• Calendario/Archivio

  • gennaio: 2020
    L M M G V S D
    « Dic    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    PDL & il Messaggero

    Posted on sabato 12 giugno 2010

    Evidentemente il PDL manca di luoghi di confronto e dibattito. Oppure il quotidiano il Messaggero funge da megafono per  troppi piccoli "leader" del centro-destra regionale. Fatto sta che anche oggi la Lilli Mandara, su il Messaggero, getta bidoni di benzina  sul fuoco dei contrasti interni al centrodestra, formalmente unito sotto il "siglone" del Popolo delle Libertà ma in realtà diviso in varie correnti – berlusconiani, ex an, finiani, matteoliani berlusconiani, ecc. –  come del resto lo sono tutti i partiti, anche se questa non vuole certo essere una giustificazione – la babele del Partito Democratico, ad esempio,  è a tutti nota.

    Unico quotidiano in Abruzzo, oggi il Messaggero riporta la notizia – non confermata e non smentita  da nessuna agenzia e da nessun leader pidiellino – dell’ormai prossimo defenestramento di Gianfranco Giuliante da Capogruppo regionale del partito. La notizia è grossa, soprattutto per gli esiti: piaccia o non piaccia, Giuliante capogruppo rappresenta la compensazione ottenuta dagli aquilani, privati di assessori e delle cariche regionali più importanti. 

    Secondo il Messaggero  sarebbe  il senatore plenipotenziario di Teramo Paolo Tancredi a suonare il de profundis per Giuliante.  "Parla Tancredi – scrive la Mandara –  che Chiodi se l’è inventato a tavolino trasformandolo da sindaco di provincia in governatore nelle grazie di Berlusconi, e che al presidente detta l’agenda le nomine e le strategie. Quindi, se parla lui è come se parlasse Chiodi. Segno che la sorte del capogruppo è già scritta".

    E perché Giuliante dovrebbe essere cacciato? Semplice, per la Mandara, che sparge  gioiosamente sale a quintali sulle ferite aperte del centrodestra: "Il ruolo di capogruppo impone responsabilità, coesione. Senza contare che la politica ha delle regole che vanno rispettate. Se vuole fare il grillo parlante, benissimo, ma si faccia da parte. Però su quella poltrona non ci può più stare. Anzi è bene che Chiodi lo cacci". Dice così Tancredi, stanco delle sparate sui giornali del capogruppo ribelle, dei suo attacchi a testa bassa, delle lettere e delle ironie".

    Insomma sarebbe vicina la resa dei conti. Uno scenario da Mezzogiorno di fuoco, quello evocato dalla Lilli Mandara, che lascerà sul campo morti e feriti.  "…la testa di Giuliante – scrive il Messaggero che non si sa dove prende queste  notizie –  adesso la reclamano i chiodiani tutti, a costo di mandare all’aria la pace apparente raggiunta con Fabrizio Di Stefano. Tancredi è pronto alla sfida, anche a sostituire Giuliante con un uomo di provenienza forzista, e chisseneimporta se quello da capogruppo è un posto che spetta agli ex aennini…. Giuliante deve andarsene anche per la sua impronta politica: lui rivendica un’aquilanità che nessuno all’Aquila gli riconosce. Non è questa la classe dirigente che la città merita di avere, il capoluogo non può essere rappresentato da lui".

    "Va giù come un pugile Tancredi – scrive la Mandara –  il suo è un “omicidio” su commissione, gli scarica addosso una combinazione di ganci e dice chiaro e tondo che per lui Giuliante finisce qua. Tramonta anche l’ipotesi di rimpasto e di ingresso in giunta del capogruppo ribelle. «Il rimpasto? Non esiste, almeno per Giuliante. Non è possibile che lui entri a far parte della giunta regionale. Per una serie di ragioni: non c’è un solo consigliere o cittadino dell’Aquila che sarebbe felice se lui entrasse nell’esecutivo; non ha un seguito di gente o di voti e se continua a fare politica è solo perchè ha un santo in paradiso. Giuliante non rappresenta L’Aquila, dove il centrodestra ha avuto una storia pessima: per colpa sua, naturalmente. La sua storia finisce qua».

    Amen. Qualcuno nel centrodestra batta un colpo, oppure la politica del principale partito abruzzese la fanno, la condizionano, la orientano, la incendiano, la spengono,  Lilli Mandara ed il Messaggero? Se è così,  il PDL è alla frutta, anzi al dessert.

    MpL Comunicazione @ 14:40
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *