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    PD&UDC

    Posted on sabato 7 febbraio 2009

    Prove di intesa tra PD e UDC.  Sarebbe un colpaccio per e provinciali, annettere il partito di Casini, ma l’ala sinistra della  coalizione  non ci sta.  Nella prima riunione dopo la batosta delle regionali,  ieri a Pescara con Brutti commissario,  aderiscono tutti  pure l’Idv.

    Il Pd sogna ad occhi aperti:  il Tar ha già fissato la data per il primo ricorso contro le elezioni di dicembre (11 marzo)  e tutti asinistra sperano, come sempre, di guadagnare con i tribunali ciò che hanno perso con la gente. Nell’attesa del ricorso, il PD discute di alleanze e di provinciali. E sulle alleanze si riparte dal centro. Ovvero dall’UDC di Casini.   Fare posto all’Udc,  è la parola d’ordine. E l’Udc vorrà qualche presidenza di provincia, mica bruscolini. E chi si farà da parte? «La mia idea, posta in modo trasparente agli alleati, è quella di allargare la coalizione alla forze moderate – spiega Brutti – E’ l’obiettivo al quale sto lavorando da qualche tempo, un obiettivo non semplicissimo. Ma ho garantito ai partiti del centrosinistra che una risposta definita e netta la porterò nel giro di pochi giorni. Per me la chiarezza è un requisito assolutamente necessario per qualsiasi scelta». I dipietristi sono stati subito  chiari: allargate pure all’Udc, ma a condizione che tutto avvenga in modo rapido e trasparente. «Non vogliamo ridurci all’ultimo minuto come alle regionali – spiega Alfonso Mascitelli dell’Idv – e restare con le candele accese ad aspettare che l’Udc si decida dopo essersi offerta al miglior offerente».
    E’ una strada senza uscita per Rifondazione, l’unico partito a dire no e no all’Udc.  Vuole un’intesa programmatica Massimo Brutti, «non un programma omnibus – spiega – ma vogliamo individuare una serie di obiettivi programmatici prioritari calibrati sulle province in cui si voterà». E tutti d’accordo anche sul rinnovamento, che dovrà tenere conto dell’operato degli amministratori. Si metteranno i voti agli assessori, perchè no. E dopo si decideranno le candidature. Fissati anche alcuni paletti: «No all’uso del metodo delle primarie visto che non c’è una coalizione consolidata anche territorialmente. Il rischio sarebbe di favorire i soliti noti – spiega Marco Gelmini di Rifondazione – Ci sarà un nuovo appuntamento a breve per affrontare anche le questioni tematiche e verificare in maniera più stringente la possibilità di dare vita ad un centrosinistra rinnovato nei territori, condizione per battere la destra».

    Il nodo dell’Udc non è il solo.  «Non vorrei che l’incontro di oggi finisse con il somigliare a quei matrimoni per corrispondenza di un tempo, dove per fare bella figura si inviava una foto che cercava di abbellire la realtà», incalza Mascitelli. «Il Pd, se non vuole restare solo, deve fare attenzione a non trasformare la sua vocazione maggioritaria in una visione padronale della coalizione». Si rivedranno a fine mese, i centrosinistri a guida PD, il tempo necessario perchè il commissario del Pd porti a termine le trattative con l’Udc.  E poi c’è un problemino: i quattro presidenti uscenti sono PD. Eh no che non va bene…se due toccano all’Udc, uno almeno all’IdV. Uno solo al PD? Eh non che non va bene…

    E.T.


    MpL Comunicazione @ 15:40
    Filed under: News MpL

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