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    Per le Primarie non c’è più tempo

    Posted on domenica 8 gennaio 2012

    Dopo l’indigestione delle Feste, ormai a metà gennaio, si risveglia (tardivamente) in alcuni elementi del variegato centro destra aquilano l’irrefrenabile voglia di primarie. Eppure il calendario confligge apertamente con queste fregole del post Capodanno.  La data delle elezioni amministrative sarà probabilmente il 20 maggio 2012, al più tardi il 27.  Questo significa che 40 giorni prima (e siamo arrivati ai primi di aprile) vanno pubblicate le liste ed i candidati a sindaco dei vari schieramenti.  Ora siamo quasi a metà gennaio e quindi si dispone di due mesi e mezzo (diciamo 80 giorni) per fare tutto: primarie, liste ed adempimenti amministrativi. Considerata la frammentazione e le profonde divisioni che attraversano come faglie sismiche il centro-destra aquilano, pensare di impostare, gestire e concludere un processo come quello del test delle primarie e della costruzione delle liste (e relative alleanze) in 80 giorni,  è sintomo o di inguaribile ingenuità o peggio di cinica malafade….

    Infatti:

    a.non c’è alcun accordo se fare primarie aperte ai cittadini o primarie chiuse ai soli iscritti al PDL. La differenza è sostanziale, perché le primarie aperte all’americana sono vere, quelle chiuse sono la semplice certificazione delle scelte fatte dai partiti. Su questo punto dirimente già immaginiamo fiumi di chiacchiere e profluvi di dichiarazioni pro e contro. Nel caso di primarie aperte, poi, sarà necessario stilare quantomento un programma di massima prima della consultazione, da sottoscrivere a cura dei cittadini che vogliano partecipare. Sia nel caso di consultazione aperta che chiusa, occorre poi un dettagliato regolamento approvato dai contendenti (dopo mille discussioni) che disciplini incompatibilità, modalità del voto, seggi e tutta la macchina organizzativa.  Come si può percepire, aspetti non banali che richiedono molte riunioni ed assorbono tempo ed energie organizzative. Di tutti questi aspetti di impostazione ed organizzazione non si è neppure iniziato a discutere, esternazioni mediatiche a parte, ad appena 80 giorni dalla presentazione delle liste;

    b.supponiamo che le primarie comunque si facciano, e si facciano bene, perché eventuali liti pubbliche sulle modalità di svolgimento (peraltro assai frequenti in questo tipo di test) danneggerebbero non poco il candidato selezionato compromettendo così un esito elettorale già incerto. Ammesso e non concesso, dato l’incandescente clima aquilano,  che tutto fili lisci come l’olio, gli esperti di primarie sanno che occorre un congruo lasso di tempo, dopo il test, per ricostituire un clima di collaborazione ed accordo tra vincente e perdenti. In altri termini, le primarie sono un vero e proprio test elettorale e lasciano sempre (sempre) uno strascico di feroci polemiche ed inimicizia personale tra i contendenti che richiede qualche settimana almeno per essere recuperato. Il tempo all’Aquila non c’è, ed il rischio è che le primarie si svolgano troppo a ridosso   rispetto alla data della chiusura e consegna delle liste (primi di aprile). Il candidato vincente del test primario, pertanto, non avrà il tempo minimo necessario a poter recuperare in una logica di squadra tutti gli elementi della coalizione, ai fini della competizione vera e propria;

    c.concluse le primarie, ormai a ridosso della consultazione elettorale, il prescelto dovrà in fretta e furia organizzare liste, alleanze e strategie di secondo turno. Ed il tutto va fatto prima dei primi di aprile. Se non siamo alla follia, poco ci manca.

    Come volevasi dimostrare, per fare le primarie vere non c’è più tempo.  A questo punto le primarie si sarebbero dovute svolgere, e non continuare ad invocarle come un feticcio in conferenza stampa.

    Per fare le primarie non c’è più tempo e chi le agita lo fa solo come esercizio di estremo tatticismo, come spauracchio per continuare ad intorbidire le carte e tenere tutto per aria, per la gioia di Cialente che, pur indebolito sul fronte interno,  dallo stato confusionale dell’altro fronte trarrà inaspettato ed  indubbio giovamento. Le primarie possono tenersi soltanto in un clima di collaborazione competitiva, non già nello stato di attuale divisione del centro destra aquilano. Nella migliore delle ipotesi, impegnarsi massivamente nel test pre-elettorale andrebbe a sprecare importanti energie e tempo prezioso per la competizione vera, che è quella contro Cialente.

    Dovremo forse rassegnarci ad altri cinque anni di Cialente. Il centro destra aquilano non sta dimostrando la maturità necessaria ad esprimere un candidato capace, nell’interesse della città diruta. Amen.

     

    MpL Comunicazione @ 11:12
    Filed under: News MpL

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