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    Parisi attacca Veltroni

    Posted on domenica 22 giugno 2008

    Partito Democratico in crisi/1

    Arriva la resa dei conti all’interno del Partito Democratico.  Veltroni è privo di bussola, il PD semplicemente non esiste ed è ingessato dalle correnti.  Nessuna analisi è stata fatta sulla sconfitta politica, niente su Roma, sulla Sicilia, sulle altre amministrative, che dalla Sardegna alla Val d’Aosta sono state anch’esse un disastro.

    E Parisi, ovvero l’oracolo di Prodi, passa all’attacco: "Mi sembrava di essere nella gag di Totò" – dice Parisi al Corriere della Sera.  "Quella gag in cui un signore schiaffeggia Totò chiamandolo Pasquale, e più lo schiaffeggia e più Totò ride. Tanto che quello gli chiede: "Ma come, più io ti meno più tu ridi?" E Totò gli risponde: "E che sò Pasquale io? Volevo vedere dove andavi a finire".  Veltroni è così: pensa che gli schiaffi che gli han dato gli elettori siano sempre diretti al governo Prodi. E in questo modo siamo arrivati al ridicolo di un Pd che continua a presentarsi come partito a vocazione maggioritaria, mentre in Sicilia prende il 12,5 per cento" – va giù duro l’ex ministro della Difesa.

    E Parisi continua:  "Ho difficoltà a riconoscermi nel clima zuccheroso, buonista e sorridente che ha da sempre caratterizzato la leadership veltroniana. Non avevamo bisogno di Tremonti per riconoscere che il tempo presente è dominato dalla paura. Questo Veltroni ieri lo ha riconosciuto. Quello che tarda a comprendere sono gli elettori che quando ci vedono sorridere non riescono proprio a capire cosa abbiamo da ridere. Ci sono state stagioni nella quali "pensare positivo" era di moda, e bastava copiare alla lettera gli slogan e le forme della propaganda americana. Questa è invece una stagione nella quale c’è bisogno di una guida e di un pensiero che sia almeno serio, se non forte, e comunque nostro".

    "Sono passati due mesi pieni e di fronte ai ripetuti avvertimenti che ci vengono dagli elettori e dall’interno del partito la linea non è cambiata. E’ evidente allora che a questo punto bisogna cambiare leader". Quindi Parisi chiede di cambiare leader. Una notizia bomba: "La passione per il Pd mi impone come dovere morale di dire in pubblico quello che quasi tutti dicono in privato. Anche a costo di fare la parte del bambino che dice "il re è nudo". Quello che mi scandalizza di più è la slealtà verso Veltroni: preferiscono tutti tirare di fioretto, ferirlo di punta, mettendo nel conto che l’avversario si dissangui a poco a poco. Ma così si dissanguano anche il Pd e la democrazia italiana. E’ per questo che son stato d’accordo con Veltroni che voleva aprire la fase congressuale. Apriamola, dissi, per capire chi siamo e dove andiamo. Purtroppo, però, il rifiuto è stato corale. In molti preferiscono lavorare a sfiancare il partito e il suo leader senza assumersene la responsabilità. Più tempo passa, più credo nella regola secondo la quale chi perde va via, senza tragedie, per evitare che la crisi di una leadership si trasformi nella crisi del partito" – conclude Parisi.

    Nel PD, è aperta la successione a Veltroni. Un partito fasullo che non riesce a decollare. Un partito né carne né pesce. Il partito della Pezzopane, Cialente, Riga e Di Stefano, attorniati dai paggetti benedetti.

    Siamo a posto….

    MpL Comunicazione @ 16:03
    Filed under: News MpL

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