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    MpL

    Posted on domenica 30 settembre 2007

    Piero Carducci incontrerà domani Enrico Verini. L’incontro, richiesto dall’MpL, mira ad ottenere chiarimenti dallo stesso Enrico Verini sul "Protocollo per L’Aquila Capoluogo" (riportato in calce). Il protocollo, siglato nel maggio 2007, è la base irrinunciabile dell’accordo elettorale e programmatico che lega l’MpL al consigliere Verini.

    "Dopo l’adesione di Enrico al partito liberal democratico di Lamberto Dini, nel quadro della costituzione di un forte movimento di centro – ha dichiarato Piero Carducci – vogliamo assicurazioni e garanzie sul mantenimento degli impegni presi. L’accordo tra Enrico e Movimento per L’Aquila si basa sul rispetto di quanto pattuito nel protocollo, e vogliamo solo una conferma dell’intenzione reciproca a proseguire nel cammino intrapreso insieme, indipendentemente dalle appartenenze. Una conferma che certamente ci sarà. Ovviamente, l’MpL valuterà con grande attenzione ed interesse la ricostituzione di un centro di gravità della politica italiana e locale".
    "Mi sento purtroppo di condividere – ha concluso Carducci – le osservazioni fatte da Enrico sull’amministrazione cittadina, come riportate oggi su La Cronaca d’Abruzzo".

    E.Tiberi MpL/Com

    Allegato – PROTOCOLLO DI INTESA PROGRAMMATICA TRA IL MOVIMENTO PER L’ AQUILA (MpL) ED IL CANDIDATO AL CONSIGLIO COMUNALE ENRICO VERINI

    Dopo una fase di intenso confronto tra il Movimento per L’Aquila (MpL) ed il candidato al Consiglio Comunale, Enrico Verini, le parti hanno redatto e sottoscritto il seguente protocollo di impegno per la città dell’Aquila. Premessa – Occorre un salto di qualità ed allo stesso tempo di discontinuità nel modello di governo della città. Occorrono riforme forti, per invertire il declino. Occorre ri-definire o forse definire per la prima volta,  un organico progetto di crescita per il comprensorio, individuando un orizzonte di sviluppo compatibile con le vocazioni presenti e con i processi economici in atto. Un modello che superi il passato ed individui nuovi territori industriali, come quelli fecondissimi dell’economia della conoscenza e del distretto bio-tecnologico, ricomponendo un mosaico delle molte eccellenze esistenti, ad oggi isolate, non messe a sistema e per questo motivo attenuate nelle loro potenzialità. Si rende necessaria una nuova politica, che eserciti il governo  del territorio e che riesca a impostare logiche capaci di invertire la tendenza al declino attualmente in atto. Politiche  basate sui seguenti punti prioritari: 

    1) L’Aquila città Capoluogo di Regione, riaffermando le motivazioni storiche che ne hanno decretato il ruolo e disegnando nuove motivazioni economiche, culturali e politiche che sostengano la scelta IRREVERSIBILE fatta. Esercitare il ruolo che le compete di località centrale, ovvero di prima città abruzzese dell’amministrazione e dei servizi pubblici che devono trovare sede naturale e istituzionale nella città deputata a ospitarne le sedi. Le nuove tecnologie dell’informazione permettono a L’Aquila di ampliare la funzione direzionale, oggi svolta in misura limitata, ma che potrebbe essere potenziata grazie alla presenza di strutture avanzate di ricerca, di formazione, di finanza, di pubblica amministrazione, di produzione. L’Aquila  capitale amministrativa dell’Abruzzo, significa sviluppare una domanda pubblica aggiuntiva per risorse umane e finanziarie, innescare nel comprensorio processi di offerta di terziario avanzato, creare un humus favorevole alla diffusione dell’innovazione digitale, stimolare la realizzazione di infrastrutture di servizio alle funzioni pubbliche;

