• Calendario/Archivio

  • ottobre: 2019
    L M M G V S D
    « Set    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    Piccole imprese, spina dorsale dell’economia

    Posted on giovedì 11 settembre 2014

    Le piccole e medie imprese (Pmi), ovvero le aziende con meno di 250 dipendenti, sono la “spina dorsale dell’economia italiana“: tale categoria rappresenta infatti “il 99,9% delle imprese della penisola, l’80% dell’occupazione e il 67% del valore aggiunto, tra le quote maggiori dell’area Ocse“. E’ quanto emerge da uno studio dell’Ocse dedicato alle Pmi italiane. In Italia, osserva l’organizzazione di Parigi, le medie imprese (tra i 50 e i 249 addetti) hanno “un livello di produttivita’ elevato per gli standard internazionali” e il Paese ha, in generale, una “vocazione imprenditoriale”. “Quasi un quarto della forza lavoro e’ composta da imprenditori e le piccole imprese tendono a essere giovani”, si legge nel rapporto. Esistono pero’ delle “debolezze strutturali da affrontare”, avverte l’Ocse, “la proporzione di persone che aprono nuove imprese e’ sotto la media Ocse”. Tra le altre debolezze lo studio cita l’elevato numero di micro imprese (il 95% del totale), che hanno una “produttivita’ relativamente bassa” e un’economia sommersa dalle dimensioni “relativamente grandi”. Il governo italiano e’ quindi chiamato, raccomanda l’Ocse, a “aumentare la creazione di nuove aziende, rafforzare le micro imprese, far emergere l’economia sommersa, ampliare il comparto della media impresa e aumentare il volume di imprenditorialita’ ad elevato impatto (ovvero, le cosiddette ‘gazzelle’, giovani aziende con tassi di crescita particolarmente elevati, che in Italia costituiscono appena lo 0,2% del comparto manifatturiero e lo 0,4% del settore dei servizi)”. L’Ocse suggerisce inoltre di creare un fondo statale dedicato al sostegno alle Pmi e, soprattutto, alle start-up piu’ innovative.

    Ocse: Italia diventata piu’ favorevole a imprese ma pesa fisco

    L’Italia e’ diventata un ambiente “piuttosto favorevole” alla nascita di nuove imprese grazie ai “miglioramenti degli ultimi anni” ma persistono “significative barriere normative” all’espansione delle aziende a causa di “un sistema fiscale complesso che impone elevati costi non legati alle retribuzione alle Pmi” e alle “deboli” garanzie per il rispetto dei contratti. E’ quanto sottolinea l’Ocse in un rapporto dedicato alla piccola e media impresa italiana. Tra i progressi compiuti dall’Italia, l’organizzazione di Parigi cita in particolare lo Statuto delle Imprese del 2011, la norma che consente di aprire un’impresa in un solo giorno se si e’ gli unici proprietari e le iniziative per accelerare il pagamento dei crediti vantati dalle aziende nei confronti della Pubblica Amministrazione. “Recenti riforme amministrative affrontano, in qualche modo, questi problemi, contemplando nuove forme di risoluzione delle dispute contrattuali, un regime di tutela della proprieta’ intellettuale piu’ semplice per le Pmi e trattamenti fiscali piu’ favorevoli per certe categorie di imprese”, osserva l’Ocse, aggiungendo che “tali miglioramenti potrebbero essere rafforzati” da una “migliore protezione” delle forme di proprieta’ intellettuale non connesse all’innovazione tecnologica (e per le quali non e’ quindi valido il modello del brevetto), da una “riduzione del carico fiscale” per le aziende che pagano costi elevati non legati alle retribuzioni e da “misure per aumentare la concorrenza nei servizi di rete”. L’organizzazione di Parigi suggerisce inoltre incentivi fiscali mirati, un sistema normativo che stimoli gli investimenti in azioni e un rafforzamento della cooperazione tra universita’ e Pmi, in particolare nel settore dell’innovazione tecnologica. L’Italia, prosegue l’Ocse, deve inoltre intervenire sulla formazione, dal momento che “solo il 40% dei giovani afferma che la loro educazione scolastica li ha aiutati a costruire una mentalita’ imprenditoriale, contro una media Ue del 53%”. A tale proposito, l’organizzazione di Parigi suggerisce l’adozione di una “strategia nazionale per la formazione imprenditoriale”, l’introduzione di standard nazionali per l’apprendistato e il rafforzamento della cooperazione tra universita’ e imprese.

    MpL Comunicazione @ 13:18
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *