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    PD, pasticcio Radicali

    Posted on venerdì 30 settembre 2011

    Il PD in salsa Bindi e Franceschini continua nella sua strategia di autodistruzione. Il “processo ai radicali” somiglia tanto alla cacciata di Fini dal PDL, errore storico commesso da Belrusconi.  Se la ride Massimo Bordin, che è la voce nazionale di Radio Radicale.  Bordin definisce grottesco, ridicolo,  masochistico,  il processo ai Radicali. “I Radicali fanno i Radicali e quindi hanno trasformato in qualcosa di utile l’inutile sfiducia singola al ministro di un governo che la maggioranza ce l’ha”. Poi Bordin concede qualcosa al partito di Bersani, ma non senza ironia: “Anche il Pd fa il Pd, e quindi inclina a farsi del male da solo”. Sei Radicali dissidenti sono diventati un caso dentro al PD nazionale il “merito” è della Bindi, di Fioroni e in parte di Franceschini.  Bersani avrebbe evitato la guerra a Pannella, e lunedì toccherà a lui “smacchiare i giaguari”, decidere cosa fare di Marco Pannella e della sua pattuglia. “Franceschini gli ha fatto un bel regalino”, dice ridendo Pannella che la sa lunga.

    Il processino interno ai Radicali si è concluso ieri con un nulla di fatto. L’inquisizione interna aveva preparato un provvedimento di sospensione per i sei radicali, ma ha poi scoperto che quelli si erano già sospesi da soli più di un anno fa. Non resta che l’espulsione.  Qualcuno nel PD l’avrebbe voluta subito,  ma alla fine il gruppo del Pd non se l’è sentita. E così ci deve pensare Bersani a provare a ricucire.  Il Pd dovrà difendersi dal sospetto sollevato ieri da Mario Sechi: “E’ come se non fossero mai riusciti a scrollarsi di dosso le macerie del Muro di Berlino”. Mentre, al contrario, oggi al Pd tornerebbe utile un vecchio principio tipicamente pannelliano: “Ci sono troppe splendide cose che potremmo fare con il nemico per pensare di eliminarlo”.   Il problema non è l’ultimo voto, ma la fallimentare strategia della sfiducia del PD che si trascina dal 12 dicembre scorso, che ha finito col consolidare la maggioranza di governo. “L’esito di quel voto era scritto”, dice il radicale Turco: “L’ennesima sfiducia che ogni volta si trasforma in una fiducia guadagnata dal centrodestra. Mi spiegate perché avremmo dovuto perdere l’occasione di condurre la nostra battaglia politica e di principio? A noi interessa ristabilire la legalità in questo paese, ci interessa l’amnistia”, dice il deputato.  L’occasione era di quelle che Pannella ha insegnato a non perdere:  l’inutile voto di sfiducia era trasmesso con una diretta televisiva. Una bella visibilità per i temi cari ai radicali, come l’amnistia,  non c’è dubbio.

    MpL Comunicazione @ 08:24
    Filed under: News MpL

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