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    Tasse aumentano

    Posted on domenica 4 maggio 2008

    In Italia la pressione fiscale aumenta ancora. Lo dicono tutte le analisi e tutti gli organismi internazionali. Gli aumenti delle aliquote autonomamente decisi da Regioni e comuni hanno, nei fatti,  condotto alla totale eliminazione dei pochi vantaggi fiscali decisi nella Finanziaria 2008 per i redditi di fascia bassa. Il problema di fondo è che il Governo ha concepito, con la finanziaria, un’operazione che aveva una finalità redistributiva, dai redditi di fascia alta verso quelli di fascia bassa.
    Ma  le addizionali Irpef locali – essendo addizionali e non sovraimposte – non possono discriminare per scaglioni di reddito. Insomma, a livello locale si è determinato – con le addizionali –  un intervento distributivo che  elimina l’azione redistributiva decisa dal governo con la rimodulazione delle aliquote, degli scaglioni e delle detrazioni dell’Irpef.  Diversi economisti hanno fatto notare l’errore implicito nel tentativo del Governo di operare una redistribuzione attraverso l’Irpef. In effetti, l’Irpef non è lo strumento adeguato per aiutare i redditi bassi. Questo per diversi ordini di motivi: il principale è che  la redistribuzione deve essere attuata non solo sul lato del prelievo, ma soprattutto su quello ben più efficace della spesa.
    In primo luogo, azioni redistributive per il mezzo dell’Irpef non possono avvantaggiare chi l’Iperf non la paga perché troppo povero, o "troppo" evasore. Si tratta del 21% della popolazione dei contribuenti, e tra loro vi sono certamente molti evasori parziali o totali.
    In secondo luogo, molti redditi sono legalmente esclusi dalla base imponibile dell’Irpef (ad es., tutti i redditi da capitale) o assoggettati a una tassazione bassa (tutti i redditi catastalizzati). Inoltre, l’Irpef è basata su un’imposizione di tipo individuale, che non consente di capire qual è la effettiva situazione patrimoniale del percettore di quei redditi. Il reddito per fini Irpef di un certo contribuente non dà conto della effettiva situazione economica di tale individuo: non sappiamo se questo individuo possiede altri redditi non assoggettati a Irpef, oppure se fa parte di un nucleo familiare ricco, ovvero se può contare su trasferimenti da parte di altri componenti familiari capienti. Il "povero" contribuente Irpef potrebbe essere – e spesso è – il figlio o il coniuge di un ricco altro contribuente, il quale magari a sua volta percepisce redditi da capitale non soggetti a imposizione Irpef. Queste considerazioni avrebbero dovuto indurre il Governo ad una certa cautela nell’utilizzo dell’Irpef come strumento redistributivo. Ed invece l’impostazione della Finanziaria 2008 ha perseverato nell’errore di fondo. Il risultato fallimentare della politica redistributiva del governo Prodi è evidente a tutti. Speriamo meglio…

    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 06:12
    Filed under: News MpL

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