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    Ottimisti&Pessimisti

    Posted on sabato 3 gennaio 2009

    Qualche giorno fa il Sole 24 Ore ha pubblicato un sondaggio: siamo tutti ottimisti  (la Pezzopane si è sperticata nell’elogio del suo governo: infatti a L’Aquila saremmo tutti ottimisti grazie a lei e Cialente…) .

    Oggi un altro sondaggio Doxa. Tutto il contrario, siamo tutti pessimisti (cosa dirà la Pezzopane? La colpa è di Chiodi che si è insediato oggi?).  Insomma mettetevi d’accordo!  Negli ultimi mesi si è parlato molto di crisi – spiega Doxa –  e le risposte ricevute sono in linea con il clima di questo periodo. I numeri espressi dal sondaggio sono importanti, rappresentano un trend negativo in crescita dal 2000, segno che la sostanza del problema esiste. 

    Secondo Domenico De Masi,  professore di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma: «Data l’attuale congiuntura economica, l’ottimismo è un segno di incoscienza. Il pessimismo è un segno di saggezza. La diagnosi per i primi mesi del 2009 è che ci sarà minore ricchezza. Non è obbligatorio che sia un male, può essere la via a un nuovo modello meno dedito al consumismo».  Se dalle aspettative personali si passa alle previsioni su economia e disoccupazione, il sentimento degli italiani, se possibile, è ancor più buio. A fronte di un 3 per cento di inguaribili ottimisti che prevedono «prosperità economica» per il 2009, ben il 62 per cento degli intervistati attende «difficoltà economiche» dal nuovo anno (52 per cento è la media dei pessimisti negli altri Paesi). Quanto al tasso di disoccupazione, il 55 per cento degli italiani è convinto che crescerà ancora. Se sulla stabilità dell’occupazione il 60 per cento degli italiani ritiene «sicuro il proprio posto di lavoro» (in Gran Bretagna il 45 per cento è certo che, in caso di perdita del lavoro, farebbe fatica a trovare una nuova occupazione), il 31 per cento degli intervistati pensa di essere esposto al rischio disoccupazione. «Un numero importante, però è sbagliato generalizzare pur prendendo con la massima serietà i risultati del sondaggio — avverte Gioia Di Cristofaro Longo, ordinaria di antropologia culturale alla Sapienza di Roma —. La situazione dell’Italia è a macchia di leopardo con delle macchie più nere delle altre. Una di queste è il lavoro dei giovani. Il precariato è ormai una piaga. E non mi riferisco solo al lavoro ma alle prospettive di vita». Ecco l’analisi dell’antropologa: «I giovani non si pongono più progetti a lungo termine. È la vita nella sua interezza ad essere diventata precaria, si va avanti giorno per giorno. Chi si pone obiettivi normali per un essere umano, come sposarsi e fare dei figli, si sente frustrato». Per invertire la tendenza al pessimismo cosmico c’è una sola soluzione: «Stabilità, perché la nostra società si sta autocondannando a vivere a livelli sempre più bassi», dice Di Cristofaro Longo. «L’Italia — aggiunge — non investe più nella crescita, nella ricerca, nella cultura. Un’operazione suicida. Nel nostro Paese c’è ricchezza ma è mal distribuita. Come avviene in una famiglia, lo Stato deve decidere come e dove investire il denaro. Al momento lo sta facendo nel modo sbagliato». «Mi avrebbe sorpreso leggere che gli italiani sono ottimisti — dice Giuseppe De Rita, presidente Censis —. A parte Berlusconi, l’italiano medio è consapevole che questa è la crisi più grave degli ultimi 80 anni. Anche se per me si tratta soprattutto di una crisi mediatica dove tv e stampa hanno avuto un ruolo importante. Dopo mesi di notizie che raccontano di crisi finanziaria e miliardi bruciati in Borsa come si fa ad essere ottimisti?». Dunque, tutta colpa dei media? «Fino ad oggi la crisi è stata più vissuta sui media che nella vita reale. Per adesso, quello che è successo è che la Borsa ha perso metà dei suoi capitali e alcune grandi banche Usa sono fallite. Una bolla finanziaria che interessa il 10% degli italiani. Persone potenti, che fanno opinione in grado di influenzare l’opinione pubblica. Ma il nostro è ancora un Paese molto liquido, i soldi ci sono. Il fatto è che rimangono fermi».

    Ma insomma siamo ottimisti (come dice il Sole 24 Ore di qualche giorno orsono)  o pessimisti (come dice Doxa oggi)?  Fate voi. E’ meglio.

    MpL Comunicazione @ 13:37
    Filed under: News MpL

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