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    Ottimisti&Pessimisti

    Posted on domenica 6 settembre 2009

    All’Aquila centro, zona rossa, hanno riaperto alcune strade. Più per scena che per necessità, più ad uso dei turisti che degli aquilani. Molta gente in giro a naso all’insù. Si dice tutto ed il contrario. Il terremoto radicalizza i ragionamenti: o si è ottimisti o si è pessimisti, non si colgono nei pensieri della gente sfumature intermedie.

    L’ottimista: quanto lavoro! Il Governo ha fatto tanto per L’Aquila. Dopo appena cinque mesi hanno già riaperto una parte del centro storico, un segnale importante per la ricostruzione. E poi oggi c’è pure Muti con il presidente Napolitano!
    Il pessimista: di passerelle e di concerti pubblicitari siano stufi. Per la zona rossa si doveva fare di più, e la riapertura di alcune strade dopo cinque mesi è un atto tardivo ed insufficiente, meramente propagandistico. Non si parla della ricostruzione del centro, non ci sono idee sul futuro. La sola certezza è l’incertezza.

    L’ottimista: a fine dicembre 13mila aquilani avranno la nuova casa. Una casa nuova ed antisismica, fatta con criteri avanzatissimi, insonorizzata e coibentata, pure ammobiliata.  Uno sforzo incredibile delle istituzioni, una grande opera. E CASE a parte, tutti avranno un tetto!
    Il pessimista: con i denari spesi per il progetto CASE, per alberghi e tendopoli, si sarebbero potute ristrutturare in tempi rapidi tuttte  le abitazioni con danni leggeri e, inoltre, acquistare case provvisorie in legno che avrebbero soddisfatto tutti gli sfollati. Il progetto CASE è un falllimento: è costoso, è del tutto insufficiente, ha modificato per sempre il profilo del territorio e le reti relazionali. Alla fine Berlusconi ha fatto la new town, sparpagliata in 20 paesi artificiali che hanno distrutto le identità dei borghi del comprensorio.

    L’ottimista: il terremoto è stata una tragedia immane, ancora oggi non è stata percepita nelle sue vere dimensioni. La Protezione Civile ha gestito bene l’emergenza, assicurando a tutti da mangiare e da dormire. Certamente errori sono stati fatti, ma era inevitabile. Nessuno è stato lasciato per strada: tra alberghi, tende ed autonoma sistemazione, tutti hanno avuto un conforto. La solidarietà nazionale è stata tanta, gli aquilani sono stati assistiti alla grande.
    Il pessimista: non si è tenuto conto delle precedenti esperienze, soprattutto del Friuli. Un grave errore è stato ritirare le agibilità delle abitazioni in maniera indiscriminata. Le schede tecniche con le famigerate classificazioni (A,B, ecc.) sono state compilate in maniera superficiale, le procedure per i lavori leggeri sono troppo complesse. Il risultato? Ancora non parte nessun cantiere e milioni di euro gettati in alberghi, che potevano essere usati per le ristrutturazioni…

    Questo ed altro diceva la gente in giro per L’Aquila. Forse la verità è nel mezzo. Forse ad essere ottimisti, dopo un terremoto come quello dell’Aquila, è pura follia. O forse no.
    E.T.

    MpL Comunicazione @ 18:16
    Filed under: News MpL

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