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    Povert cresce/2

    Posted on venerdì 16 luglio 2010

    Cresce il prezzo dell’energia, cresce il prezzo di tutte le materie prime, anche  degli alimentari.  Crescono i tassi di interesse e quindi le rate dei mutui. I redditi, invece, non crescono. La risultante è ovvia: dopo anni di crescita del reddito e della qualità della vita, la povertà torna ad aumentare (dal 2005). L’Abruzzo non fa eccezione.  Le famiglie che vivono in situazioni di povertà sfiorano il  15% del totale (più della media nazionale),  e molte di più sono quelle equilibriste che fanno i salti mortali ogni mese per far quadrare i conti.   Nella realtà l’area del disagio è ancora più ampia rispetto a quella misurata dall’Istat, che calcola la povertà sostanzialmente come insufficienza di reddito:  poveri sono certamente  coloro i quali non hanno la disponibilità di un reddito minimo tale da poter condurre un’esistenza civile, ma poveri sono anche i lavoratori in cassa integrazione con figli e mutuo. Poveri sono i giovani lavoratori precari, poveri sono tanti aquilani che prima non lo erano, poveri sono gli anziani con pensione al minimo, problema questo particolarmente drammatico in Abruzzo.

    E’ un problema serio, quello della povertà, e particolarmente serio nelle aree interne colpite da un evento eccezionale (il sisma,) e già impoverite dal duplice fenomeno dall’invecchiamento della popolazione e da gravi crisi aziendali, come l’aquilano o la Valle Peligna o alcune aree del teramano o dell’alto Sangro.  La Regione ha fatto poco o nulla.  Sarebbe necessario agire  collegando  organicamente le politiche sociali con le politiche industriali e di sviluppo delle risorse umane, ma questa è fantascienza per la Direzione Lavoro e Formazione.

    Un’urgenza preme più di tutte: occorre agire in primo luogo sul disagio generato dalla "insufficienza di reddito", ampliando e mirando meglio gli strumenti di sostegno economico per le persone in situazione di difficoltà ed esposte al rischio di marginalità sociale.  Devono essere sostenuti i lavoratori indigenti di imprese in crisi irreversibile, con riguardo non solo alla grande impresa ma anche alla piccola dimensione, all’artigianato, al commercio, ai lavoratori precari, ai disoccupati di lungo periodo.

    Ovviamente il rimedio alla povertà è lo sviluppo economico e la distribuzione equitativa della ricchezza, ma nel breve periodo il dramma del crescente disagio sociale deve essere affrontato dai diversi livelli di governo (nazionale e regionale) con misure di sostegno, recuperando le risorse necessarie  con politiche di rigore nella gestione della cosa pubblica. Un insieme di misure di sostegno  finalizzate a garantire a tutti gli abruzzesi il diritto di cittadinanza, per garantire un minimo di qualità della vita e pari opportunità.  Un sistema concertato di politiche per ridurre le condizioni di disagio familiare ed individuale, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia. Diritti elementari oggi negati a tanti, troppi abruzzesi.

    La Regione è distante. 

    MpL Comunicazione @ 11:58
    Filed under: News MpL

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