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    Politica caos

    Posted on lunedì 4 agosto 2008

    L’ultima seduta del consiglio regionale, praticamente andata a vuoto, ha offerto, oltre che uno spettacolo abbastanza indecente, anche la dimostrazione evidente dello stato di …

    confusione in cui è caduta la politica abruzzese, e in particolare il Partito democratico. Stefania Misticoni ha riconosciuto lealmente che l’iniziativa del partito di cancellare la norma antisindaci non aveva i numeri, e quindi i piedi per camminare. Ma allora perché è stato convocato un consiglio straordinario? Certe verifiche non potevano essere fatte prima, all’interno della maggioranza? Accusare poi chi ha detto no alla modifica della legge, per svariati motivi (il principale è che sarebbe una forzatura agire con il consiglio sciolto) di voler privilegiare la “casta”, come ha detto il vice-segretario del Pd D’Alessando, ci sembra del tutto fuori luogo. Semmai è una legge che consente di avere i piedi in due staffe ai sindaci e ai presidenti di provincia, senza farli rischiare di cadere da cavallo tra una legislatura e l’altra, una legge che appare fatta apposta per favorire gli appartenenti alla casta. Non insisteremo mai abbastanza nel sostenere che le istituzioni non vanno usate per essere traghettati da una poltrona all’altra, ma vanno rispettate, come va rispettato il voto degli elettori. Un sindaco o un presidente che chiede voti lo fa per un intero mandato, e se abbandona prima della conclusione della consigliatura, produce un trauma di cui dovrebbe rispondere, insieme al partito che lo ha candidato, anche dei danni economici che produce. Che poi siamo giunti al punto che i partiti non hanno candidati da schierare e devono far ricorso a chi ha già un incarico elettivo è qualcosa di estremamente negativo per la stessa politica. Significa o che che non c’è possibilità di ricambio, perché mancano personaggi all’altezza (e bisognerebbe seriamente interroegarsi sul perché si è arrivati a questo punto) oppure che nelle varie stanze dei bottoni partitiche si sono insediati potentati che fanno il bello e cattivo tempo. In entrambi i casi la questione è estremamente preccupante per tutti i cittadini. Vedremo ora come saranno fatte le scelte per le candidature. Le primarie, certo, potrebbero essere una via, ma bisogna vedere come verrebbero organizzate, perché c’è il concreto rischio che si formino bande capaci di influenzare e rendere scorretto e inaffidabile il gioco. Meglio sarebbe se i partiti recuperassero il ruolo di indirizzo e di collegamento tra società civile e istituzioni. Dovrebbe essere questa la svolta verso una migliore democrazia. Difficile però che possa avvenire se dai vari templi non verranno finalmente espulsi i mercanti che da tempo li hanno occupati. Che sia questo il grave problema da risolvere?

    Gino Di Tizio

    MpL Comunicazione @ 21:59
    Filed under: News MpL

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