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    Povertà,numeri da terzo mondo.

    Posted on martedì 6 novembre 2018

    Risultati immagini per povertà, foto

    Quindici famiglie abruzzesi su cento sono in una condizione di povertà. La situazione è peggiorata drasticamente negli ultimi anni. Pur essendo la regione in cui si registra il dato migliore del Mezzogiorno, l’Abruzzo è tra le sette regioni con indice di povertà maggiore e con un aumento tra i più alti in Italia

    Mentre la politica regionale continua a dare  l’indecente spettacolo di un quasi esclusivo avvitamento sui personali interessi dei politici, l’Abruzzo è sempre più povero. O peggio gli abruzzesi ricchi sono sempre più ricchi mentre gli abruzzesi poveri sono di più e più poveri. Un trend simile al resto del mondo occidentale, ma che in Abruzzo si presenta con maggiore evidenza statistica. Il problema viene da lontano. Le politiche di austerità imposte dall’Europa, la globalizzazione selvaggia, il dominio della finanza senza etica, l’incapacità e la passività della politica, sono molti i fattori che portano all’inesorabile incremento della povertà. E l’Abruzzo va molto male.

    I dati Istat dimostrano che la crisi economica non è finita, e continua a mietere vittime e ad aggravare la situazione economica di milioni di italiani. Sono numeri da terzo mondo, come giustamente osservato dal Codacons, indegni di un Paese civile. La responsabilità dell’aumento della povertà è da attribuire anche alla classe politica, che non ha voluto adottare misure realmente in grado di combattere l’impoverimento delle famiglie.

    La povertà aumenta mentre la ricchezza è sempre più nelle mani di pochi, per cui la povertà è una strategia voluta da pochi a danno di molti, a cui la politica non dà alcuna risposta. I cittadini poveri sono stati letteralmente abbandonati al loro destino.

    I numeri da terzo mondo, appunto,  indegni di un Paese civile. Nonostante la timida ripresa economica crescono in Italia le persone che vivono in povertà assoluta. Nel 2017 versavano in una situazione di povertà assoluta un milione e 778mila famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58mila individui. Un dato che dimostra come rispetto al 2016 la povertà assoluta sia cresciuta in termini sia di famiglie sia di individui. Soprattutto la povertà è cresciuta a dismisura dopo il varo delle politiche di austerità da parte dell’Unione Europea.

    L’incidenza di povertà assoluta è pari al 6,9% per le famiglie (da 6,3% nel 2016) e all’8,4% per gli individui (da 7,9%). Due decimi di punto della crescita rispetto al 2016 sia per le famiglie sia per gli individui si devono all’inflazione registrata nel 2017. Lo rileva l’Istat nel rapporto sulla povertà in Italia, presentato oggi. Entrambi i valori sono i più alti della serie storica, che prende avvio dal 2005.

    L’incidenza della povertà assoluta aumenta prevalentemente nel Mezzogiorno sia per le famiglie (da 8,5% del 2016 al 10,3%) sia per gli individui (da 9,8% a 11,4%), soprattutto per il peggioramento registrato nei comuni Centro di area metropolitana (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (da 7,8% del 2016 a 9,8%). La povertà aumenta anche nei centri e nelle periferie delle aree metropolitane del Nord.

    La povertà assoluta diminuisce tra gli occupati e aumenta ovviamente tra i non occupati. E in Abruzzo? Gli ultimi dati disponibili mostrano una situazione semplicemente drammatica. La Regione verde d’Europa è tra le regioni più al verde d’Europa. Che tristezza, che inadeguatezza di chi ci ha governati….

    In Abruzzo record di poveri

    MpL Comunicazione @ 14:23
    Filed under: News MpL

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