     
    2) Non aumentare  le imposte e rifondare l’Amministrazione comunale. Riformare l‘Amministrazione con un processo di deburocratizzazione e di diffusione di servizi digitali on line, al fine di rendere il nostro comune un interlocutore efficiente e amico dei cittadini. Esercitare un serio monitoraggio delle spese, per liberare risorse anche effettuando una necessaria opera di razionalizzazione delle SPA. Il risparmio ottenuto dovrà poi finanziare lo sviluppo ed i servizi, non la spesa corrente. L’Amministrazione deve essere profondamente riformata seguendo le fondamentali coordinate dell’efficienza e dell’efficacia di gestione, del miglior tiraggio finanziario sulle fonti finanziarie europee, della responsabilizzazione per obiettivi dei dirigenti, del coinvolgimento di banche ed imprese sui progetti di pubblica utilità, dell’attenzione alle fasce più deboli della comunità;

    3) Affermare il ruolo de L’Aquila quale città della conoscenza e della ricerca. I vantaggi comparati dell’Aquila sono nella valorizzazione della ricca dotazione di capitale umano, delle produzioni ad alta tecnologia, della cultura, dell’ambiente, dei prodotti tipici, dell’artigianato di qualità. A partire da questi punti di forza, il Comune deve assumere l’ impegno di  “fare sistema”, per mettere a fattor comune le energie degli enti pubblici e dei soggetti privati nell’intento di realizzare iniziative condivise e rilevanti di crescita del comprensorio. Il Comune deve in tal senso sostenere l’iniziativa delle Università abruzzesi per una legge regionale per la Ricerca&sviluppo. L’Università deve svolgere un ruolo centrale per la creazione di un sistema di relazioni tra pubblico e privato che rappresenta uno dei fattori chiave di successo per lo sviluppo del territorio. La conoscenza deve essere trasformata in attività produttive per via dell’innovazione (spin off) e la presenza di risorse umane di qualità potrà permettere l’attrazione di investimenti diretti esteri (IDE) che, sull’esempio della Micron, potranno generare effetti di trasferimento geografico dell’innovazione tecnologica (spillover). Azioni specifiche devono riguardare la promozione delle risorse tipiche del territorio. Praticamente inespresse risultano essere, ad oggi, le potenzialità del turismo, dell’enorme patrimonio del Gran Sasso e del patrimonio storico, artistico e culturale, in un’ottica di integrazione con la filiera dell’agro-alimentare e dell’artigianato;

    4)  Far rispettare il solenne impegno regionale per il riequilibrio territoriale.   Riconoscere la specificità della provincia interna significa destinare risorse aggiuntive su programmi di sviluppo infrastrutturale necessario per ogni ipotesi di crescita economica. Il riequilibrio non è questione di campanile, ma costituisce un interesse generale dell’Abruzzo. Iniziative specifiche devono riguardare la promozione del distretto farmaceutico e le infrastrutture materiali (strade, ferrovia per Roma, aeroporto) ed immateriali (banda larga, servizi alle imprese) per rompere il grave isolamento dell’Aquila sia dalle direttrici dorsali appenniniche (Nord-sud) che da quelle mediterranee di futuro sviluppo (Est-ovest).

    Per combattere lo spopolamento, per bloccare la fuga di cervelli, per attrarre nuove imprese hi-tech e nuovi talenti, per inventare nuove attività produttive, per promuovere veramente il Gran Sasso ed il  turismo, occorre puntare alla valorizzazione congiunta di risorse ambientali e culturali, di ricerca e innovazione, di pubblica amministrazione e servizi alle attività produttive, di infrastrutture materiali ed immateriali, di strutture assistenziali. Tutto ciò non costituisce una naturale evoluzione di trend spontanei di sviluppo, ma può e deve essere l’esito possibile di politiche coraggiose. Le priorità elencate costituiscono la base concreta su cui costruire l’impalcatura per un rapporto di confronto continuativo. E’ preciso impegno delle parti, quello di non fermarsi allo stato di elaborazione del programma e di sostegno alla campagna elettorale, ma di proseguire nella quotidiana azione, al fine di colmare l’enorme distanza che separa le idee sopraelencate dalla loro realizzazione effettiva. Attraverso la firma posta in calce, si prende impegno reciproco di confronto, sostegno, impegno concreto, finalizzato all‘obiettivo comune di ridare decoro e dignità a  L’AQUILA CAPOLUOGO DI REGIONE.

     

    L’Aquila, maggio 2007

    Piero Carducci 
    Enrico Verini

    MpL Comunicazione @ 13:10
    Filed under: News MpL

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