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    Pdl, resa dei conti

    Posted on sabato 5 ottobre 2013

    Lealisti-filogovernativi contro falchi-pitonesse. Gli alfaniani sono sicuri di aver vinto, di poter cavalcare il vento del rinnovamento. Vogliono la defalchizzazione, ossia gli estremisti messi da parte. E vogliono un segretario unico, Angelino Alfano, senza la pitonessa e Brunetta tra i piedi. 

    Game over, innanzitutto per i falchi. Alfano non li vuole più tra i piedi e non intende giocare al bilancino con Verdini. Su questo Alfano non cede,  lo ha detto chiaro e tondo a Berlusconi in questi giorni. L’ex premier prende tempo: vorrebbe accanto ad Alfano, segretario con pieni poteri, un comitato composto da tutti i cocci. Dentro anche Verdini, mentre verrebbe emarginata la pitonessa, la più strenua guardiana di B., che ora esce cornuta e mazziata.

    E quindi Alfano affiancato da Verdini, Bondi, Brunetta e Schifani. Alfano vuole un cambiamento vero. Cicchitto ha parlato di «defalchizzazione», liberazione dai «falchi», gli estremisti: «Il Pdl va defalchizzato e non deberlusconizzato. Bisogna dare ad Alfano la possibilità di costruire un grande partito moderato, riformista e garantista». Quagliariello: «Attorno ad Alfano è nata una nuova classe dirigente, che ha saputo riconoscere ciò che domandava il Paese». Lupi: «Il partito deve rinnovarsi con una nuova linea e una nuova classe dirigente». In politica chi sbaglia paga, si ripete nelle file dei filogovernativi. E c’è un elenco di nomi che dovrebbero fare il «passo indietro» affinché il Pdl non si spezzi, affinché Berlusconi possa traghettare tutti in Forza Italia, se è questo che desidera.

    L’elenco è breve: Verdini, Bondi, Santanché, Capezzone.  Poi, c’è il caso più delicato, quello di Renato Brunetta. «Brunetta si comporta come se stessimo all’opposizione», spiegano nell’entourage dei ministri Pdl. Il sostituto già sarebbe pronto, basterebbe far tornare Cicchitto alla guida dei deputati.

    Ma Brunetta non è la pitonessa, è  un ostacolo importante. Berlusconi sulla sua sostituzione prende tempo, deciderà fra qualche giorno, e intanto tiene per sé le deleghe del partito. Su Alfano segretario plenipotenziario è convinto. Sul resto, cerca il cemento per tenere assieme il partito. «Occorre una forte riorganizzazione—dice Andrea Augello, schierato con Alfano — Ma senza notti dei corti né dei lunghi coltelli. Tutti dovranno essere rappresentati, anche chi è diventato minoranza a causa di posizioni politiche sbagliate».

    Intanto si avvicina la decadenza di Berlusconi da senatore. L’immagine plastica del «crollo dell’Impero». È la sensazione netta e scoraggiata che si respira nel Pdl diventato un campo di battaglia, in cui ognuno cerca di salvarsi.

    E Bondi osserva: come facciamo a governare con un Pd che si appresta a fucilare Berlusconi?

    MpL Comunicazione @ 19:52
    Filed under: News MpL

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