• Calendario/Archivio

  • dicembre: 2020
    L M M G V S D
    « Nov    
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    Pacta servanda sunt

    Posted on venerdì 30 gennaio 2009

    Riproponiamo, perché molto attuale,  un pezzo del 4 giugno 2007. In quel pezzo Piero Carducci aveva già intuito la crisi irreversibile dell’amministrazione Cialente, minata alle fondamenta da difetti costitutivi. Di seguito il pezzo.
     

    "Pacta servanda sunt. I patti devono essere rispettati. Quant’era bella la politica, quando valeva questo principio non scritto ma da tutti rispettato! Il problema della politica d’oggi è proprio la totale assenza di regole. Con galantuomini come Spataro o Natali,  una stretta di mano valeva più di un accordo scritto, una telefonata più di un rogito notarile. 

    La parola data era la parola data, i patti erano patti. Ne andava dell’onore delle parti. Ora, ahimé, non è più così.  A rendere così brutta ed inefficace la politica è un vizio d’origine: l’assenza di una "costituzione morale". L’assenza, cioè, di quella cornice di regole, non definite formalmente ma rispettate per tacito accordo da tutti, che assai più delle regole scritte consentono a un sistema politico di funzionare.  Come funzionava, per l’appunto, il sistema della Prima Repubblica, il quale magari aveva pure moltissimi difetti,  ma ciò nonostante riuscì a produrre partiti solidi ed alleanze durature, leadership qualificate e decisione politica di qualità e quantità.

    Laddove la politica dell’oggi è invece esattamente l’opposto e non funziona, non produce né politica di qualità, né partiti, né leader autorevoli, e tanto meno riesce ad articolarsi in schieramenti solidi. Non vorremmo che le amministrative aquilane ubbidissero alla regola della cattiva politica, invece che a quella del "pacta servanda sunt".

    Una regola ovvia ovvia è che i più votati, per ciascun partito, devono giocare un ruolo di primo piano nel governo della città. Un’altra regola semplice semplice è che gli accordi il Sindaco li deve fare con i partiti ed i movimenti, e non con i singoli esponenti di questi e di quelli. Un’altra regola banale banale, che corre però l’obbligo di ricordare, è che le regole – come quelle sulle "donne" o sulle giunta "snella"  – si declinano prima delle elezioni e non dopo, a cose fatte. Prima delle elezioni le regole sono un patto, dopo possono essere al massimo dei buoni consigli.

    La costituzione materiale aquilana si può riassumere in due regole universali della politica, da cui discendono le altre: i più votati hanno il diritto-dovere di governare (anche nei confronti degli elettori); da parte loro se i più votati  rinunciano, nell’ambito di una disciplina dell’organizzazione di appartenenza, di governare per altro ruolo, allora sono i più votati stessi insieme al loro partito-movimento a dover indicare chi dovrà fare le loro veci. Due regole che assicurano una premessa indispensabile per il funzionamento della costituzione formale: il reciproco riconoscimento tra la giunta ed il consiglio comunale.  Eh sì, il Consiglio comunale, quello che merita attenzione, quello che non deve essere umiliato con le  "rose di nomi" o altri stratagemmi. Quello che vota, e come vota. Quello che ha  fatto mancare a Tempesta il numero legale decine e decine di volte. Quello che l’ex sindaco La Civita ha un pò troppo trascurato a Sulmona".
    Piero Carducci

    MpL Comunicazione @ 20:01
    Filed under: News MpL

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Privacy policy

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com