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    Pisapia si ritira. Centrosinistra a pezzi

    Posted on mercoledì 6 dicembre 2017

     

    L'Ulivo.svg

    Le prossime elezioni politiche saranno probabilmente una partita a due: M5S contro il centrodestra unito. Il centrosinistra, invece, si presenterà con almeno tre liste. Sarà questa, salvo colpi di scena difficilmente ipotizzabili,  la conseguenza dell’abbandono di Giuliano Pisapia (nell’immagine, lo storico simbolo dell’Ulivo, 1995, ieri tradito, oggi rimpianto).

    Dopo mesi di tentativi di mediazione e con l’intento evidentemente impossibile di federare la sinistra intorno al Pd di Matteo Renzi, l’ex sindaco di Milano ha annunciato il suo passo indietro con poche parole: “Con il PD è finita, non ci sono le condizioni per l’unità”. Brutta giornata per Renzi. Anche Alfano ha annunciato la decisione di non candidarsi.  Renzi  è rimasto solo, a un anno dal referendum del 4 dicembre 2016, la mossa fatale del giovane (ex) leader.  “Dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento”, ha dichiarato Pisapia al termine della riunione dei vertici di Campo Progressista. A pesare soprattutto è stata la non calendarizzazione del ddl che riforma la cittadinanza, da sempre per il leader condizione imprescindibile per proseguire il dialogo con Renzi e i suoi. “La decisione di spostare lo Ius Soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l’approvazione una remota probabilità, ha evidenziato l’impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd. Ci abbiamo provato, per molti mesi, con tanto impegno ed entusiasmo. Il nostro obiettivo, fin dalla nascita di Campo Progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento”.

     A influire sulla decisione di Pisapia anche la nascita di “Liberi e Uguali”, la formazione a guida Pietro Grasso che intende riunire molte delle anime a sinistra del Pd e che, con il Pd non intendono dialogare. Almeno per il momento. “Peccato, c’era uno spazio enorme. Adesso le Politiche sono una partita a due tra centrodestra e M5S”,  ha commentato deluso Bruno Tabacci davanti a Montecitorio.

    Ed un velenoso Renato Brunetta non si lascia sfuggire l’occasione per un affondo su Renzi. «Dopo @pbersani, Prodi e @EnricoLetta, @matteorenzi fece fuori anche @angealfa e @giulianopisapia stanno sempre tutti più sereni. Sinistra e @pdnetwork sempre più in frantumi. #avanti» ha scritto su Twitter il capogruppo di Forza Italia alla Camera.

    MpL Comunicazione @ 20:51
    Filed under: News MpL

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