza non per sufficiente a disegnare LAquila del futuro. Il ricostruire comunque purch si faccia deve essere indirizzato da una stella polare e da scelte strategiche di lungo termine. Scelte che non possono non tenere in conto la priorit vera: la sicurezza per i nostri posteri. Oppure vogliamo lasciargli delle vere e proprie trappole?

    MpL Comunicazione @ 22:56
    Filed under: News MpL

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