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    Parentopoli

    Posted on venerdì 7 marzo 2008

    Ha avuto conseguenze tutto considerato scontate l’esposto avanzato dal consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Tagliente alla Procura della Repubblica dell’Aquila sulla “stabilizzazione dei precari alla Regione Abruzzo”. Si tratta, ricordiamo, di 260 persone, tra cui figli, nuore, nipoti, parenti e affini di politici, dirigenti e funzionari vari, nei confronti delle cui assunzioni Tagliente aveva avanzato forti sospetti, e non era certamente stato il solo. 

    Dicevamo delle scontate conseguenze: la Procura della Repubblica nei giorni scorsi ha acquisito la delibera incriminata, quella con cui la Giunta Regionale ha disposto il passaggio delle già citate 260 persone da precari a dipendenti a tempo indeterminato. I magistrati ora verificheranno tutti i casi dei precari assunti per vedere se ci sono state illegalità e se sarà il caso di aprire un capitolo sulla “parentopoli”. Se vogliamo nulla di nuovo sotto il sole, ma situazioni che una volta di più richiamano l’attenzione sul fatto che ormai l’azione di controllo non viene esercitata da altri che dalle procure della repubblica. Non c’è più nessuna autorità demandata al controllo degli atti amministrativi. Progressivamente sono sparite le Giunte Provinciali Amministrative, gestite dalle Prefetture, e poi i famosi Coreco, vale a dire i Comitati regionali di controllo. Sono rimasti solo i dirigenti ad esercitare il controllo amministrativo degli atti, dirigenti che purtroppo sono spesso e volentieri vittime di vessazioni del potere politico. Ed è da queste situazioni che nascono poi gli scandali, o presunti tali, che comunque chiamano in ballo la magistratura. E’ l’unica strada che rimane a chi si sente colpito da decisioni amministrative che non rispettano le norme. Certo c’è anche il Tar, ma la strada più diretta rimane quella che porta alla Procura della Repubblica. Nel caso dei precari regionali ci sono sospetti che non possono restare nell’aria. E’ bene che qualcuno si impegni a dissiparli. Se la politica non è stata in grado di farlo, se si è arrivati allo scontro che non si è limitato al confronto in aula, ma ha portato alla carta da bollo, è giusto ora che siano gli uomini in toga, dopo i dovuti accertamenti, a valutare le cose e a dire come stanno per davvero. Nessuno però osi parlare di invasione di campo dei giudici. Se vogliamo, ci sono stati tirati per i capelli. E lasciateci aggiungere: per fortuna che ci sono ancora loro.

    MpL Comunicazione @ 20:08
    Filed under: News MpL

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